Contro natura
«Farla sopravvivere
è andare contro natura»
Il filosofo cattolico: la Chiesa e il governo politicizzano una cosa metapolitica
MILANO — «Ma ancora non c'è nulla di deciso, vero?», chiede Giovanni Reale. «Il decreto del governo è un errore, si oppone all'idea di libertà su cui è radicato il concetto occidentale dell'uomo. E lo dico da cattolico». «Napolitano ha fatto il suo dovere di Presidente, ha richiamato l'attenzione sulla sostanza della Costituzione. Un uomo saggio. Almeno uno».
«Sopravvivenza a prezzo di vita». Quando entra nel merito della vicenda di Eluana Englaro, cita il francese Jean Baudrillard. Da 17 anni, per Reale, Eluana Englaro sopravvive a prezzo della vita. «La tesi portata avanti da molti uomini della Chiesa, e ora anche del governo, è sbagliata e va corretta — dice il filosofo —. Nel caso di Eluana vedo un abuso da parte di una civiltà tecnologica totalizzante, così gonfia di sé e dei suoi successi da volersi sostituire alla natura. Si è perduta la saggezza della giusta misura. La Chiesa, e il governo insieme a lei, sono vittime di questo paradigma culturale dominante». Racconta di sua madre. «Era all'ospedale con il cancro, i medici volevano riempirla di tubi. "Potremmo prolungarle la vita di qualche mese", dicevano. Io ero frastornato. È stata lei a decidere: lasciatemi morire a casa, nel mio letto. In quel periodo stavo traducendo il Fedone di Platone e anche lì, con parole diverse, ho ritrovato il senso di quel desiderio di mia madre. Quando Socrate deve bere la cicuta, qualcuno gli suggerisce: "C'è ancora qualche ora, attendi finché il sole non sia tramontato". Ma non ha senso aggrapparsi alla vita quando ormai non ce n'è più». Se mi trovassi nella condizione di non aver più speranze di guarigione, aggiunge Reale, «non avrei dubbi su cosa scegliere».
Anche la Chiesa condanna l'accanimento terapeutico. Ma un sondino per l'alimentazione è accanimento terapeutico? Su questo ci si divide. «La Chiesa dice molte cose sagge. Per esempio: si può rinunciare all'utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo. Ed è proprio questo il caso di Eluana: qui non c'è stata proporzione e non c'è nessuna ragionevole speranza di esito positivo. E allora? Perché questo accanirsi contro di lei?». Reale, da credente, rivendica la libertà di coscienza dei cattolici sul caso di Eluana. Di più: dice che la libertà di coscienza «è un preciso dovere morale» e si affida a un'altra citazione, questa volta un aforisma di Gomez Davila: «Ciò che si pensa contro la Chiesa, se non lo si pensa da dentro la Chiesa, è privo di interesse». «Ecco — riprende — molte critiche che vengono dall'interno sono costruttive. Io critico il paradigma culturale che vorrebbe tenere in vita Eluana contro la natura, e la fede con questo non ha nulla a che fare, la fede è al di sopra della cultura, il suo compito è fecondare la cultura stessa».
Se il diritto alla vita perde la precedenza su tutti gli altri valori, sa anche lei quale potrebbe essere il prossimo passo: parlare in termini meno ideologici di eutanasia. «Errore. Io non lascio aperto nessuno spiraglio all'eutanasia. Non dico: fammi morire. Ma: lasciami morire come ha stabilito la natura. Né io, né tu. La natura. Prendiamo il caso di Piergiorgio Welby, che ho seguito da vicino. Welby sostanzialmente non disse: staccate la spina. Ma: lasciate che la natura faccia il suo corso, non fatemi restare vittima di una tecnologia che costruisce qualcosa di sostitutivo e artificiale rispetto alla natura. È un'affermazione identica a quella che si dice abbia fatto Giovanni Paolo II: lasciatemi tornare alla casa del padre. Il secondo aveva fede, il primo no. Per Welby era andare nella notte assoluta, per il Papa nella vita. Ma dal punto di vista umano è la stessa condivisibile richiesta». A complicare il caso di Eluana c'è la questione della ricostruzione della sua volontà presunta. «Chi più del padre e della madre ama quella ragazza? Mi sembra che nessuno più di loro abbia il diritto di dire che cosa avrebbe voluto fare la figlia, ora che lei non è più in grado di esprimersi».
Giovanni Reale in più occasioni, durante questa intervista, usa il «noi»: «Noi pensiamo che la vita di Eluana sia artificiale». «Secondo noi questo sistema che si è sostituito alla natura per un tempo così spaventosamente lungo è aberrante». Reale parla per sé, ma la sua non è una voce isolata. Attorno al diritto all'autodeterminazione e all'idea di libertà di coscienza dei cattolici si è costituito un gruppo di filosofi: da Vito Mancuso a Roberta De Monticelli, da Vittorio Possenti a, appunto, Giovanni Reale, le «intelligenze più acute del cattolicesimo italiano», come li ha definiti Luigi Manconi su L'Unità. Che succede ora: nella Chiesa si arriverà a una sintesi? «Gettiamo semi, non tocca a noi raccogliere frutti. Speriamo li diano. Ma l'errore che con Eluana stanno facendo religiosi e uomini di governo è di cadere nella politicizzazione di qualcosa che con la politica non c'entra niente, che è metapolitico».
Corriere della sera, 9.2.09
(grazie a Mucca)
20 commenti:
Conosco Giovanni Reale come straordinario commentatore e divulgatore del pensiero greco.Non sapevo neanche che fosse cattolico.Parole assennate le sue.
@Mauro: Non è strano quello che dici. Di fatto, essere cattolici o meno non è la cosa che conta. L'importante dovrebbe essere appunto quello che si pensa, e che si dice.
Prima di ogni altra cosa, siamo esseri pensanti e liberi.
E proprio di parole assennate c'è bisogno.
è davvero una malattia dell'anima e della cultura quella che affligge questa parte di Italia che (apparentemente) ha perso il senso e il valore della vita.
vita che diventa qualcosa da prolungare all'infinito attraverso la tecnologia medica o da distruggere prima del tempo, sempre attraverso la tecnologia, però quella militare.
naturalmente la vita nostra (cioè della parte di pianeta ricco e benestante) è quella che si vuole prolungare al di là dei limiti del corpo e la vita degli "altri" è quella che si vuole distruggere al di là dei limiti dell'umana ragione e pietà.
e la cosa che più sorprende è che in questo modo contraddicono vistosamente sé stessi e la cosiddetta "legge di natura" alla quale si appellano in molti altri casi ben noti.
c'è qualcosa di sinistro e lugubre in questo atteggiamento che si configura, a mio parere, come una vera e propria bestemmia molto più concreta di qualsiasi altra che possa essere proferita come mera parola.
questa parte di Italia, secondo me, è, oltre che ignorante, razzista, ipocrita e individualista, anche vecchia, sola e terrorizzata, sia dall'espandersi della vita in forme e culture e religioni diverse dalla propria, sia dalla propria vecchiaia piena solo di quelle che Freud chiamava "pulsioni di morte".
sarebbe un problema di competenza di psichiatri e gerontoiatri, se non fosse che queste lugubri e oscure "anime morte" stanno sedute al governo del nostro paese e sul trono dorato di una delle tre micidiali religioni monoteiste , e dunque per ciò stesso autoritarie, che ci opprimono in ogni dove durante questa epoca "disumana" di cui riesce davvero difficile intravedere la fine.
Ti dirò che ciò che mi meraviglia è che proprio il mondo cattolico sia così legato alla vita fisica, alla vita corporale in senso quantitativo (ovvero semplicemente: più tempo) quando a partire dal massaggio Cristico la vera vita non è la vita fisica.Se si pensa poi al primo cristianesimo, quello del martirio (che parte propriamente con il martirio di Cristo) non mi spiego questo abbarbicamento ad una vita che non sa più di essere tale. Immaginiamo la cosa dal punto di vista dell'annima: in tutti questi anni, l'anima di questa persona, in quale limbo è stata costretta a rimanere? Dov'è la Pìetas ,nel lasciarvela?
@Francesco: (prima di tutto, sappi che su skype sei ancora invisibile)
Io condivido la tua analisi. La tecnologia, lungi dall'essere uno strumento neutrale, è diventata la religione del nostro tempo. Perchè la morte fa paura come mai prima, e fa paura perchè non se ne capisce più il significato. La chiesa com'è adesso, che nella sua voce ufficiale tanto si aggrappa alla vita, è destinata per forza di cose a morire, perchè non accetta, per sua stessa struttura, la vita: non accetta le donne, non accetta il corpo, non accetta la libertà, ma soprattutto è paralizzata dalla paura di perdere il potere.
@Mauro: Le tue domande aprirebbero in me una cascata di risposte. Diciamo che vai dritto al nocciolo della questione, forse.
Specialmente l'ultima tua domanda, è centrale.
Non ho risposte, e soprattutto non potrei parlarne qui. Ma ti dico questo:
Io credo che accettare la morte sia il presupposto per vivere pienamente. Questo vale sia a livello di individuo che di società. Accettare non supinamente, ma lasciare che il nostro buon senso (perchè spesso basta quello) e la libertà della nostra riflessione ci dica quando basta. E quando basta, basta.
Una cosa: io credo che la "vera vita" sia la pienezza della vita psicofisica, corpo , mente, cuore e anima. Non so dove si trovi ora l'anima di Eluana, sicuramente però non in quel povero corpo.
Quella di tanti altri, non si trova probabilmente da nessuna parte.
Dice bene Mauro, su tutto. Mi sento cristiano, per cultura, valori e tradizioni, non certo per distinguermi e separarmi dalle altre religioni, con le quali cerco solo dialogo, ma soltanto per doveroso riconoscimento delle mie radici e della storia della nazione in cui sono nato. In un certo senso mi sento cristiano, induista, ebreo, musulmano ecc. Di sicuro non mi riconosco nella confessione cattolica!!! Cara Artemisia, l'anima di Eluana si trova nel cosiddetto Limbo, potrà tornare alla sua Casa solo con la morte del corpo fisico... così insegnano le tradizioni esoteriche di tutte le culture del mondo, e io personalmente ci credo. Questa è una delle ragioni per cui ritengo che tenere artificialmente in vita Eluana sia un crudele delitto, mentre consentirle di tornare Lassù è Pietas... altro che omicidio, come destra e cattolici integralisti tuonano beceramente!
Caro Daniele, io invece non credo nel limbo. Non certo per il fatto che la chiesa cattolica stessa lo consideri oggi un'assurdità teologica, ma proprio perchè mi sembra un concetto che non sta in piedi.
Io credo che mantenere in vita il corpo di Eluana sia non solo un'assoluta mancanza di carità, un errore medico e giuridico, ma anche il frutto di una visione distorta e strumentale della vita umana, che non ha niente a che vedere col messaggio cristiano. Non credo però che l'anima di Eluana sia in nessun limbo. Forse è sulla soglia del tempo, pronta ad uscirne, come una fiamma piccola e fortissima, un sussurro sospeso.
Solo un invito... grazie.
La storia di Eluana si è purtroppo tramutata in un enorme calderone mediatico dove a fare la voce grossa sono sempre i protagonisti sbagliati. La questione non è vivere o morire, non è cristiano o ateo, non è sano o malato. La questione è nella negazione del libero arbitrio. In questi giorni si sente tanto parlare di negazionismo senza che gli interessati abbiano una vaga idea di ciò di cui stanno parlando. La tragedia di Eluana non è di Eluana, ma di chi continua a vivere al suo fianco, è la tragedia di chi deve accudire un corpo privo di vita 'attiva' ma pieno soltanto della boria, delle supposizioni infondate e della scaltrezza politica delle più eminenti personalità del nostro povero Paese. Eluana è stata strumentalizzata dalle ambizioni legislative di una maggioranza che pensa solo a idolatrare il suo premier e da un'istituzione ecclesiastica che vive nella più totale marcescenza da almeno mille anni; e ciò che più mi spaventa è che la situazione non cambierà sino a quando il cuore di Eluana non smetterà di battere per sempre.
Io dico che la cosa migliore da fare, in questo marasma di parole sputate a vanvera, sia tenere un silenzio rispettoso verso la famiglia, chiudere delle bocche troppo loquaci, permettere a questa ragazza che sia la Natura a fare il suo corso, come dice Reale. E basta. Perché, in ogni caso, pur rumoreggiando resteremo ancora molto a lungo indietro sul diritto, sui diritti che spettano a ciascun essere umano.
Chiedo venia per la prolissità del commento, ma non ne potevo più. Non dirò più nulla su Eluana, lo giuro a me stesso.
Ad Arte e agli altri, un abbraccio e un saluto
@Ady: Rispetto la tua decisione, senz'altro sensata. Io mi sono volutamente tenuta il più lontana possibile da questa vicenda, proprio per le tue stesse considerazioni.
Però questo post non parla di Eluana, e neanche della marcescenza vaticana. Parla piuttosto della nascita di un movimento di intellettuali che pur muovendosi in ambito cattolico prendono posizioni che contrastano con le assurdità alle quali siamo abituati.
Io questo intendevo segnalare: che è possibile,a nzi doveroso, impegnarsi intellettualmente e civilmente al di sopra e al di là dell'appartenenza a una chiesa o a un partito.
Perchè io credo che ancora più importante del silenzio rispettoso sia il dibattito intelligente.
Ciao Artemisia, dopo ripasserò con più tempo per leggere i commenti che riguardano questo tuo post, ma era dirti che l'immagine che tu hai visto nel disegno del mio post...è esatta...sono proprio du uccelli che giocano..all'amore sull'acqua...
Ti auguro una buona giornata e buon lavoro
a risentirci
Franca
Forse il dibattito sarà più accettabile adesso che lei non c'è più. Durante, mi è sembrato intollerabile. E non ci sono parole per l'ipocrisia di certi
"difensori della vita", a maggior ragione dopo la legge che hanno appena approvato sull'obbligo di denuncia degli immigrati "clandestini" da parte dei medici. Ma questo è un altro discorso.
@Lophelia: Purtroppo ci sono ancora tante altre Eluane per le quali il dibattito è doveroso. È il livello del dibattito (metapolitico) che dovrebbe cambiare. Speriamo, per loro e per noi.
Sono sereno per il viaggio troppo a lungo rimandato di Eluana, triste per la constatazione di non ricordare l'Italia mai spaccata come ora... a un livello profondo e sottile.
Buonanotte
non sono d'accordo, non vedo un'Italia spaccata.
vedo la classe politica che urla e si accapiglia, guidata dai soliti fascisti più o meno mascherati e dai vari cardinali intolleranti contrapposti ai soliti oppositori, scusate il termine, "senza palle".
io sinceramente non ho trovato una, dico una sola, persona che appoggiasse le posizioni di vaticano e governo o che perlomeno lo dicesse apertamente.
non una, sul tram, alla posta, fra gli amici e i nemici.
non una.
e se qualcuno aveva dei dubbi se li è tenuti per sé.
fra le altre cose che si possono dire in merito a questa storia è che si tratta dell'ennesima scollatura fra la realtà e il simbolico e, più prosaicamente, fra la vita (o la morte) e la rappresentazione che ne viene data sulla scena dei media.
dunque credo che oltre a preoccuparci di tutto il resto (scontri istituzionali, tentazioni autoritarie, testamenti biologici e libertà di coscienza varie) dovremo cominciare anche a preoccuparci del fatto di come la politica, che dovrebbe occuparsi dell'umanità per rendere la vita (e la morte) di tutti più sopportabile, costringa tutti a misurarsi su un piano simbolico (per lo più in formato televisivo) totalmente astratto, etero-diretto e, nel caso italiano, artificialmente conflittuale.
a onor del vero va detto che questo problema tocca pure l'America di Sant'Obama e tuttavia laggiù almeno lo scatenamento emotivo e simbolico si è svolto sul piano della speranza, della trasformazione e della liberazione.
qui invece siamo al livello di "un soldato per ogni bella donna da proteggere" o di "ha un bell'aspetto, il ciclo mestruale e potrebbe generare dei figli".
agghiacciante.
«In questo mio giro in Europa mi ha colpito constatare quanto i media e gli intellettuali europei siano subordinati rispetto agli Usa. Se Bush, per puro cinismo politico, decide che il caso Schiavo è il problema più importante, tutti i media europei sono inondati del caso Schiavo. Ma questo è solo un modo per far dimenticare alla gente quali sono i veri problemi. Basta dare un'occhiata ai giornali di oggi: "La Repubblica" per esempio dedica cinque pagine alla vicenda. Solo a pagina 18, in un piccolo box in basso, si parla del rapporto Onu che ha documentato come il numero dei bambini malnutriti in Iraq sia raddoppiato con la guerra. E' questa la cultura della vita invocata da Bush?(...) Ancora oggi, dato che gli Usa si rifiutano di pagare i risarcimenti ordinati dall'Onu, il 60% dei bambini nicaraguensi sotto i due anni è malnutrito.(...) Se avessimo veramente a cuore la vita nessuno si preoccuperebbe di una povera donna alla quale è stato negato il diritto di morire in pace. Ci preoccuperemmo di questi bambini, non di Terri Schiavo» (Noam Chomsky, incontro con gli studenti nel giorno del conferimento della laurea honoris causa in psicologia, Bologna 1 aprile 2005).
@Daniele, Francesco: L'Italia è spaccata o no?
Daniele dice di sì, Francesco dice di no.
Persino su questo non c'è accordo...
Francesco, sai che io condivido in gran parte quello che scrivi. Però come al solito secondo me apri troppi temi in una volta, il che rende difficile risponderti, per di più su un blog.
La politica dovrebbe occuparsi dell'umanità, dici tu. È vero. Non di se stessa. Dovrebbe unire e non dividere. Allora, se in Italia è ridotta a circo mediatico, cosa vogliamo fare? Per adesso, oltre ai bannerini su blogger o i gruppi su facebook, non si va molto oltre.
Sono d'accordo con molte delle cose che si sono scritte.
Vorrei chiosare "fior da fiore".
Italia spaccata: non lo so. Sicuramente moltissimi ritengono che la famiglia Englaro dovesse essere lasciata fare, senza interferire. Tuttavia, la spaccatura è nel fatto che abbiamo una società composta di persone che sembrano infastidite ad essere chiamate a pensare in maniera autonoma, adagiate nel passivo affidarsi ad un'autorità che decida per loro. Torna il mito dell'uomo forte, oggi l'uomo di successo, l'uomo coi soldi; e torna la chiesa cattolica preconciliare, quella della messa in latino e con le spalle alla gente, quella che si pone come autorità assoluta in campo morale, non confrontandosi neppure con la Bibbia.
Lo stato non è più il garante della libertà di pensiero ed azione del singolo, divenendo guardiano dell'ortodossia morale: uno stato confessionale.
Rimane tutta da fare una riflessione su cosa sia "vera vita" (quoto Artemisisa), anche in relazione al fatto che finché c'è "segnale vitale" c'è anche la pretesa dell'espropriazione del corpo da parte di questa autorità esterna (vedi caso Welby): vita biologica senza riconoscimento della dignità della persona? Le cose orrende che si sono sentite su Eluana e i fatti di cronaca più recenti (stupri di donne e roghi di uomini) paiono mostrare i due versanti, quello teorico e quello pratico, di una concezione aberrante.
Mi fermo qui (scusate la mancanza di concisione), aggiungendo solo un dettaglio per Francesco: il papa non è "sul trono dorato di una delle tre micidiali religioni monoteiste", ma solo di UNA confessione cristiana. Non credo che tu abbia sentito qualche confessione evangelica o ortodossa confermare la posizione vaticana. La lotta contro la massificazione e l'annullamento delle differenze e delle persone differenti richiede una grande disciplina ;-)
Ciao, cometa
@Antonio: Non capisco bene quel "farsi infinocchiare". Ma mi sembra che da quello che scrivi emerga appunto la necessità di un dibattito civile su un tema che infatti non dovrebbe perdersi nel caso umano singolo ma coprire per quanto possibile tutte le diverse situazioni.
Io credo che in Italia si voglia far credere che la questione sia insolubile. Non lo è. Nei paesi civili, come quello in cui vivo io, le questioni si affrontano benissimo, e si risolvono nel consenso delle parti, nella strangrande maggioranza dei casi.
Non perdiamoci nella tristezza,a cnhe se sarebbe giustificata.
@Cometa: La mancanza di coscienza critica dunque. È vero. La debolezza del sistema che dovrebbe rappresentare i cittadini, vecchie autorità obsolete senza possibilità di rinnovamento, coscienza civica quasi inesistente.
Religione come schiavitù e non come legame.
Allora, torna la domanda: quali possibilità restano?
Cometa hai ragione, forse avrei dovuto dire "una delle tre GRANDI religioni monoteiste" o una delle MAGGIORI?
poi devo correggere un'altra affermazione: ho detto che non ho incontrato o letto una sola persona, in questi giorni, che appoggiasse le posizioni di vaticano e governo.
o meglio, fino al momento in cui l'ho scritto era vero ma ora ne ho trovata una.
Arte, indovina chi è?
@Francesco: Hai semplicemente fatto confusione tra religione e confessione, ma ci siamo capiti.
Mi pareva strano che tu non avessi incontrato nessuno dei tanti che appoggiano certe posizioni...
Chi sia non lo so, ma spero vivamente di non conoscerlo/a personalmente (e a questo punto me lo devi dire).
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