Visualizzazione post con etichetta genitori e figli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta genitori e figli. Mostra tutti i post

giovedì, gennaio 22, 2009

Implacabile

Bambina malaticcia, lunga giornata da passare a casa. Dopo due partite a scacchi (che ho perso), due ore di giocare all’ospedale degli animaletti Pet-Shop, e infiniti tentativi falliti di farle mangiare qualcosa, siamo stanche tutte e due. Con la stanchezza, aumenta il bombardamento delle domande: I “perchè?” e i “cos’è?” , a ripetizione. Con la stanchezza, cala proporzionalmente la mia pazienza (che già in partenza non è la mia virtù più ferrata).

A questo punto, mi accorgo con orrore che qualcuno ha spostato l’ordine sacro dei miei libri nella libreria. Rivolgo uno sguardo accusatorio alla piccola: “Perchè hai spostato i libri? Lo sai che non lo devi fare.” Tiro fuori il libro “fuori posto”, un vecchio esemplare dell’”Emilio” di Rousseau che era di mia madre, doppiamente sacro. “Che libro è, mamma?” “È un libro… che parla di un bambino.” “E che bambino è?” Sento che le parole mi escono senza che io le controlli, sono stufa di spiegare. “È… un bambino.” “Sì, ma che libro è?” (implacabile). “È un libro di pedagogia, Maria.” “E che cos’è la pedagolia?” “È la disciplina che studia come si educano i bambini, va bene?!” sbotto io, rimettendo con forza il libro sacro al proprio posto.
“Ecco. Ed è in quel libro lì che ti hanno insegnato ad alzare la voce?”

Rimango appoggiata alla libreria, ridicola, sconfitta. Senza parole.