mercoledì, settembre 26, 2007

8 storie su di me

Io questo meme lo interpreto così, ma non sono sicura che sia l’interpretazione giusta.

Kabalino correggimi se sbaglio.

  1. Quando avevo 2 anni, si narra che la mia mamma mi portò in una calzoleria per comprarmi delle scarpe da inverno. Piantai una bizza infernale perchè volevo un paio di scarpine estive rosa. Me le comprò.

  1. Quando avevo 5 anni avevo un fidanzato che si chiamava Andrea ed era balbuziente. I miei fratelli lo chiamavano Cicciccinzia. Io invece lo amavo di amore sincero. La storia finì un pomeriggio di primavera, quando lo sorpresi ai giardinetti a sposarsi con una mia amica di nome Miriam. Per la prima e l’ultima volta in vita mia, dissi una parolaccia bruttissima.

  1. Quando avevo 7 anni avevo una compagna di banco che portava sempre grembiulini inamidati, calzettoni lunghi bianchi e collettini ricamati. Io invece portavo i capelli corti perchè mio padre non sapeva pettinarmi, grembiulini della Standa e calzettoni generalmente spaiati. La invidiavo.

  1. Quando avevo 12 anni odiavo i ragazzi. Avevo una cotta per la prof. di Educazione Tecnica, capelli rossi occhi azzurri. Per lei, costruii un plastico futuristico, tutto in polistirolo. Lei mi consigliò di fare l’architetto.

  1. Quando avevo 13 anni scrissi tre romanzi, per vostra fortuna andati perduti. Ricordo che uno parlava di due principesse del Lombardo-Veneto, che un ufficiale austroungarico tiene prigioniere nella torre di un castello. Le principesse riescono ad evadere dalla torre grazie a un ingegnoso sistema di piccioni viaggiatori addestrati all’uopo. L’ufficiale muore.

  1. Quando avevo 17 anni, mi innamorai pazzamente del prof. di Italiano e Latino. Per amore, iniziai a fare temi su argomenti filosofici e di analisi del testo. Presi nove in pagella allo scritto, all’orale invece solo otto, mi fregava l’emozione. Una volta lui mi propose delle lezioni private, ma io non capii e ci andai portandomi dietro un intero gruppo di amici.

  1. Quando avevo 18 anni, la preside mi convocò, insieme ad altri secchioni, per convincermi a dare l’esame di ammissione alla Scuola Normale. Le dissi di sì per darle soddisfazione, però segretamente mi ripromisi di non darlo, e di andare invece a vivere con un cameraman a Monaco di Baviera. Andò a finire che non andai neanche lì.

  1. Quando avevo 28 anni, due uomini amici tra di loro mi corteggiavano contemporaneamente. L’uno mi piaceva da morire, l’altro mi faceva tenerezza perchè leggeva Carlo Emilo Gadda, ma non mi piaceva. Però la loro competizione mi dava un’esaltazione perversa. Prevedibilmente, finii per scegliere quello che mi piaceva da morire. Però poi dopo un anno mi stancai di lui d'improvviso, e lo lasciai senza una spiegazione. Ora è ambasciatore d’Italia in un posto lontano, e ogni anno mi manda un sms per Natale.

56 commenti:

Demian ha detto...

di solito questi meme sono di una noia mortale. i tuoi invece mi hanno catturato davvero..magari per la semplicità con cui sono scritti, o forse per le emozioni che ci hai messo dentro.
grazie per i piacevoli minuti che mi hai fatto trascorrere : )

Anonimo ha detto...

Una , dieci, cento, mille Arte...

artemisia ha detto...

@Demian: Benvenuto. Complimenti per il blog, mi piace moltissimo.

@Antonio: Qualcuno una volta parlava di cipolle. Sbucciami, ma preparati a versare qualche lacrima.

Paolo ha detto...

quando avevo 3 anni ho avuto la mia prima morosa, cinzia (davvero!). bellissima.
quando avevo 6 anni, invece, c'era giorgia, splendida, sensuale, nonostante l'età (ma io sono sempre stato precoce).
poi sono stato assieme per vent'anni con una splendida donna russa, spia del kgb, e vivevamo assieme tra nizni novgorod, nassau e christchurch.
ora non riesco più ad abituarmi ad una vita normale...
però comprendo e riconosco che amare ed essere amati sia il complemento a uno di qualsiasi stato interiore.

con demenza, sturm und drang e incomprensibile dolcezza, ti bacio e ti saluto, cara artemisia.

Anonimo ha detto...

ma è tutto vero?

Anonimo ha detto...

sai che è capitata anche a me la storia dei 2 corteggiatori amici? solo che hanno pensato intelligentemente di restare tali e lasciar perdere me. all' epoca ero troppo giovane ed inesperta ed ansiosa di provare tutto per capire che avevo sotto il naso quello che cercavo. a distanza di anni mi mancano ancora entrambi. bella quella del grembiulino, io se non avevo i lacci pari e i capelli perfetti non andavo all' asilo. angela.

artemisia ha detto...

@Paolo:
:D!
E io ricambio, con insostenibile ammirazione e impeto di tenerezza creativa per il mio fotografo personale (senza offesa per Lophe, la miA fotografA personale, pari opportunità)

@Hertz: Tutto vero, ce stanno 'i testimoni, ce stanno.

@Angela: vedi, tu alla tua giovine età eri più saggia di me.
I capelli perfetti! Io in una foto dell'asilo ho una frangia che mi arriva al naso, sembro un terrier, altro che.

rodocrosite ha detto...

Oddio, ma quella del grembiulino e dei colletti ricamati ero io? Ma non me lo ricordo. Che figura!

Anonimo ha detto...

il capitolo capelli è stato sempre un dramma. avendoli ricci, mia madre provava a pettinarmeli ogni mattina e io le toglievo la spazzola di mano, la scaraventavo lontano e mi pettinavo come volevo io.in compenso, non ho mai fatto capricci per andare all' asilo.ma quello che vedo in te, e che tanto mi ricorda me stessa, è il desiderio profondo che hai di sentirti amata. emerge anche in racconti minuti come questo. tutti ne abbiamo la necessità. ma alcuni, come me, assai più della media.

rodocrosite ha detto...

Sapessi quanto io ho invidiato te pr la tua inarrivable e noncurante bravura a scuola.
E' strano come si possa invidiarsi ed essere allo stesso tempo irriducibili amiche del cuore.

Claudia ha detto...

Rodo, tu con il grembiulino ricamato, i capelli lunghi e i calzettoni bianchi non sei immaginabile! URGE FOTO!

cinzia: come riesci ad aprire i cuori anche con un paio di scarpette rosa?

dalianera ha detto...

Che cosa darei per conoscere quella parolaccia bruttissima. :-D

kabalino ha detto...

Arte sei stata perfetta...
Io leggo Gadda, anzi amo Gadda; e anche se l'ambasciatore te lo sei perso, per noi, tu sei la nostra blog-ambasciatrice in Norvegia...che se ti sembra poco...
Col cameraman a Monaco di Baviera...ah, però...che può averci anche il suo fascino....e gli amici alle lezioni private sono stati una mossa inconsapevolmente perfetta...

Anonimo ha detto...

si si la parolaccia bruttissima la voglio sapere anche io!

Anonimo ha detto...

@Arte: però se la cipolla la bagni poi non fa piangere più... Lo vedi, non ti hanno annaffiata e tu sei diventata dispettosa...

@Paolo: schioppete!!!!! ma tu tutte queste non me le potevi dire a Pomarance??? Qui a Roma ho consciuto un signore attempato di origini polacche che si spacciava per un ingegnere nucleare sfuggito anni fa al KGB, e che ora si arrangia a fare l'elettricista... Lì per lì mi lascio un pò perplesso, ovvviamente non gli avevo creduto, poi vedendolo all'opera con le sue mani magiche e ascoltando i discorsi che mi andava facendo mi persuasi che fosse la verità... Mi disse anche che solo da poco tempo aveva potuto cominciare a raccontare la sua storia perchè era morto il gruppo di sicari che doveva farlo fuori...

artemisia ha detto...

@Rodo: eri te, eri te quella del grembiulino!! Ma come faceva a starti tutto inamidato così??

@Angela: mi sa che hai capito tutto, tu...

@Claudia: bè, insomma, io sono buona e cara, ma per quanto riguarda le scarpe posso diventare un demonio!

@Paolino, Henry: quella parola non la sentirete mai uscire dalla mia bocca, perversi!

@Kabalino: Leggi Gadda?? Nooooo....
:(

@Antonio: Una cipolla inacidita... un sottaceto!!!
:))

Anonimo ha detto...

daiii dicci almeno con che lettera comincia...

Dottor K ha detto...

Non ci riuscirei mai Arte.
Non so se sono del tutto privo di senso dell'esibizione, se odio parlare di me, se devo per forza fare la parte dell'eremita chiuso nella sua grotta.
O forse è solo il modo di farlo.
Ma tant'è che mi risulta impossibile anche commentare, dovrei, come altri, esibirmi a mia volta, o tentare, come altri ancora, il commento arguto alle tue vicissitudini.
Non mi resta che tornare a coltivare il rifiuto dell'enfasi.
un abbraccio.

Anonimo ha detto...

Io adoro il nostro Dottore....E' sempre così...Lui!!!Ma a parte questo i tuoi racconti, verità o fantasia che siamo affascinano sempre...Anche questo non è da meno!

Anonimo ha detto...

dottore: beh se non e' un commento "esibizionista" il tuo...ha ragione astralla comunque: sei sempre cosi...tu! :D

Anonimo ha detto...

Un antico adagio recita che "ciascuno l'altrui cuor dal proprio misura"...

vesuvio ha detto...

bellissimi racconti, di una tenerezza indicibile. nn ti immagino a dire parolacce ma neanche cn il cameramen a bere birra nei pub di monaco. ti immagino cosi' come sei, un'opera d'Arte!

artemisia ha detto...

@Henry: Comincia con la K!!!!

(scherzo....)

@Impagabile Dottore: Che faremmo senza di te...
Se non vuoi commentare, puoi non commentare. Invece, scegli di farlo. Questo per sottolineare la tua diversità da me, nonchè - in maniera come sempre indiretta - accusarmi di esibizionismo.

Se un esibizionismo esiste, perchè questo post lo è più di tutti gli altri su questo blog?
E cos'è più esibizionistico, parlare di capelli, uomini e grembiulini o di sentimenti?

Il rifiuto dell'enfasi...non direi, dottore, non direi.

Anch'io ti abbraccio.

@Astralla: Sì, lui è sempre così

@Antonio: Omnia munda mundis...

@Vesuvio: neanch'io mi immagino. Quella era lei, non io.

kabalino ha detto...

Va beh l'ho letto...ma é così grave? uffa

Adynaton86 ha detto...

Ma come si fa a non sorridere leggendo tutte queste chicche di vita vissuta? Ma soprattutto: è mai possibile che tutti i miei professori, e dico TUTTI, fossero talmente tutti dei ROITI assurdi?! Va bene che la bellezza non è tutto... ma anche culturalmente lasciavano un po' a desiderare :/
Ah, non ci sono più i professori di una volta.
Un bacio, Ady

Dottor K ha detto...

Per dirla tutta Arte la mia non era una critica quanto una riflessione, generale ma allo stesso modo molto su me stesso.
Le mie parole come sempre vanno lette nel contesto soprattutto da chi è da parecchio che in qualche modo mi conosce e proprio in questo senso, io per primo, non tanto per questo commento come dice Henry, per il solo fatto di avere un blog sono il primo a mettermi in mostra.
Ragion per cui mi sento legittimato a riflettere su come si possa fare, quali siano le conseguenze, come riuscirei a farlo e come invece mi stupisco facciano gli altri.
E ovviamente non posso legare il tutto a questo singolo post, poteva essere quello prima o poteva essere quello della settimana prossima.
Quello su cui mi permetto di obiettare è confondere la mia voce, mio malgrado, fuori dal coro con l'enfasi.
Il problema è che di questi tempi tutto è enfatico, gasato, superlativo. E quindi di fatto non lo è più niente, nulla emerge più dal rumore di fondo.
E la mia voce che forse, più che fuori, è proprio la nota stonata sembra emergere d'un'enfasi che non c'è.
Mi spiace d'essere fuori posto, d'essere incapace di "giocare" sul senso delle parole.
Mi spiace che ad essere se stessi si passi per arrogante, che la mia incapacità di adeguarmi a un tono venga scambiata come ostentazione di diversità.
Potrei evitare tutto questo semplicemente col silenzio e quasi sempre ci riesco.
Quanto può pesare un quasi...

artemisia ha detto...

@Kabalino: In effetti è abbastanza grave, ma dipende: Il "pasticciaccio" passi, "La cognizione del dolore" invece è irrimediabile (se poi sei riuscito anche a finirlo).

@Ady: Ma qui c'è un malinteso: il mio prof. era brutto! Assolutamente! Sulla mia predilezione per i brutti ho anche (fatto una altro post esibizionistico una volta, che evidentemente ti sei perso...
Brutto e intelligente, dettaglio importante.

@Dottore: Ma perchè nonl'hai detta tutta subito, allora??
Le riflessioni sono sempre legittime.
Io però continuo a non sentire nessun coro, solo molte voci diverse, tutte intonatissime...
Comunque tra i miei lettori c'è anche un maestro di canto, vedremo di farti dare delle lezioni.

(Dai, che la tua voce va bene così com'è!)

CICCILLO ha detto...

più che di un maestro di canto trovo che il dottore abbia bisogno di un maestro vero e proprio, quello della scuola elementare, che gli insegni un po' di grammatica e sintassi.
tuttavia il disagio che esprime e il suo discorso sul nulla hanno ua qualche ragion d'essere.
e lui stesso si rende conto di essere nel posto sbagliato.
forse dovrebbe più che altro mettersi l'anima in pace e accettare quelle parti di sé e degli altri che non gli piacciono.
io stesso ho pensato spesso, in momenti di mio disagio personale dovuto a tutt'altre ragioni, le stesse cose che pensa lui.
e le ho anche dette e scritte sul mio e altrui blog.
alla fine qui dentro ho costruito delle strane ma significative relazioni, poi ho chiuso il mio blog perché pensavo non avesse senso e ho continuato a intessere quelle stesse relazioni in altro modo.
e alla fine in questo modo accetto sia gli altri che me stesso...

il maestro di canto :-)

Anonimo ha detto...

non so quanto sia giusto intervenire in questa discussione. lo faccio per l' istinto che ha sempre contraddistinto le mie scelte migliori, di cuore. per la stima che ho maturato di cinzia leggendo da un anno il suo blog e per quella che sto imparando ad avere di te , francesco. che intuisco persona sensibile ed attenta. lo faccio soprattutto perchè conosco il dottore da 3 anni, anche se conoscere è un termine forse improprio. lo conosco attraverso le parole ed i frequenti scambi di punti di vista e considerazioni che in questo tempo abbiamo coltivato, fra alti e bassi, nella reciproca profonda diversità che credo risulti intuitivamente palese ai vostri occhi.lo conosco come possono conoscersi 2 persone che abitano lontane e non condividono nulla di materiale, come una foggiana passionale impulsiva e meridionale fino al midollo può arrivare a capire un milanese riservato e totalmente immerso in un retaggio e in prospettive da lei lontanissime. posso assicurarvi che il dottore ha fatto saltare i nervi alla sottoscritta parecchie volte, che siamo arrivati persino ad azzuffarci sulla "questione meridionale", che a mio modo l' ho detestato, mal digerito ed ho pure pensato fosse piuttosto senza speranza. ciò premesso, è uno degli uomini a me più cari che circolino sulla faccia della terra. ho faticato perecchio a capire come fosse fatto e perchè , quali fossere le sue vie d' accesso e le reali esigenze nascoste dietro certe poco illuminate provocazioni. ho imparato a conoscere una persona risevata e forse un pò austera, che utilizza il silenzio come strumento di rilettura personale e degli altri e di ordine necessario. una persona di grande sensibilità ed enormemente temprata che ha poca attitudine a parlare di sè, ma non per questo poca voglia di farlo, nè poca ammirazione per chi sappia come farlo. come molte persone di apparenze poco concilianti, bisogna avere la pazienza di non saltare alle conclusioni cui molti suoi interventi sembrano preludere e guadagnarsi il paradiso cercando di intuirne il filo logico e la riflessione sottesa. è una ragazzo che sa dare tanto di sè, ve lo assicuro, e dolce come solo certe scorzacce toste sanno essere.le sue poesie parlano di lui e della sua ricerca interiore meglio di come saprei fare io che pure ho la chiacchiera che stronca. è leggendo il suo blog che sono infine inciampata in voi tutti. angela.

Anonimo ha detto...

ammazza!

CICCILLO ha detto...

eh, Milano fa male...

artemisia ha detto...

@Francesco: Io noto delle grandi somiglianze tra te e il dottore, oltre alla città dove vivete.
Anche tu per esempio hai il potere di farmi molto incazzare a volte, però hai anche delle grandi qualità che apprezzo molto. E lo stesso dicasi del dottore, anche se lo conosco meno.

Forse il tutto può ridursi ad una questione di linguaggio, ma, credo, più cha altro a un'ambivalenza di base sulla rete, come arena che cercate ma con la quale avete un rapporto conflittuale (esporsi/non esporsi, aprire e chiudere blog, commentare/non riuscire a commentare, attirarvi l'irritazione e l'ammirazione degli altri, ecc ecc).

Volendo, si potrebbere anche spingere oltre il parallelo, ma io qui MI FERMO, per dirla con un amico fiorentino.

@Angela: Grazie per la stima.
E grazie anche per quest'apologia di Martin.
E meno male che sei inciampata in noi, con tutta la gente strana che c'è in rete!
;)

@Henry: Ammmàppatelooooo!!!

Anonimo ha detto...

io credo tu mi capisca assai bene cinzia. e quanto ho scritto era rivolto alla tua sensibilità, che dimostri tanto compiutamente parlando di te da uno schermo. ed era rivolto a me stessa, per ricordarmi chi sono e come sono anche dove sono. pazzi scatenati ne conosco assai dentro e fuori rete,li attiro di solito. per il resto, da buona meridionale, sono fatalista e niente di quello che mi accade ritengo sia un caso. andiamo incontro alle cose, con coscienza o meno..

kabalino ha detto...

purtroppo l'ho finita...

artemisia ha detto...

@Angela: Andiamo incontro alle cose, è vero. Ce le cerchiamo.

@Kabalino: Bè, rimaniamo almeno buoni amici...
;)

zefirina ha detto...

ti leggo e mi spunta un sorriso dal cuore arriva alle labbra,
ti vedo in queste piccole 8 storie e mi sembra di conoscerti

CICCILLO ha detto...

un articolo di Franco Carlini, un eccellente giornalista, scomparso purtroppo un mese fa:


Meglio Wiki che Blog


Blog, parola da abbandonare, perché ormai troppo generica e logorata dal suo stesso lusinghiero successo. Ma anche per il formato stretto e impoverente, dove i testi a-gerarchici, cioè tutti uguali nel loro apparire, sono forse all'insegna della democrazia (scelga il lettore cosa è importante), ma anche il massimo del piattume indifferenziato. Quanto agli autori poi, alcuni blogger sono autoreferenziali e narcisi (non tutti, per carità), e la blogosfera che ne risulta è dunque una parte soltanto, e minore, della più vasta sfera pubblica che vive nell'internet globale. In molti blog, così come in tanti forum, scatta poi un meccanismo di autosegregazione e di conflittualità amico-nemico. La segregazione significa frequentarsi solo tra chi è già d'accordo, il che genera un fenomeno psico-sociale chiamato groupthink che impedisce di vedere il punto di vista diverso. La dinamica amico-nemico è l'estremo opposto, specie nei forum: non si argomenta per convincere e ascoltare, ma si esibiscono certezze. E' il guaio dell'eccesso di identità che mentre rafforza una comunità, al tempo stesso erige barriere contro chi non ne fa parte. Tutti questi meccanismi si erano già visti fin dai tempi dei primi Newsgroup Usenet, ma oggi appaiono accentuati grazie al fatto, positivo, che è cresciuta la popolazione della rete e che il web è finalmente «scrivibile» e non solo «leggibile». Per tutti questi motivi potrebbe essere sensato abbandonare la parola e cominciare a praticare qualcosa di più ricco dove non si parli per parlare, ma si parla, e se serve ci si accapiglia, per fare, ovvero per cambiare lo stato di cose presenti. Quello era il modo di interazione aperto con cui l'Internet è stata costruita. Ora per fortuna abbiamo i wiki e gli elaboratori di testi in rete (come in google) che permettono modalità di lavoro in comune. L'internet produce continue invenzioni tra le quali l'ambiente (cioè noi stessi) selezionerà le più adatte.

artemisia ha detto...

@Zefirina: Sono contenta che il post ti faccia sorridere. Era questa l'intenzione.

@Francesco: Groupthink? Mi sembra che su questo blog ci siano state anche delle belle discussioni, per non dire peggio (e al "peggio" hai spesso contribuito tu, e di questo ti ringrazierò sempre). Penso anche che ci siamo anche e soprattutto salvati dalla dinamica amico-nemico.
Anzi, se proprio te la devo dire tutta, io non mi riconosco per niente in questa descrizione. A me per esempio sembra che la parola "blog" non sia affatto da abbandonare. Pioggiablu è esattamente un "weblog", un diario in rete. Falsissimo, di parte, autoreferenziale, esibizionista e vergognosamente autoincensativo come tutti i diari.
A me non sembra neanche di ergere barriere. E se dovessi farlo, involontariamente, riuscirei a convivere benissimo con questo. Non penso neanche lontanamente a voler "cambiare qualcosa" usando questo mezzo. Penso ce ne siano di molto migliori.

L'ultima frase dell'articolo che citi la sottoscrivo in pieno.

Ti ringrazio per il contributo intelligente.
:)

Jos ha detto...

Bella la tecnica narrativa, mi ricorda le Variazioni Goldberg e i 32 piccoli film su Glen Gould!

Un uomo che manda ogni anno un Sms per Natale dopo essere stato lasciato così non va disprezzato. Anzi. Sotto la sua cenere cova ancora una brace e non si sopisce

Josif Brodskij

zefirina ha detto...

infatti io selezioni i blog più adatti a me ;-)

zefirina ha detto...

p.s. come per gli amici mi scelgo e mi faccio scegliere da quelli che mi piacciono e a cui piaccio, non mi sembra ci sia niente di male e perchè poi dovrei fare il contrario, mi sembra che nessuno di noi abbia la presunzione di voler insegnare niente a nessuno ma solo di "condividere" esperienze e sentimenti

a me MI piace

artemisia ha detto...

@Jos: Il paragone con le Variazioni è molto da marpione, perchè SAI cosa ne penso, Gould poi, doppio marpione!

Fuoco sotto la cenere: ma infatti, forse per questo non ci siamo mai più incontrati. Perchè lo sappiamo.

Grazie dell'email, stupenda. Salvata e archiviata.

@Zefirina: Anche a me MI piaci!!

Dottor K ha detto...

@Arte:
come sempre sei una splendida padrona di casa, garbata come sai essere ed ospitale.

@Francesco:
"è uno degli uomini a me più cari che circolino sulla faccia della terra.."
tiè ;-)

@Angela:
come sai mi hai commosso con le tue parole. E anche se rimango sempre consapevole dei miei limiti, di sicuro sono uno stimolo per provare a meritarmele, giorno dopo giorno.

Anonimo ha detto...

francesco, trovo molto di me stessa nel tuo voler qualificare e perimetrare l'arena, darne una valutazione assiomatica e di contenuto. tracciamo un cerchio, entriamo dentro e chiamiamoci pares;passeggiamo sotto un portico dimenticando le questioni umane e pensando ai massimi sistemi; eliminiamo ogni deviazione fisica e fisicamente emozionale e chiudiamoci in un blog; oppure proviamo il tenue brivido di scambiare qlc di noi con uno sconosciuto con il quale fortuitamente dividiamo lo spazio..e per tanti esempi potrei continuare..
quello che conta, prima dei meccanismi, sarà sempre chi incontreremo, come è fatto (che capa tiene si dice qua) e quanta disponibilità avrà all' esercizio difficile della comunicazione. queste sono le domande che spesso mi faccio avendo chiunque di fronte. chi è, come parla,e perchè. sono ottimisticamente umanista. l' arena conta eccome, ci condiziona, ci muove forse. ma dentro ci saremo sempre noi, e la nostra possibilità di emendarci dagli schemi. lo spero, davvero. angela. (tu sì capatosta come ò dottore, me lo ricordi in questo.)

artemisia ha detto...

@Dottore: Bè, a me piace molto avere ospiti, sempre. Vi ringrazio.

Noto che il commento di Angela ha fatto emergere un lato interessante della vostra personalità...lo noto quando vi rivolgete a Francesco...

Qui la cosa si sta facendo mozartiana, bellissimo!
:D

@Angela: Proprio di questo, infatti, si tratta per me: passeggiare sotto un portico con amici, tipo la Firenze del 400. Anche in rete, come dici tu, siamo in fondo sempre noi stessi. O perlomeno, io credo di capire abbastanza bene chi sono i miei interlocutori, e quando poi li ho incontrati di persona hanno sempre confermato la mia impressione.

Tranne Francesco, che dal vivo è molto più timido. Ma quello, anch'io.

Anonimo ha detto...

anche io sono timidissima dal vivo sai arte. timida fino ad essere impacciata ed avere goffaggini da b. jones. la tua voce ha un suono timido cmq, l' ho notato subito sai. e quale sarebbe sto lato?

artemisia ha detto...

@Angela: Bridget Jones è infatti un po' il mio tragico alter ego, senonchè io non fumo (insomma, quasi mai).

Il lato sarebbe quello umano troppo umano, che a me fa sempre piacere scoprire nelle persone.

:)

CICCILLO ha detto...

DONNA ANNA
Era già alquanto
avanzata la notte,
quando nelle mie stanze, ove soletta
mi trovai per sventura, entrar io vidi,
in un mantello avvolto,
un uom che al primo istante
avea preso per voi.
Ma riconobbi poi
che un inganno era il mio.

DON OTTAVIO
con affanno
Stelle! Seguite!

DONNA ANNA
Tacito a me s'appressa
e mi vuole abbracciar; sciogliermi cerco,
ei più mi stringe; io grido;
non viene alcun: con una mano cerca
d'impedire la voce,
e coll'altra m'afferra
stretta così, che già mi credo vinta.

DON OTTAVIO
Perfido!.. alfin?

DONNA ANNA
Alfine il duol, l'orrore
dell'infame attentato
accrebbe sì la lena mia, che a forza
di svincolarmi, torcermi e piegarmi,
da lui mi sciolsi!

DON OTTAVIO
Ohimè! Respiro!

DONNA ANNA
Allora
rinforzo i stridi miei, chiamo soccorso;
fugge il fellon; arditamente il seguo
fin nella strada per fermarlo, e sono
assalitrice ed assalita: il padre
v'accorre, vuol conoscerlo e l'indegno
che del povero vecchio era più forte,
compiè il misfatto suo col dargli morte!


Mozart/DaPonte: Don Giovanni

artemisia ha detto...

Francesco, io penso veramente che tu dovresti riaprire il blog.

E liberarti dei cari fantasmi.

Anonimo ha detto...

se era rivolto a me, credo di aver capito.lo spazio che concedi a te stesso ed agli altri, abbia o meno le forme di un blog, è sempre sostanzialmente mentale. mi sono fatta la prima franca risata del giorno.angela

CICCILLO ha detto...

@Arte: dei fantasmi ci si libera con la realtà, il blog invece li alimenta.

@angela: come si dice dalle tue parti:

"parl@mo parl@mo ma nun ce cap@mo"

artemisia ha detto...

@Francesco: Prima di tutto, io ho proprio dei problemi col concetto di realtà, sempre avuti, da quando la Rete neanche esisteva.
Quello di liberarsi dei "fantasmi", intesi come sentimenti e persone che ci impediscono di andare avanti, di crescere, è il lavoro costante e incessante di una vita.
La rete li alimenta, dici tu.
Ecco invece per me la Rete li tiene a bada, mi aiuta a dar loro un'ordine e una valenza relativa.

È la cosiddetta "realtà" che invece mi frega (nel senso che le persone forse sarebbe meglio non incontrarle mai di persona). Ma quelli non sono fantasmi, sono un'altra cosa.

CICCILLO ha detto...

infatti non ti direi mai di chiudere il tuo blog...

:-)

p.s. se no dove vado a seminar sassi fra i binari?

Anonimo ha detto...

francesco ma dove hai imparato il foggiano?non dirmi che sei pugliese. credimi, può parlarlo solo un madrelingua. seconda gran risata della giornata. dalle mie parti si dice :continuo a zappare , ma senza fare fossi. ovviamente questa è la traduzione in celtico.

CICCILLO ha detto...

molto alla lontana sono anche pugliese, in realtà, come diceva Totò, sono "uomo di mondo"...
per me puoi anche non tradurre, comunque.

@dottork: "seconda gran risata della giornata", tiè...

;-)

artemisia ha detto...

@Francesco: Bè, potrei indicartene un altro dove seminare macigni...

@Angela: Francesco è poliglotta. Ha persino tradotto "Così fan tutte" in foggiano. Va sentito.