Prima e ora
“Prima mi allenavo tantissimo, ora solo poco, per divertimento. Ma il poco che riesco a fare significa moltissimo. Prima, era un lavoro. E sentivo che dovevo dare il meglio. Ora, non devo dare il meglio. Chiacchieriamo, stiamo insieme. Sono cose molto diverse. È difficile confrontarsi col fatto di essere malati. È proprio difficile. Ma io… mi invento sempre qualcos’altro. Dipingo, e canto. In due cori. E ci riesco benissimo. Per il momento, il mio cervello funziona ancora. Posso ancora usarlo, imparare le cose a memoria, roba così. E poi, è bello avere qualcosa da fare. Altrimenti, me ne starei lì a pensare e a provare pena di me stessa.”
(Ex ballerina classica, ora paziente, aspettativa di vita circa sei mesi.)
