I racconti di Maria, 1: Mari al negozio
Ogni tanto Maria, la mia bambina di quasi sette anni, viene presa dall'impeto creativo: prende dei fogli bianchi e si fabbrica libretti. Siccome ancora non sa scrivere bene, mi detta i testi, parlando velocemente, gli occhi persi in un mondo immaginario. Poi li illustra, colorando laboriosamente.
I testi sono generalmente in norvegese. Ho pensato di proporvene qualcuno che ho tradotto, rispettando rigorosamente la forma originale.
Quello di ieri sera è abbastanza inquietante.
Mari al negozio
Mari sedeva tranquilla in una giornata di sole sugli scalini di casa, e giocava con la sua bambola preferita. Quella bambola era molto bella. E allora la mamma disse: "Oggi pomeriggio non fare progetti di andare a casa di qualche amico, perchè andiamo al negozio!"
E arrivò il pomeriggio. E lei era così contenta, perchè la mamma le aveva promesso un leccalecca. E ci andarono. Al negozio c'era molta altra gente. Ma improvvisamente c'era un grande silenzio. La mamma non c'era più. Non c'era nessuno. C'era solo un negozio silenzioso! Ebbe paura.
"Hai paura?" sentì dire. C'era qualcuno che lo sussurrava! Allora lei lo sentì. Era il Iavolo! (il Iavolo sussurra cose cattive all'orecchio, che uno deve fare). E lui disse: "Sono io che ho fatto questo silenzio! Ho reso tutti invisibili! Anche la tua mamma!" Quando sentì dire così, corse a casa dal babbo, che non era voluto venire al negozi.
Gli raccontò quello che era successo. Quando il babbo sentì dire così, si impaurì moltissimo, corse al negozio e provò a fare qualcosa. Ma non ci riuscì per niente. Ma allora arrivarono dei poliziotti che acchiapparono il Iavolo, e tutti insieme misero a posto le cose. E riportarono a casa la mamma, e per il resto della giornata stettero sul divano a mangiare i pop corn.
Ho appena scoperto a cosa si è ispirata M per questa favola...ci sono riferimenti a questa favola del terribile fantastico Roald Dahl...appunto di origine norvegese. Da incubo!
10 commenti:
speriamo non smetta mai.
e che le storie abbiano sempre il lieto fine :)
sì infatti... almeno hanno un lieto fine...
che a detto il papà non eroe soppiantato dalla polizia?
consiglio: da quanto è che non mangia pop corn?
Beh, è ora di aprirle un blog tutto suo... non trovi? ;)
noto con piacere gli influssi nordici nella descrizione del paesaggio che mi ha ricordato Bergman (la luce "tranquilla" sugli scalini di casa, il leccalecca, la bambola molto bella) con la presenza di questo Iavolo che sussura cose che uno deve fare (e non non deve, come ci dicevano a noi poveri bimbi cresciuti a pane e padre Ubaldo).
ovviamente l'influsso italiano e' chiarissimo nel pop corn liberatorio finale.
Lo zio Henry e' sempre piu' orgoglioso!
Forse un po' inquitante per le sparizioni, però segue molto la struttura delle favole: ordine, caos, ordine. L'importante è che tutto ritorni alla norma, poi ovviamente qualcosa deve succedere alla protagonista. Tutto sommato Iavolo non le fa male, la fa solo spaventare. Credo che sia il segno che voi (tu, il babbo e la società ordinata e incasellata) le date sicurezza e punti fissi.
Che bella l'idea di fabbricarsi dei librettini!
(a proposito di "Fornicare" ieri sera ho capito perchè mi è così estranea questa parola: a me dicevano - le suore - "Non commettere atti impuri", traducendolo: dire bugie, disobbedire... Quindi posso schiacciare le formiche?)
@Hertz: speriamo
@Noek: se il babbo è non eroe, allora io sparisco proprio! Io non sopporto l'odore di pop corn, forse questa è la spiegazione...
@Francesco: ma sai che è un'idea?
@zio Henry: gli influssi bergmaniani ci sono veramente, ora che ci penso! Ma ancora più sotto ci sono le fiabe popolari norvegesi, piene di orchi e figure truculente di troll...
@Claudia: la socialdemocrazia scandinava come bastione contro la minaccia eversiva dei Iavoli...qui ce n'è per uno studio di antropologia sociale!
Ma che dolci le suore, atti impuri!
@Antonio: È una delle poche cose in cui dò ragione a Freud!
(stasera blogger fa le bizze)
ah concordo con Francesco fagli apriee un blog tutto suo!!!!
la cosa più inquietante sono i poliziotti deus ex machina;-)
@Pib: se glielo proponessi sarebbe entusiasta! È peggio di me.
@Lophelia: inquietanti perchè posticci...in realtà si vedeva che lei non crede che i poliziotti possano veramente fare arrestare il Iavolo, ma aveva bisogno di rispettare i canoni stilistici della fiaba (oltre che di riuscire a dormire la notte)
Posta un commento