Il punto debole
E non te l'ho neanche detto
in questa notte chiara
di vino aspro
di fili di ragno che tremano al vento
non ti ho detto
l'odore di gemme
pungenti di bosco
il sapore di nebbia
tra le felci segrete
che preferisco
la sua voce che cola
nel deserto del mio petto
ed esce come latte
dal mio seno
non so dirtelo
in questa luce che non muore
con l'erba ancora alta intorno al melo
non ancora
di come lentamente le mie dita
hanno cercato la piccola
macchia scura
nascosta e visibile
il punto debole
divenuto vivo, palpitante
oltre le parole.
22 commenti:
Ora... io potrei perdere la testa per una persona capace di scrivere queste cose.
E non dirmi che sei tu Arte che ho fatto una promessa.
Mangio pane e salame,
bevendo vino rosso.
Mi ingozzo, mi strozzo,
mi scrollo di dosso.
Mi indosso, mi manco,
rimango al mio fianco.
Mi faccio da moglie,
una moglie senza voglie,
in attesa delle doglie.
Mi annego e mi nego,
sono un fragile macho,
un atleta in disuso.
E non trovo il coraggio,
pur essendone illuso,
di avviarmi pian piano,
affabulandoti in mano,
a sembrar vecchio saggio.
Sono mio padre
e tua madre.
Mio padre che mi sveglia al mattino,
che mi presta il suo giubbino.
Tua madre che ti terge la fronte,
tua madre che ti guarda negli occhi,
i tuoi stessi occhi,
i miei stessi occhi.
"la sua voce che cola nel deserto del mio petto ed esce come latte dal mio seno" e' un'immagine bellissima, forte, un urlo e un silenzio al tempo stesso, un prendere e dare, un desiderio e un dono.
@Dottor K: Allora vuol dire che non te lo dirò.
:)
La cosa strana è che questa frase non mi giunge nuova, specialmente l'ultima parte.
Dev'essere questo periodo.
@Francesco: L'ho riletta molte volte. E forse la sto cominciando a capire. Hai uno strano modo di dire le cose.
@Roberta: Ti ringrazio molto, molto.
non riuscro' mai ad usare le parole come le usi tu.
capisco che sia una questione di stile, lo capisco, pero' quando ti leggo sento sempre il desiderio irrefrenabile di smettere di scrivere!
di questo punto debole amo il sapore di nebbia e l'odeore di gemme e queste dita piccole e meticolose che cercano, cercano senza sosta qualcosa che forse e' solo una poesia.
grazie
tornare da un esame, stanco e sfinito, poi trovare queste parole...
ecco, credo sia questo ciò che si intende "la quiete dopo la tempesta"
i tuoi versi mi hanno dato pace...
Grazie
@Henry: ne abbiamo parlato tante volte...è quello che sento anch'io ogni volta che leggo te.
Anche in questo ci somigliamo, oltre che in altre cose.
Dita piccole e meticolose mi piace non sai quanto.
A te.
@Diluvio: In realtà questa è una tempesta nella quiete...
Ma si sa che la poesia è di chi la legge, e sono contenta che a te abbia fatto quest'effetto.
E sono sicura che l'esame è andato molto bene.
:)
Sai che mi trovo in grande difficoltà? Vorrei dire qualcosa a proposito di queste righe. Mi limiterò a dire che sono parole a dir poco immaginifiche, ho visto per filo e per segno quello che hai scritto. Ho visto i corpi concreti, i colori, gli odori, i sapori. Ma quando mi parli di punto debole, se del tuo punto debole si tratta, io non riesco ad immaginarlo. Perché ti immagino come un'eterea creatura che non può avere niente di sbagliato.
@Ady:
:D!!
Un'eterea creatura!
Che tenerezza.
No, no sono un'eterea creatura, sono una donna in carne ed ossa, molto concreta, molto umana.
Il punto debole non era solo il mio. Il punto debole è quello che ci rende umani, non sbagliati, ma vulnerabili. Quello che ci fa soffrire, ma anche gioire.
L'importante mia cara è che l'amore così come la poesia non si prenda troppo sul serio.
Arte, che ci posso fare? Mi ispiri beatitudine. Non lo so come mai! Ci sono alcune persone che mi fanno questo effetto. Quindi è di vulnerabilità che parli? Mi è sembrato di percepirla come un effetto negativo che si ripercuote sulle persone. Invece io sono convinto che sia proprio quest'umana fragilità a regalarci la bellezza di cui abbiamo bisogno. Un abrazo
@Dottor K: E se uno non prende sul serio l'amore e la poesia, cosa si deve prendere sul serio?
@Ady: Non sei l'unico al quale faccio quest'effetto.
Vulnerabilità. Di come l'amore ci rende vulnerabili, di come le nostre sicurezze siano fragili.
E di come questo sia bello, e triste.
Mi rifaccio all'Hagakure:
"Le questioni più gravi vanno trattate con leggerezza, quelle meno gravi vanno trattate con serietà".
Questo spiega tante di cose e perchè a volte si hanno certe impressioni di me.
non posso parlare
mi commuovi
sono con te
ti abbraccio
@Dottore: Di te si hanno molte impressioni, sei spesso tutto e il contrario di tutto, almeno per me.
Quello che dici può significare che per te l'amore e la poesia sono tra le cose "gravi". A me non piace la parola "grave", mi ricorda una malattia. Mi piace la parola leggerezza. Leggerezza per me però significa chiarezza, bellezza, attenzione. Significa osare. Lo scrivevo proprio in un commento ad un mio post recente.
Quando parlo d'amore o di poesia io non sono nè seria nè non seria. Cerco di essere leggera. Ma non sempre ci riesco.
E anch'io, come tutti, posso venire fraintesa.
@Ah, Zefirina!!
l'amore è pesante, mamma mia quanto pesa. due mani che ti schiacciano le spalle e ti spingono in basso.
o forse sto parlando dell'assenza d'amore?...
il sapore di nebbia tra le felci segrete è di un erotismo assolutamente parossistico.
brava c.
paolo
@Paolo: L'amore e la sua assenza sono la stessa, identica cosa.
come tu sei patholojiha...
:-)
@Francesco: Sì, psihopatholojiha. Concordo assolutamente.
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