Nella pozzanghera
A volte succede qualcosa che ti fa sentire più di sempre come una foglia al vento, strappata all'albero, presa da un turbine di gioia che poi ti scaraventa nella pozzanghera.
E lì resti, incapace di tirarti fuori, e anche se potessi uscirne, sarebbe sempre e comunque colpa tua, e faresti comunque del male a qualcuno. La scelta è solo: fare del male a te stessa o ad altri. Possibile che non ci sia mai un'alternativa?
28 commenti:
Si, in genere la scelta è tra quelle due cose... ma poi bisogna capire cosa si intende per farsi del male... Se non sto capendo male questo male sarebbe una specie di rinuncia da parte tua?... Se ti va di scriverne, sai come contattarmi...
Un bacio.
L'unica salvezza per una foglia caduta in una pozzanghera è che qualcuno la raccolga, o che il sole mandi in secca la pozzanghera...
@Antonio: io per natura non so mai rinunciare a niente. Sono sempre gli altri che mi fanno rinunciare, gli altri quelli saggi, quelli che per fortuna capiscono tutto...quelli che per vivere usano la testa ma poi pensano con le budella. (non ci fare caso)
No, dalla pozzanghera nn c'è alternativa.
O meglio...ci sarebbe, ma trovarla e usarla è privilegio di pochi eletti...
Notte, g.
a volte succede...si...purtroppo.
pero'.
pero' a volte magari basta aspettare, non avere fretta e ci si accorge che la pozza non era altro che un po' d'acqua piovana e che proprio grazie a quella e alla terra su cui sei caduta tu, piccola foglia strappata, riuscirai a mettere radici.
a volte.
Solitamente no, purtroppo le alternative scarseggiano...
un abbraccio..
@Gianfranco: ora sarei curiosa di saperla, quest'alternativa elitaria...
@Henry: insegnami tu la pazienza, e te ne sarò grata per sempre (come ti sono già grata per molte altre cose)
@Diluvio: grazie
se davvero le possibilità sono solo due... far male a se stessi o ad altri... allora meglio a sè.
noi ci conosciamo e possiamo trovare la forza di guarire dal male che ci siamo fatti.
viceversa è troppo difficile poi convivere con la consapevolezza di aver fatto del male ad altri.
cara artemisia, amica di blog, come capisco questo stato d'animo prima un'esplosione di gioia e poi una una doccia fredda (immagine meno romantica ma non me ne venivano altre), ahimè non si può fare ameno di scegliere purtroppo anche se a volte a me piacerebbe annegare in quella pozzanghera e non sentire più niente...
mi piacerebbe stare immersa come darrel devil in quella sua specie di bara piena di acqua dove i rumori, se arrivano, arrivano ovattati, attutiti e risvegliarmi, forse, rigenerata
ohi non preoccupatevi non era una dichiarazione di intenti suicidi
amo troppo la vita
Mamma mia mamma mia! Virruzza ha ragione, ma è durissima.
Comunque prendi tempo e guarda le cose dall'alto, se puoi.
@Virruzza: alla fine infatti scegliamo sempre di far male a noi stessi, non c'è gara.
@Zefirina: anch'io in fondo indugio nel liquido amniotico della pozzanghera, della serie facciamoci del male
@Rodo: Apprezzo molto il fatto che tu non abbia detto "te l'avevo detto io".
Tempo, appunto, prendere tempo.
Molto spesso quello che noi crediamo sia un male per noi o per gli altri non è alto che del bene....a scoppio ritardato :-)
Ci sono esperienze che noi, come persone, abbiamo necessità di fare, indipendentemente da un giudizio bene/male.
Ciao.
Concordo con Henry, che magari non e' st'enorme pozzanghera..E cmq penso che il tuo dubbio sia retorico, nel senso che alla fine provia ragionarci piu' volte, ma la soluzione e' poi istintiva e di cuore...
A maggior ragione se uno c'e' passato piu' volte:-)...Il difficile e'avvistare la strada giusta nel bosco:-)
SI
@Frank: bentornato, sempre il benvenuto. E grazie del bellissimo commento.
@Silvia: È perchè uno non vede il bosco, ma solo tanti alberi singoli.
arte, guarda che poi viene fuori un gran bel sole splendente e costante nel giorno e nella notte (come tu ben sai) che asciuga la pozzanghera e la foglia tutta umidiccia.
la foglia poi, liberatasi dall'acqua assorbita, riacquista la sua naturale leggerezza, e, spinta da un altro colpo di vento riprende a volare, con moto irregolare, ma costantemente proteso verso la stocasticità delle cose e degli eventi, senza colpo ferire e senza volontà consapevole di danneggiare se stessa o coloro che si frappongono fra lei e il suo percorso.
@Paolo: Il bello è che il sole splendente c'è davvero, da diversi giorni (e notti). Ti sei perso uno spettacolo.
La foglia si accartoccia un po' ma sopravvive...
Scelgo sempre la prima, faccio del male a me stessa.
E' quasi un'abitudine ormai. Poi mi accorgo che così faccio del male anche agli altri. Il risultato è pessimo. Suggerisco la seconda scelta per chi avesse il coraggio di portarla avanti. E' la più sana e gli altri prima o poi capirebbero.
@Lucia: Il problema spesso è che le cose sono talmente ingarbugliate è come un castello di carte dove tocchi una carta e crolla tutto. E ci rimaniamo tutti sotto.
Io però spero che il tempo aiuti tutti a capire meglio.
Ci sono quelli che dicono che è sempre possibile trovare il modo di non far del male a nessuno.
Ci sono...
L'unico modo per non fare del male né a se stessi, né agli altri, è che ciascuno rimanga conforme alla propria natura. Fedele, forse, è la parola più adatta. Così nessuno si sarebbe tacciato di tradimento. Ma a volte è più facile essere condiscendenti con chi abbiamo di fronte, senza contare che, in fondo, questa è una delle cose peggiori che si possano fare..
ady: parole sante!
qualcuno poi mi spiega cosa vuol dire "la stocasticità delle cose...", detto così sembra una parolaccia, come quel famoso compositore tedesco, come si chiamava, Stockazzen?
:-)
@Hertz: Devono essere quel tipo di persone che votano scheda bianca, che si vestono sempre di blu marine perchè "va su tutto"...
@Ady, Henry: la propria natura...è vero quello che dici. Purtroppo non siamo solo natura, ma cultura, convenzioni, relazioni, legami, doveri, responsabilità.
@Francesco: Ah, il grandissimo Karl-Heinz von Stokazzen!
Grazie per il deragliamento.
Arte, il mitico verbo greco stocazo, ricordi di Borgo Pinti...
@Lophelia: mai come in questo momento mi hai fatto ridere, proprio in questo momento quando qualcun altro mi ha fatto piangere (stocazo, proprio...)
:D
:(
@Henry: ti rendo pubblicamente grazie di esistere. Dovresti aprire una linea telefonica per anime in pena.
You have a way with me.
arte...hai "buon reso" in passato e son sicuro "buon renderai" in futuro.
del resto gli amici servono a questo no?
un abbraccio grandissimo!
foglie+fango=Humus... e da questo terreno fertile che spesso nasce nuova vita...
a volte affondare è necessario per risalire... a volte soffrire è indispensabile per continuare a vivere...
Ti abbraccio
@Cilions: è come col maiale, non si butta via niente.
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