lunedì, novembre 05, 2007

Vivere

Noi siamo quello che ricordiamo, il racconto è ricordo, e il ricordo è vivere.

(Mario Luzi)

37 commenti:

Anonimo ha detto...

un uomo é il proprio passato.

é la summa delle generazioni che lo hanno preceduto, dei loro errori, dei loro successi, dei loro desideri mancati, della loro rabbia, dei loro destini incrociati.

é la sintesi della propria solitudine, del propro ottimismo, degli amici che ha avuto, delle ferite che ha subito, delle esitazioni all'ultimo istante, della parole non dette.

a.

kabalino ha detto...

io vivo nel mio passato...mi rendo conto di scrivere quasi esclusivamente al passato...

artemisia ha detto...

@Auro: Hai ragione. E il passato non è veramente mai tale, perchè vive in noi in un eterno presente.
Anche, e soprattutto, in quello che non diciamo.

@Kabalino: È perchè il presente non ha senso se non lo vediamo sullo sfondo del passato. Come le ombre cinesi non si vedono senza uno sfondo. Come le figure del mito della caverna.

Mamma Simona ha detto...

Mi fanno ridere quelli che dicono che non bisogna pensare troppo al passato. Il passato siamo noi ("La storia siamo noi" F. De Gregori)

zefirina ha detto...

io ho il terrore di perdere i miei ricordi, l'unica mia vera fobia, hei stai leggendo si sta facendo sempre più tardi, bellissimop libro, ma io sono di parte perchè amo tabucchi da molto tempo

Anonimo ha detto...

dunque io che non ricordo nulla sono morto. vivo nel presente, nell'oggi, nell'ora. però sai, c'è anche un vantaggio a non ricordare o a non ricordare tutto, ti permette di rivivere situazioni piacevoli più e più volte. penso al raggiungimento di un obiettivo, ad un successo in qualunque campo, ad un sorriso scambiato per strada, ad un bacio appassionato e all'amore in generale.

Anonimo ha detto...

che ciascuno di noi sia il proprio passato credo che sia una verita' incontrovertibile.

il punto e' che il passato del nostro futuro e' il presente.

con questo voglio dire che c'e' la speranza di cambiare, di vincere le paure e i tratti del nostro carattere forgiati dal passato di oggi, agendo su quello che sara' il passato di domani.

artemisia ha detto...

@Simona: Benvenuta!
Meno male che ti fanno ridere.
Quando è "troppo"?
Esistono persone per le quali anche solo la parola "pensare" fa paura.

@Zefirina: Tabucchi è da sempre uno dei miei miti. Appunto per questa sua continua commistione temporale.
Una volta, alla libreria Feltrinelli di Firenze, ero talmente immersa in un suo libro da non accorgermi che dietro di me stava lo stesso Tabucchi in persona, immerso in un altro libro.
Ci siamo guardati con un senso di straniamento.
Situazione da racconto.

@Napolino: E cos'è questo tuo rivivere i momenti se no memoria?
E la memoria, È solo memoria cosciente?
O esiste una memoria incosciente, la memoria dei neuroni, la mamoria del corpo?
E se tutte le nostre cellule cambiano nel corso di cinque anni circa, eppure noi ricordiamo: perchè?
Sei vivo, sei vivo.

@Henry: Noi siamo passato, presente e futuro in una cosa sola, perchè la nostra energia è fuori dal tempo (eterna). È il nostro corpo che è nel tempo.

Per questo c'è sempre speranza di cambiare, o meglio di svilupparsi.

Anonimo ha detto...

Ciao Artemisia,
mi aspettavi, no? :D

Il passato è passato e non credo che la mente ci si debba soffermare troppo. Il passato ci ha fatto diventare quello che siamo e per questo, ce lo portiamo sempre addosso. Il presente ci farà diventare quello che saremo e, dunque, meglio stare concentrati su questo.

Condivido appieno la tua affermazione che solo il nostro corpo è nel tempo :)

artemisia ha detto...

Lo ammetto, questo era un post attirafrank...
;)
Davvero, ti aspettavo!

E come al solito, sono d'accordo solo in parte. Non esiste una frontiera tra passato, presente e futuro, tutto è in eterno divenire. Cos'è il presente? Nel momento stesso in cui lo scrivo, è già passato.
Io credo che molti fraintendano il guardare al passato come un vivere di ricordi. Non è questo. Per vivere in piena coscienza di sè in quello che (io credo erroneamente) chiamiamo presente bisogna capire chi siamo e da dove veniamo.

Anonimo ha detto...

Peccato che non ci si conosca di persona, avrei proprio voglia di una discussione sfibrante ma appagante :D

Chi siamo e da dove veniamo non ce l'abbiamo scritto addosso? Non è quello che siamo? Non è per per questo specifico percorso che pensiamo ed agiamo in un dato modo?

Questa volta credo che, cara Artemisia, siamo in una contraddizione solo apparente, semantica direi :)

Anonimo ha detto...

le porte, le si può aprire e chiudere.il racconto è certamenente ricordo, un ricordo già commisto di interpretazione valutazione. come spesso la storia è storiografia.il passato si sfalda e lo si perde, ed il suo recupero è spesso mistificato. il ricordo non è vivere, ma una pausa nel fluire presente e veloce che ci spaventa a travolge. punctum est quod vivimus, et adhuc puncto minus. concordo sulla memoria del corpo, che non è ragionata e pensata, ma materiale ed animale. istinto di sopravvivenza e meccanismo atavico. angela.

artemisia ha detto...

@Frank: Sì che ce l'abbiamo scritto addosso, ma se pensare al passato fa male, se non ricordiamo, non ne saremo mai coscienti.
Ora la sparo grossa: chi vive in un eterno presente vive in maniera superficiale.

Le contraddizioni sono quasi sempre semantiche. Questo è il bello ad esempio della dialettica, dove gli opposti si superano.

E comunque, se mi dai il tuo numero di telefono potresti avere sorprese.

@Angela: La storia è sempre interpretazione, tutta. Anche la nostra, ovviamente.
Il ricordo non è una pausa, è la vita stessa, dove non esistono pause.

lapilli ha detto...

splendida foto!

Isabel Green ha detto...

iniziativa davvero importante sul mio blog per diffondere un’informazione vitale.mi serve anche il tuo aiuto!vieni a vedere.grazie mille!

Anonimo ha detto...

non onorare mai come il tuo utile ciò che un giorno ti costringerà a tradire la parola data,ad abbandonare il pudore,a odiare qualcuno,a sospettare, maledire, recitare, desiderare qlc che debba essere nascosto da pareti e paraventi. perchè chi in prima istanza ha scelto il proprio intelletto, il proprio demone e il culto che spetta alla virtù del proprio demone, non fa tragedie, non rompe in gemiti, non sentirà il bisogno di star solo od avere attorno un folla;e, punto più importante,vivrà senza inseguire e senza fuggire.(..)infatti il presente è uguale per tutti e quindi ciò che si consuma è uguale e la perdita risulta insignificante.perchè nessuno può perdere il passato nè il futuro, come si può essere privati di ciò che non si possiede?
è il famoso vivi come se morissi domani, e pensa come se non dovessi morire mai.
scritto da marco aurelio, l' imperatore filosofo che fece una morte da soldato. nalla sua ultima campagna militare.angela.

artemisia ha detto...

@Chiara: grazie!

@Isabel Green: vado a vedere!

@Angela: Senza niente togliere al grande Marco Aurelio: senza fuggire dal passato e senza inseguire il futuro si possiede solo il presente. Ma se il presente non esiste, come si può possederlo? Nel momento in cui se ne ha coscienza, è già passato!
Io dico invece che è solo il passato che si possiede.

O, per dirla con Simone Weil: "Che resterebbe del nostro pensiero se si sopprimessero tutti i pensieri che si riferiscono al futuro e al passato? Non resterebbe niente. Dunque, ciò che noi possediamo, il presente, è un nulla che passa immediatamente, che arriva alla coscienza solo allo stato di passato"

(S. Weil, "Lezioni di filosofia", p.235)

Anonimo ha detto...

il pensiero è ragione, comprensione. transitoria, come la fugacità di ogni appartenenza. non è recupero, non è proiezione. nè costruzione.nemmeno il presente si possiede infatti troppo a lungo. perdendo la giornata, abbiamo perso in un certo senso gran parte della nostra vita.

Dottor K ha detto...

Difficile riuscire a spuntarla Arte.
E' una tipa tosta questa Angela ma se non fosse così tante cose ora sarebbero diverse.

artemisia ha detto...

@Angela: Scusa ma non ti seguo.

@Dottore: Non ne dubito. Ma niente è più lontano da me del concetto di "spuntarla".

Anonimo ha detto...

che ne pensate, dottore e cinzia, di eraclito: "mai ci si bagna due volte nell' acqua dello stesso fiume"? che è quello che dicevo io in modo meno lineare. domani già saremo tutti diversi. cambiati e nuovi. o rinnovati, se siete ottimisti.

artemisia ha detto...

@Angela: Ne penso quello che ho già risposto a Frank.

Anonimo ha detto...

capisco,capisco. absit iniuria verbis. dottore, non mi fare pubblicità ingannevole, se no pensano che sono una cattivona. e invece il cattivissimo sei tu nordista.angela.

Dottor K ha detto...

Tosta, non cattiva, nel senso di combattiva.
E ovviamente Arte so bene che non sei in competizione con nessuno...
Rimane il fatto che Angela dal viso angelico e dai modi garbati ha una vis polemica molto più spiccata della mia che mi trascino un'apparenza scontrosa.
Per entrare nel merito della questione chi sono io per contraddire tutte questi menti eccelse?
Di fronte alla pletora di citazioni dotte di luminosi pensatori posso solo dire che ho imparato a fatica ad accettare ciò che sono. E la vita mi è diventata una serie infinita d'istanti in cui cerco di diventare migliore.
Del resto non so.

Anonimo ha detto...

che confusione di citazioni!!!

il futuro non c'e' ancora, il presente non c'e' piu' nel momento stesso in cui lo nominiamo.

l'unica cosa certa e' il passato che vive in noi.

ricordare non vuol dire celebrare i bei tempi (anche perche non sempre sono belli) vuol solo riconoscere l'importanza (nel bene e nel male) di cio' che e' stata la nostra storia e, cosa ben piu' importante, capire i meccanismi che ci fanno soffrire per scardinarli.

Anonimo ha detto...

è vero, sembro buona e allegra e invece ho il coltello fra i denti. invece martin è molto più dolce e pacato di me.io faccio sempre una cagnara disdicevole. sarà per questo che litighiamo praticamente ogni giorno? almeno stiamo allenati.
è vero, ho la faccia angelica da brava guagliona. il dottore invece ha la faccia da secchioncello che la sa lunga.
una domanda ad enrico: ora che sei felice e pieno di futuro pensi ancora spesso a cosa sei stato e cosa ti è capitato?
i meccanismi bisogna azzerarli e riprogrammarli sempre.
una ultima mente pensante, di certo più di me:"la vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altro"

Anonimo ha detto...

angela: certo che ci penso, ogni giorno! per apprezzare ancora di piu' il presente e per godere del fatto che sia passato.

Anonimo ha detto...

Si è compreso un concetto solo se poi lo si sa spiegare agli altri. Mi pare l'abbia detta Einstein, o la portiera del mio palazzo... Per favore, spiegatevi meglio. O meglio, metteteci un pò più di voi nei vostri commenti. O qualcuno rischia di diventare una statua d'acqua...

artemisia ha detto...

@Dottore, Angela: Siete ospiti graditissimi, ma il post non intendeva parlare di voi. Non so se si era capito.

:)

@Henry: Sottoscrivo in pieno, come al solito. Anzi, d'ora in poi ti citerò.

@Antonio: "Se non ci fossi dovrebbero inventarti", come dicono i Baci Perugina.

Anonimo ha detto...

mi dispiace essere sembrata invadente, o esserlo persino stata. non pensavo che di commentare in modo personale l' aforisma iniziale, usando lo stesso mezzo. cioè aforismi. il che è una pratica sofistica mi rendo conto, perchè è tutto vero, e pure il suo contrario. basta citare a proposito. ma uno spazio davvero aperto alla riflessione è sempre teatro anche di scontri,e citazioni e ammonimenti vari.io sono una sportiva.
antonio, ma dio non giocava a dadi?
ma sai che quando si dice qlc a qualcuno lo si chiama in causa?

Dottor K ha detto...

Chiedo scusa Arte, per un attimo ho pensato di essere tra amici...
E se quello che dovevo capire era di stare in riga o cambiare aria, non mi costerà molto sforzo visto che raramente lascio traccia di me.
D'altronde Angela ha questa capacità di mettere a nudo le persone, di farle rivelare per quello che sono.
Oppure ho capito male io e me ne scuso in anticipo.

artemisia ha detto...

Benissimo, e ora che ci siamo rivelati tutti, la vita continua...

Anonimo ha detto...

henry!

ed io che pensavo tu non m'ascoltassi mai... wow, ricordami di pagarti un caffé la prossima volta, ok?

a.

lophelia ha detto...

"Il racconto è ricordo". Ma, anche, il ricordo è racconto, e di uno stesso ricordo due persone sicuramente avranno due racconti diversi.
Ricordare è anche spesso "raccontarsela", senza accezione negativa.

artemisia ha detto...

@Lophelia: È verissimo quello che dici. Ricordarsi, raccontarsi, mettere in prospettiva se stessi.

SI-FA-SI ha detto...

Il ricordo e' lo zoccolo duro da lasciare in fondo come base, dopodiche' bisogna iniziare a costruire nuovi ricordi.
Bravino Luzi, eh?:-P

SI

Anonimo ha detto...

Io vivo solo di ricordi...non riesco ad amare il presente


...ci soffro