Dieci ore di aereo da Amsterdam a Detroit. Maria si rifiuta di chiudere occhio per la paura di perdersi qualcosa. È di quell’umore micidiale di stanchezza iperattiva che mette a dura prova il mio senso materno. Durante il viaggio, mi distraggo a riempire moduli dove devi rispondere a domande tipo ”Sei un terrorista?” ”Stai introducendo negli Stati Uniti materiale esplosivo? Pedopornografico? Droga?” Mi chiedo se qualcuno ha mai fatto una croce sul ”sì”.
Già stravolti, atterriamo a Detroit. Ci manovrano in una stanza dove ci saranno mille persone in dieci code. Capitiamo nella coda gestita da un prolisso pedante. Dopo oltre un’ora il nostro uomo ci fotografa la pupilla arrossata, ci prende le impronte, ci fa le solite domande trabocchetto. Chissà cosa succede a quelli che non sanno l’inglese.
Abbiamo da tempo perso ogni speranza che i nostri bagagli ci abbiano seguiti. Mancano venti minuti al prossimo aereo. Ci troviamo davanti all’ennesima coda per il metal detector. Maria deve andare in bagno, io sto svenendo di stanchezza e non devo andare in bagno perchè sono completamente incartapecorita. Trafelati, raggiungiamo il gate quando già si stanno imbarcando. Le nostre carte d’imbarco, devono essere rimaste ad Amsterdam nel casino della partenza. L’impiegato al gate ha la fronte imperlata di sudore. “Non siete nella lista dei passeggeri, ma siete arrivati fin qui, arriverete fino in Florida!” e ci stampa tre carte d’imbarco. Sono troppo stanca per ringraziare. Ancora tre ore d’aereo, di sonno leggero e interrotto, di freddo, caldo e mal di schiena.
All’aereoporto di Orlando per noi sono circa le cinque del mattino dopo la nostra partenza. Lì è circa mezzanotte. In una sorta di trance, decidiamo di fare subito la denuncia dei bagagli smarriti. L’impiegata è di origini italiane, e ha una grandissima chiacchiera. Mi sorbisco tutto l’albero genealogico della sua famiglia. Maria sta dormendo in piedi. Intanto S. si avventura a ritirare la macchina che abbiamo ordinato. Ricompare dopo oltre mezz’ora. Mi accorgo con terrore che la macchina non ha il navigatore. Inizia la discussione su chi non ha prenotato il naviatore. L’incubo continua. A questo punto si tratta di leggere e capire, in stato di profonda deprivazione di sonno, alla luce dell’abitacolo e senza occhiali, le istruzioni e la cartina precedentemente stampate da internet. Un gioco da ragazzi. Usciamo dall’aereoporto, seguiamo le indicazioni. S. continua ad annaspare con la destra alla ricerca della leva del cambio, che non c’è perchè è automatico, ma dopo attenta valutazione decido saggiamente di non farglielo notare. Al primo svincolo dove secondo i miei calcoli dovremmo uscire, l’inevitabile accade: chiuso per lavori in corso, proseguire fino a… indicazioni confuse e illeggibili. Siamo persi nella notte, in un paesaggio lunare e assolutamente privo di presenze umane. Non so se piangere o ridere, ma sento che la crisi è incombente.
Stazione di servizio illuminata, ci fermiamo. Sono circa le due di notte ora locale. Un gruppo di neri sta lì fuori a godersi la temperatura da sauna.
Decido di uscire e chiedere lumi, S. è troppo stanco per impedirmelo. Mentre cammino al buio verso di loro penso che sarebbe molto stupido morire qui. Sfodero il mio migliore “Good evening, sirs, can you help me?” E i sirs mi aiutano, gentilissimi. Purtroppo per me, non riesco a capire il loro gergo hip hop, solo che dobbiamo “drive north, man”. Andare a nord. Dov’è il nord? La stella polare?
Il muschio sugli alberi? Una bussola? Risalgo in macchina. S. è in coma, Maria ondeggia tra il sonno e la nausea, ma ancora non si addormenta. Proseguiamo verso quello che crediamo essere il nord, ci perdiamo ulteriormente. Se non avessimo paura di finire sgozzati fermeremmo la macchina e ci metteremmo a dormire, ma le poche facce che si vedono ci fanno passare la voglia. Tento il tutto per tutto: entro nella reception di un albergo. Mi rivolgo al portiere di notte e gli chiedo se può chiamarmi un taxi, perchè veniamo dall’Europa e ci siamo persi. Sto quasi piangendo dalla stanchezza. Mi spiega con molta gentilezza che un taxi non verrebbe mai quaggiù, ma che lui può spiegarmi la strada. Con infinita pazienza mi descrive sulla cartina un percorso che a me sembra lunghissimo, e riesce ad imprimerlo nel mio cervello stanco, ripetendolo molte, molte volte.
Incredibilmente, dopo una quarantina di chilometri, seguendo le istruzioni, arriviamo al nostro resort. Sono circa le tre e mezza di notte, per noi il pomeriggio del giorno dopo la nostra partenza da casa. La reception è deserta. Dal retro, emerge una ragazza dalla faccia di sfinge, che dopo lungo smanettamento al pc ci comunica con goduria che la nostra prenotazione è stata cancellata. Per qualche secondo temo che S. le salti addosso. Maria ha le occhiaie infossate e si è buttata su un divanetto. Con la calma della disperazione le dico: ”Senta. Siamo in viaggio da giorni. Lei adesso prende e ci dà una camera. Adesso. Ha capito?” Il mio sguardo allucinato deve averla spaventata perchè dopo un ulteriore, interminabile smanettamento salta fuori una chiave con sopra un numero, una suite, tre letti king size, un cuscino su cui sprofondare, sprofondare, sprofondare...
39 commenti:
quando leggo certe cose però mi vien voglia di un bell'ombrellone, cabina e sdraio, pensione Miramare a due stelle a Finale Ligure...
e questa sarebbe una vacanza?
ma chi ve lo fa fa'...
in parte concordo con francesco... :)
@Francesco: Non sai cos'avrei dato per essere al baracchino di Baratti!!
@Hertz: In parte?
Va bè, però poi da lì è andato tutto bene.
:)
E la terza parte? Dai, continua!
@Rodo: Sì, sì!!! la terza!!! la quarta!!! continua, continua, di più!!!!!!
Hahahahaa!!!!!
:D
Dio bono...Pazzesco!!!
L'ultima parte mi ricorda qualche scena del film dell'horror "Vacancy"...beh, pero' sono esperienze, via...Nessun rimpianto, solo un po' di sane bestemmie...Anch'io aspetto la terza parte e cosi' via..Mi sono appassionata...
Ma ti immagini che sguardo tra lo spaurito/incazzato e serialkiller che dovevi avere al resort???:-D
Rabbrividiamo!!
SI
voglio dire, finale ligure sarà pure bella, non lo so, ma la florida m'attira di più, però che casino...
Soppa!!!! Mamma mia che incubo! però dalla foto mi pare che il vostro resort abbia poi meritato il vostro perdono...
Uff... già sperimento le prime difficoltà tecniche... Io non voglio apparire con nick "anemofilo"!!! Preferivo "antonio"!
@Silvia: Sì, quella notte (o meglio, mattina, o che cavolo era) non c'era da fare scherzi con me!!!
@Hertz: Bè, ma ora che hai imparato dai miei errori puoi andare dove ti pare...
@Antonio: Torna al tuo vecchio nome che Anemofilo mi ricorda un pò un'anemone anemica cinofila anofele!!
;)
Sono con Rodo: continua, continua, continua!
Ci devi ancora raccontare di quando vi siete persi nel delta del mississippi e la fuga in messico e quando vi hanno rincorso le scimmie sacre di Montezuma...
e poi vi siete svegliati con il mal di pancia dopo aver mangiato quell'incredibile bigmac...
sì, baracchino di baratti o scogli di calaviolina: questa è la scelta!
@Mucca: Forse potremmo iniziare una serie di fumetti, tipo Tex... Arte e la vendetta di Montezuma...
;)
A Cala Violina il peggio che ti può succedere è la lotta feroce per il parcheggio...
:D
Poi si sa che in fondo la vita è così...una grande sofferenza per un grande piacere; Arte, ti han stancato ben bene per farti arrivare meglio e prima alla felicità, che carini gli americani
:)
guarda, fosse stata questa la prima puntata del racconto del viaggio americano, nessuno di noi avrebbe avuto il coraggio di chiederti di continuare... ma è la seconda!
alla partenza ci hai fatto illudere con la faccia buona degli imprevisti, ora vogliamo il seguito :-)
@Kabalino: Sì, dopo le pene dell'inferno, il florido paradiso mi si è aperto dinanzi...
;)
@Iko: Ma il seguito è noioso, perchè poi è andato tutto bene, a parte l'episodio nella sala dei computer, ma su quello ci ho già fatto un post l'anno scorso!
Niente seguito!
ahhh siamo arrivati al:
...e vissero felici e contenti - punto
Come a dire che essere tali non è meritevole di essere raccontato...
@Mucca: queste sono tutte interpretazioni mucchesche...
@mucca, lo sai: non siam tipi da viver felici e contenti (e imbalsamati!)
Ma era solo un'istigazione a continuare, perché il rassicurante felici e contenti delle favole (che sa di noioso) non esiste e anche se fosse, c'è sempre qualcosa da raccontare...
@Iko: Non credo che una persona intelligente possa vivere felice. Contenta sì, ma non è da tutti.
@Mucca: Ma io continuerò a raccontare, come ho sempre fatto...
:)
"finisce così
questa favola breve e se ne va...
il disco fa click
e, vedrete, fra un po' si fermerà.
Ma aspettate, e un altro ne avrete.
"C'era una volta..." il cantafiabe dirà
e un'altra favola comincerà"
sai che secondo Shiny Stat le fiabe sono la principale chiave di ricerca con cui la gente finisce sul mio blog? molto più che con le autoreggenti.
Facci sognare, Arte!
@Lophelia: "Non serve l'ombrello,
il cappottino rosso
e la cartella bella
per venir con me,
basta un po' di fantasia e di bontà..."
Ah, le Fiabe Sonore!
Secondo shiny stat la gente finisce sul mio blog cercando "pioggia" (i tristi della rete), "sesso forte" (i repressi), "costume da odalisca" (i feticisti), e infine "declinazioni greche" (i secchioni). Altro che autoreggenti.
Però poi quelli che restano sul mio blog, e continuano a tornarci, e lasciano gradite tracce, sono persone splendide come te!
:)
arte, allora se continui potresti partire con:
"C'era una volta, a crociera, nei caraibi..."
o
"C'era una volta, a botte, in cantina..."
Però non è l'intelligenza l'ostacolo alla felicità, che credo è solo un attimo, anzi è nella continua ricerca di quel "momento perfetto" (come l'ha chiamato una mia amica) che viene in soccorso
@Mucca: Veniamo al SODO: Secondo me l'intellgenza non è propriamente un ostacolo alla felicità, ma diciamo che aumenta la facoltà critica, per cui il cretino continua a credere che l'attimo irripetibile di felicità sia qualcosa da inseguire, mentre l'intelligente sa che la vera gioia viene da altre cose, e va costruita.
Io sono cretina.
oddio, se apriamo questa discussione possiamo andarci avanti per non so quanto!
comunque io sono cretina e stasera pure una cretina veramente triste.
Iko, ti ho già detto che secondo me facciamo parte dello stesso club.
Per dirti: io ero tristissima fino a cinque minuti fa, poi invece ora non più.
Ma cretina, cretinissima invece lo sono ancora.
Ti abbraccio.
speriamo che mi passi pure a me.
però cretina invece ti auguro di restarci :-)
e ricambio l'abbraccio.
per il club potrei preparare le tessere...
però
se è stato appurato, arte, che io sono sodo, come "cretine" non siete convincenti!
Drive north, man! Yo, yo, you gotta know...
...who's that girl... na na na na na na na YO!
Siamo sicuri che non fosse una vacanza sprovvista di progetti e condotta totalmente on the road? No perché sembra :-D
gli idioti se la spassano, questo è un dato di fatto.
più che gli intelligenti gli contrapporrei i politici, facendo riferimento al significato che i greci davano alla parola "idiota", colui che non parla, non ascolta, non partecipa, non si relaziona.
il perfetto antesignano, in due parole, dell'individualista odierno.
declinazioni greche?!?!
:D
@Mucca: prepara le tessere. Da qualche parte esiste davvero un'"Accademia degli Intronati". Lo propongo come nome.
@Ady: :D!!!
@Francesco: E i politici idioti?
;)
@Lophelia: Ti giuro!!!
Questo dice tutto su di me!!!
@ arte: preparo le bozze ;-)
l'accademia è a Siena, a me piace però anche quella che ai tempi era qui da me: l'«Accademia dei Veloci Incoraggiti»
:-)
@Mucca: Basta non finire come a Volterra dove c'è l'Accademia dei Sepolti...
;)
Quella dei Veloci Incoraggiti comunque è la più bella, io mi iscrivo!
Invece di Volterra basta andare un po' più in là:
a Pontedera c'è l'Accademia dei Ravvivati...
ok basta, sono OT
Siamo tutti OT!
(ma poi, qual era il tema?)
mi hai convinto non andrò mai in america
@Zefirina: Ma nooo... vacci, la renderai ancora più bella!
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