domenica, aprile 13, 2008

La schifezza


Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Ok? - Ok. - E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa? - Già. - Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola lì la schifezza. - Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza? - No. Ma sta attento: dato che noi non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di stare dietro a un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi la si paga.

(Alessandro Baricco, "Castelli di rabbia")

29 commenti:

rodocrosite ha detto...

Scusa, fammi capire, hai comprato quel coso?

Henry ha detto...

mmm....che hai fatto?

artemisia ha detto...

@Rodo: No, perchè quella schifezza lì non l'ho mai desiderata.

@Henry: Ho fatto quello che l'altra sera ti dicevo non avrei più fatto.

:)

Henry ha detto...

mai dire mai...fino a che non si puo' dire altro.

poi si rinasce.

artemisia ha detto...

@Henry: se lo dici tu ci devo proprio credere
;)

Anonimo ha detto...

@ Rodo: come???
io questa foto l'ho messa come immagine del desktop!

Carla ha detto...

Siamo esseri umani, quindi fragili ed irrazionali....a volte capita.Cerchiamo di essere più indulgenti con noi stessi e con gli altri.Basta non ferire il prossimo.

artemisia ha detto...

@Mucca: Per intendersi, la Schifezza è quella a destra nella foto, quella a sinistra è la Schifata.

@Carla: Eh no ma qui alle spalle c'è una decisione razionale, io ho valutato a lungo, non è stato un impulso!
Con me l'indulgenza non serve, ci vogliono le mazzolate!

:D

zefirina ha detto...

qualcun altro diceva che tutte le cose che ci piacciono o sono immorali o fanno ingrassare.....
e poi mica vorrai fare scena muta davanti san pietro (se credi nell'aldilà cristiano), io mi sa che lo fratornerò di confessioni
;-)

p.s. ma antonio ha chiuso il blog o è un disguido????

vesuvio ha detto...

perche' ritorno sul tuo blog proprio oggi e leggo questo post che mi fa morire di curiosita'??? dai un piccolo indizio....!!!!bellissime le parole di baricco "noi nn siamo calzini"...molte persone la pensano proprio cosi'!!!!

lophelia ha detto...

calzini?!?!?! senza voler sminuire l'importanza dei desideri la metafora dei calzini la trovo aberrante, letterariamente e moralmente.

CICCILLO ha detto...

concordo con lophelia.

baricco non è altro che un blogger ante-litteram: sforna metafore in modo compulsivo e crede che quello sia letteratura.

grrr....

artemisia ha detto...

@Zefirina: In genere tutte le cose immorali, direttamente o indirettamente, mi fanno ingrassare.

Non so se Antonio ha chiuso il blog... Antonio, se ci sei, manifestati.

@Roberta: Se ti dò un indizio capisci tutto...

@Lophelia: Questa me la devi spiegare, cos'è che è addirittura aberrante, non capisco... a me sembrava CALZante...

@Francesco: Tu concordi solo perchè odi Baricco. Invece a me Baricco piace in media moltissimo. Per in media intendo che alcune cose mi sembrano dei capolavori, mentre altre mi piacciono poco, uno somma e poi divide.

E comunque il post non era sui calzini di Baricco, anche se si intitola la schifezza...

Anonimo ha detto...

Ma perchè bisogna pagare per un desiderio? Spero proprio di no, perchè io sono quello che Baricco chiamerebbe un 'calzino sporco' e non amerei che la mia debolezza si auto-ripercuotesse un giorno o l'altro. Insomma, i desideri fin quando non fanno male a nessuno non sono da condannare, no? :)

(p.s. non farti strane idee... O.O)

Anonimo ha detto...

tanto avremmo pagato anche se non la si fosse fatta, la schifezza

artemisia ha detto...

@Michele: Il testo di Baricco non dice che si paga per il desiderio, dice che si paga per la schifezza fatta.
Neanche dice che siamo calzini sporchi, ma che, dato che siamo uomini e non calzini, la cosa principale per noi non è rimanere puliti, ma assecondare i nostri desideri, quali essi siano.
Se questo poi sia condivisibile o meno, e se questo sia poi l'opinione personale di Baricco o meno, visto che a parlare è un suo personaggio e non l'autore, non lo so.
Ma condivido quello che dice il testo, che le schifezze a volte si devono fare, che ne vale la pena, e che è giusto sentirsene responsabili.


È incredibile quanti di voi siano stati colpiti da questi calzini.


@Napolino: Ma sì, infatti. Se uno non la fa, paga perchè non l'ha fatta. You can't win.

lophelia ha detto...

"al di là di Baricco", come avrebbe detto qualche nostra vecchia conoscenza, si usa il calzino per connotare negativamente un'idea di pulizia "morale" (uso questo termine per brevità) e per legittimare qualcos'altro. A me sembra in modo del tutto inefficace, sia esteticamente sia come livello di senso. A me, ripeto.

CICCILLO ha detto...

dal tuo dialogo con napolino deduco che la schifezza sia stata quella di votare veltroni...

su baricco insisto, secondo me la media di blogger il linguaggio e il pensiero più complesso che ha letto sono stati i suoi libri.
e i risultati si vedono.
naturalmente non parlo di te, già i tuoi post sono più elaborati di qualsiasi libro del suddetto...

artemisia ha detto...

@Lophelia: Non è che io pensi che la metafora del calzino sia particolarmente bella.
A me sembra però che metta opportunamente in ridicolo l'atteggiamento moraleggiante di quelli secondo i quali la cosiddetta "pulizia" morale è tutto. Proprio il fatto che la metafora uomini contro calzini sia discutibile attenua l'effetto "legittimazione" di cui parli tu (e che pure non mi sembra neanche tanto riprovevole)... Diciamo che, comunque, la metafora è efficace, visto che stiamo ancora qui a parlarne...

accidenti a questi calzini

@Francesco: Votare Veltroni è stata, al contrario, l'unica azione razionale che ho fatto negli ultimi mesi.
Non conosco la media dei blogger, ma quelli che frequento li amo tutti, anche se citano i Baci Perugina...

E naturalmente neanch'io parlo di te.

:)

Claudia ha detto...

mai dire mai.... fino a che SI PUò dire altro!

vesuvio ha detto...

arte cn il suo blog mi rigira come un calzino....mi sembra che calzi bene!

artemisia ha detto...

@Gemelle: Che farei senza di voi? La qualità della vita mi peggiorerebbe in maniera drastica!

;)

zefirina ha detto...

sapete che vi dico ogni tanto fare la schifezza ...me piace....

e io pagoooooooooooooo (come diceva il grande Toto')

oh questo titolo è stato futurista, qui è na gran schifezza ho letto il toto ministri e bleah....

(oggi parlo come i bambini piccoli)

artemisia ha detto...

@Zefirina: Oddio non avrò mica gufato????

lapilli ha detto...

uff,
adesso mi hai fatto venir voglia di andare a tirar fuori Baricco dagli scatoloni.

artemisia ha detto...

@Lapilli: Ma pover'uomo, lo tenevi chiuso in uno scatolone?? O in più scatoloni, a pezzi...

O_O

...macabro ritrovamento...

;)

artemisia ha detto...

@Antonio!!

Tutte scuse, tu hai "spento" il blog per avere più tempo per fare schifezze... ma che hai capito???

Jos ha detto...

In questa situazione occorre considerare cosa scriveva Erich Maria Remarque a Marlene Dietrich (‘Dimmi che mi ami’ - Testimonianza di una passione):

“Amami, Puma, perché ho bisogno di tanto amore, amami, amami. C’era un periodo in cui Goethe chiudeva le sue lettere così: amami. Non: ti amo. Amami è molto di più…(…) Amami, sento che neppure per un istante possiamo tener fermo il mondo, che noi siamo in eterno scivolio, in eterna caduta, amami, amami, amata, lontana, dietro i monti, dietro gli orizzonti (…) amami, amami, amami, in questo immane silenzio nel quale un altro giorno va disfacendosi un giorno nel quale noi non eravamo insieme, irrecuperabilmente, e la nostra vita si è assotigliata (…) mi sono tolto di furia la giacca, strappato la camicia, così la mia pelle è qui e grida con me, amami, amami, in modo che tutto ciò che hai amato di me grida con me amami, amami, calda e compatta la mia pelle vuole luce, amami, amami, è sempre troppo poco e mai abbastanza, amami, amami, squarciami il petto, lasciaci fluire l’uno nell’altra, amami, amami ancora di più… dillo tu, che non puoi morire, tu che sei la mia vita, il mio pensiero più segreto, sprofondata in me nel groviglio delle generazioni, tu, mio campo di grano e mio respiro, tu estate, dillo in questa notte sconfinata, in questo crudele tacere delle cose che durano oltre noi (…) amami, voglio riattraversare il tempo, ignudo, tornare nel grembo, nel tuo grembo, nello scuro mistero del fluire del sangue, tornare dentro di te che mi hai partorito e mi hai gettato fuori di te, riprendimi, amami, amami”.

J

artemisia ha detto...

@Jos.
Grande ritorno.

(ci voleva una schifezza per farti tornare?)