sabato, maggio 17, 2008
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Io sono sempre stata come sono/ anche quando non ero come sono/ e non saprà nessuno come sono/ perchè non sono solo come sono. (Patrizia Valduga)

Come quei genitori che non possono capacitarsi che il loro bambino, tre anni prima, sia stato nulla, così non si può immaginare che non si siano sempre conosciute le persone che si amano.
Simone Weil, "L'ombra e la grazia"
Lagt inn av
artemisia
kl.
10:21 PM
21 commenti:
e infatti secondo mele personeche si amano si sono sempre conosciute, magari nei propri sogni.
foto stupenda!
@Henry: Sono assolutamente d'accordo. Io lo spiego col fatto che amare qualcuno vuol dire riconoscere di avere un'anima in comune. Non sto parlando di anime gemelle, ma proprio di pezzi d'anima in comune, quei pezzi che appaiono come simboli nei sogni di tutta la vita, prima, durante e dopo aver conosciuto le persone che si amano, in vari gradi, in vari modi.
@Lapilli: Anche a me piace molto. È anche un'immagine della mia infanzia, che ritorna.
vedo che è già stato detto tutto in questi primi commenti.
quello che si ama si è già conosciuto, e anche per quello lo si ama.
E a proposito della conoscenza... Stanotte ho sognato di conoscere te ed Henry in cima a un faro, situato in una spiaggia bellissima; io vi raggiungevo in Vespa ma dovevo rifare il viaggio tre volte perché ogni volta dimenticavo qualcosa. E indovina cosa c'era in cima al faro? Un caffé! (vedi post precedente... :)
baci!
Ady
che sogno interessante! Io e Artein cima aun faro...per vedere meglio nella notte nera...o per illuminare la strada ad altri...chissa'.
belloche tu ci abbia raggiunto nonostante le difficolta' (ma che ti eri dimenticato?)
il caffe' poi e' l'intimita', la calma, la leggerezza di cui forse tutti abbiamo bisogno....
comunque, a parte il faro, per il resto si potrebbe fare no?
un abbraccio a tutti...
@Lophelia: Non avevo dubbi che saresti stata d'accordo.
(Manda quelle fotoooooo!!!!!!!!!!!)
@Ady: Questo sogno è veramente un invito a nozze per qualsiasi analista,anche per uno della domenica come me (e oggi è domenica...)
;)
Dunque, saltiamo subito un'interpretazione strettamente freudiana altrimenti con quel faro chissà dove andremmo a finire, caro il mio Ady, e affidiamoci invece alla scuola junghiana... direi che tu hai posto me e Henry molto in alto nel tuo immaginario, siamo una fonte di luce e un modello che però tu raggiungi, seppure dopo diversi contrattempi (timore di non essere all'altezza?)
La convivialità di quel caffè, che poi è l'idea platonica del caffè, il caffè perfetto, dove si dialoga di poesia, è splendida.
Il caffè sul faro.
C'è Platone, c'è Virginia Woolf, c'è tutto.
Che meraviglia!
Io e Henry siamo molto onorati.
:)
come dice la szymborska in amore a prima vista: sono proprio sicuri quei due di non essersi mai sfiorati???
@Zefirina: Bellissima quella poesia...
Precisazione: io (che non sono tanto normale) quando parlo di amore intendo amore in tutte le sue forme e gradi, diciamo in tutta la sua fenomenologia.
Concezione che ribadisco sempre, e che è il senso di questo blog.
@henry: sì il sogno era bellissimo! Però era giorno, pieno, forse intorno alle dodici. Il sole era alto e luminoso, e io avevo dimenticato il portafogli, il cellulare e il costume da bagno(e qui aspetto l'interpretazione di Arte). E comunque, faro a parte, si potrebbe fare, sì :) un abbraccio!
@arte: ehm sì forse è meglio saltare l'interpretazione freudiana(questi riferimenti fallici... ah, che porcheria!). Comunque mi hai illuminato. E' vero: io ho un'altissima considerazione di te ed Henry. E ora che conosci anche i miei contrattempi, aspetto.... lumi(è proprio il caso di dirlo!). Un bacio e grazie ;)
@Ady: Se non esistessi dovrebbero inventarti, mi fai sempre ridere...
Portafogli, cellulare e costume da bagno... le cose più essenziali forse? Specialmente il costume da bagno, la foglia di fico che ti preserva dalla nudità assoluta di fronte a noi, hahahahahaha... che poi recuperi, per fortuna.
Questa tua considerazione nei nostri confronti mi commuove...che dire, grazie.
Pensa che io Henry e un altro amico una volta avevamo persino pensato di scrivere un racconto ambientato in un faro solitario!!
O_O
ady: sono davvero onorato...
un abbraccio commosso
henry
aspetto il racconto sul faro..cn un caldo caffe' da sorseggiare mentre vi leggo!
Arte, Henry... piciiii... :D non c'è di che commuoversi... non costringetemi a portare la marijuana sul faro, ché poi si perde tutta la poesia del posto e del momento
(ma anche no, forse)
:D
tanti abbracci
@Henry: Commuoviamoci tutti!
;)
@Roby: Bè, se facciamo come con Stravaganza ho paura che il caffè si raffredderà...
@Ady: Non ti costringeremo, ma se la porti non si butta via niente!
ady: portala portala...
e tu intanto porta la Vespa, va... il resto verrá... :)
a.
@Henry, Auro: Ora che ci siamo tutti su quel faro, si potrebbe fare il giochino di chi buttare giù... io butto la Vespa! (e Auro mi ammazza, e comincia il giallo...)
:D
arte macche' giallo! se da una torre cade una vespa e "qualcuno" ti ammazza...beh si sa gia' chi e' l'assassino!
@Henry: Eh, sembrerebbe facile... ma ricordati che è molto astuto, e con la sua logica sottile renderebbe impossibile provare alcunchè!
O, forse: se dalla torre cade la Vespa si butta anche lui per riacchiapparla??
:D
ora mi sono giocata i prossimi sei mesi di commenti
beh da me non commenta da anni...
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