La linea sottile
Engla, nove anni, stava tornando a casa dopo gli allenamenti di calcio. 5 km in bicicletta, su tranquille strade di campagna, nella tranquilla provincia svedese. Era la prima volta che rientrava da sola, e aveva promesso alla mamma di telefonarle ogni 10 minuti. Puntuale, arriva la prima chiamata, poi la seconda. Poi, il silenzio.
Dopo cinque giorni viene ritrovata prima la sua bici, poi il suo cadavere. Engla è stata violentata, e poi soffocata.
Un'anziana coppia si presenta alla polizia con l'ultima foto di Engla, scattata per caso, testando una macchina fotografica nuova, pochi attimi prima della sua sparizione. Pedala tranquilla, i capelli al vento.
Pochi giorni dopo, un uomo viene arrestato. Confessa di averla "conosciuta" in una chat room frequentata da bambini, dove si era spacciato per un dodicenne, di averla poi seguita e fermata. Poi lei "era morta". Ma lui non intendeva ucciderla.
Maria ha seguito la vicenda, ne parliamo, anche se non conosce i dettagli, nè cosa sia successo ad Engla nel bosco. Per la centesima volta, le faccio promettere che non deve mai seguire nessuno, nè sconosciuti nè conoscenti, da nessuna parte, senza che io lo sappia. Lei, per l'ennesima volta, promette sbuffando. Ma io so che è inutile, che la sicurezza totale è impossibile.
L'apparente tranquillità di quella foto mi mostra la linea sottile tra quotidiano e incubo che Engla sta oltrepassando senza saperlo. E il mio pensiero torna ai suoi ultimi attimi, alla pena di sua madre, a quel cellulare che non ha più suonato.

18 commenti:
che angoscia. Non ho parole, è terribile. Non ho parole ma un'istinto di rabbia omicida, non sarà nobile però lo ammetto.
Sono più che daccordo con IKO, ci sono crimini che, se ci penso, sento ogni cellula del mio corpo ribellarsi, rifiutarne anche solo l'idea!
Di fronte a queste cose credo si perda il concetto stesso di 'umanità' o, per meglio, dire, se ne coglie uno spiraglio orribile.
ti capisco Arte. Se avessi un figlio sarei terrorizzata.
Forse è anche per questo che non mi sento di mettere al mondo un figlio.
Mi occupo di sicurezza, ho letto e visto troppe cose. Che bella quell'immagine di Engla.
@Iko: Io credo che se capitasse qualcosa del genere a mia figlia io sarei in grado di uccidere.
Ed è una cosa che mi spaventa tantissimo, questa.
@Frank: Concordo molto soprattutto sull'ultima cosa che hai detto... siamo entrambe le cose...
@Lapilli: Un figlio è una scommessa. La si fa (o almeno, si dovrebbe) per amore. Esiste sempre un rischio, tu lo sai, ma ne vale la pena.
Io credo, non lo so, ma credo, che se chiedessero alla madre di Engla lei risponderebbe che ne è valsa la pena.
ne sono certa anch'io.
Ma ci sono casi in cui è più onesto rinunciare per varie ragioni: a) paura, b) non ci sente all'altezza ecc...
c) egoismo ecc...
Dite che non li volete e basta, paura, inadeguatezza e tutto il resto sono scuse.
Non ci credo a quelle ragioni, scusami Lapilli.
Che poi non sia facile essere genitori è un altro discorso. E non so cosa farei mi trovassi in quelle disgraziate circostanze. E non voglio intravedere nessuno spiraglio.
Ognuno ha i suoi motivi, spesso più d'uno, per non desiderare figli, e io li rispetto tutti.
Non è un obbligo fare figli, nè è "meglio" chi fa figli rispetto a chi sceglie di non farli.
Penso che sia una scelta, e come tale debba essere riconosciuta da chi la fa, con chiarezza. Non credo che non si facciano figli per paura, o perchè poi non si saprebbe come educarli, o perchè poi diventano teppisti, ecc ecc. Credo che i figli si facciano per un desiderio di farli, e viceversa non si facciano (o non si adottino)perchè non se ne ha il desiderio.
Non lo chiamerei egoismo. E non lo chiamerei paura. La chiamerei scelta consapevole.
scusate, mi sono resa conto di aver spostato l'attenzione su "altro". Non era mia intenzione.
@mucca: non sono per niente scuse. Comunque sei libera di non crederci.
Sì, una scelta consapevole basata anche su considerazioni di tipo razionale. Tra queste c'è anche il livello di consapevolezza riguardo al mondo attuale che non ha più niente da offrire a un bimbo: nemmeno la natura.
Io sono per la scelta consapevole di fare o non fare figli. Non ci sono i migliori o i peggiori, c'è chi vuole e non può, per mille ragioni, chi può e sceglie di non volerne. Io non credo che non si facciano figli per paura, perché la considero una non scelta.
Certo, libero di non crederci, lapilli, mica ce l'ho con te. Però quale è il ruolo di una persona che vive in un mondo che non può avere un futuro? allo stesso modo il ragionamento mi porta banalmente a pensare a tutti quei figli nati prima che finisse la guerra, cosa offriva loro il mondo?
Prima di tutto, vorrei dire che questa discussione è interessantissima. I commenti "deraglianti" sono sempre i benvenuti su Pioggia Blu. L'importante non è non uscire fuori tema, ma dialogare. Per questo, grazie Lapilli.
Anch'io, come Mucca, leggendoti ho pensato: ma cosa poteva offrire il mondo ad un bambino cinquecento, cento anni fa? Un'aspettativa di vita brevissima, malattie, guerre, fame, un futuro incertissimo, geloni, una vita di stenti? Eppure nessuno si poneva il problema del fare o non fare figli. Non erano consapevoli? Adesso lo siamo, nel bene e nel male. Ma non abbiamo perso qualcosa di importante in questo processo di consapevolezza?
E: la paura è una considerazione di tipo razionale?
E: qual è l'unica, possibile speranza per questo mondo se non i figli?
PS: Mucca è un toro, anche zodiacalmente parlando.
:)
Davvero inquietante...Tristissimo...
Poi devo dire che come l'hai scritto mi ha fatto venire un buco allo stomaco, davvero...
Per quanto riguarda la discussione di "secondo grado" sulla questione figli, vedo che c'e' sempre qualcuno che sta li' a sindacare su quale futuro uno possa avere NON facendo figli...
Giusta la tua risposta Arte sulla scelta consapevole...
Come uno consapevolmente sceglie di mettere al mondo qualcuno, cosi' un altro consapevolmente sceglie di non fare figli, in maniera molto naturale e senza nessuna richiesta di considerazione eclatante..Non e' detto che perche' il 90% della gente li faccia, quello sia il "giusto" percorso...
C'e' chi sente questo bisogno e chi semplicemente non si pone proprio il problema: sara' una minoranza, ma esiste:-)...
Il Toro e' un bel segno, testardo:-) Pero' via, Mucca, non si puo' dire che uno puo' stare a contestualizzare il suo futuro solo in rapporto ai figli...Mah...
Penso, allora qui ci vuole, che chi vede il suo futuro solo attraverso un contributo "fisico" (un figlio), beh, abbia vedute strette, IMHO:-)
Il contributo per un futuro migliore arriva da vari fronti, e non semplicemente facendo figli, su questo spero ci si possa accordare, no?....Insomma, una visione Zen del futuro....
Ultima considerazione: ma perche' io, che non sento il bisogno di procreare, devo sempre imbattermi in qualcuno che perora la sua casa pro figli in stile Testimone di Geova,(non riferito a te Mucca) mentre io proprio non mi sognerei mai di star li' a sindacare su una scelta del genere di un'altra persona?...Ditemi un po'...
E' la maledizione della minoranza:-) Ma noi, stoici, sopporteremo anche questo:-P Ahahahaha
I tuoi post, e chi legge in questo caso, scatenano sempre interessantissime discussioni Arte, eh?:-D
Che la Prole Sia Con Noi!
SI
cara arte la puara è sempre in agguato per i pericoli che incombono sui bambini e sui ragazzi, glielo dici in tutte le maniere ma loro, come noi ai nostri tempi, si sentono invincibili al riparo da qualsiasi bruttura, ogni tanto mi si ghiaccia il cuore: oggi h fatto lo stesso percorso che fa Andrea in motorino, lui era uscito prima e ho visto un motorino a terra e un ragazzo steso con le adidas ai piedi, le stesse che lui porta abitualmente, finchè non l'ho guardato in faccia ho sentito come se qualcuno mi strizzasse il cuore, (questo per farti un esempio), adesso poi ho paura pure per Lorenzo.
E poi non so se capita anche a te non sai mai come spiegargli certe cose senza terrorizzarli.
Per quanto riguarda l'annosa e ciclica questione se mettere o no al mondo figli, secondo me ognugno è libero di fare quello che si sente, io ammetto di av er messo al mondo figli un po' incosciamente, ma va bene così che altrimenti non l'avrei mai fatto
@Si
Sicuramente non sono stato chiaro, ma io non metto in rapporto nessuno col suo futuro in base al fatto di avere/fare figli o meno. Non l'ho detto. Dico solo che noi siamo artefici del nostro futuro. E se non lo facciamo per i propri figli, costruiamo comunque il futuro ai figli degli altri: nessuno è un isola. E il pensiero qui si allarga...
IMHO :-)
@Silvia: Tranquilla, qui nessuno ti spinge a moltiplicarti (ipotesi inquietante, hahahahaha!)
Sel fatto che fare o non fare figli sia una scelta credo che siamo tutti d'accordo, come siamo tutti d'accordo sul fatto che nessuno è "meglio" perchè fa figli, o perchè non li fa.
Il discorso credo fosse un altro, almeno da parte mia. Io mettevo in discussione l'accoppiata "paura del futuro" = "non faccio figli", il non fare figli per timore delle conseguenze. La mettevo in discussione non come critica personale a chi la fa, ma come discorso etico generale. Che poi è anche la posizione di Mucca, mi pare.
E mi chiedevo da cosa venga tutta questa paura in un mondo che non è tutto sommato "peggiore" di quello che era cinquant'anni fa.
E qui il pensiero si allarga ulteriormente, il deragliamento è completo e ci manca solo Francesco...
:D
@Zefirina: Bellissimo quel tuo aver messo al mondo i figli "inconsciamente"!
:D
Benedetta incoscienza! Siamo fortunati ad averti su questa terra... pensa ad un mondo senza Lorenzo...
@Mucca: Ma che cavolo vuol dire IMHO???
Io oggi non capisco niente.
signora mia (uso un tono da discorso fila della posta) 50 anni fa c'erano pericoli diversi: la fame, la miseria, la guerra e forse c'erano lo stesso questo tipo di violenza ma non tutte venivano riportate dalla cronaca, io credo che ogni genitore, zio/a, nonna/o, fratello/sorella, etc. etc. abbia avuto e abbia paura per i suoi cari, penso sia naturale, anche gli animali proteggono i loro cuccioli.
Oggi le paure sono amplificate anche per via dei "mezzi" di comunicazione e di conoscenza, mi spiego meglio noi due estranee siamo si diventate "amiche" o ci riconosciamo in molte delle nostre parole e del nostro modo di "sentire" anche se viviamo così lontane, un giorno o l'altro riusciremo a conoscerci, abbiamo instaurato un rapporto; nessuna delle due (nel nostro caso) ha intenzioni malefiche verso l'altra ma se una delle due non fosse sana di mente, chi ci assicura che un eventual e incontro vada a buon fine???
paura ehehehehehe?????
urca,
qui il discorso si fa complicato...
passo quando ho più tempo per scrivere qualcosa di (quasi) sensato.
@Zefirina: (ancora in coda alla posta, ma che fanno, stanno ancora in pausa pranzo, è una vergogna)
Eh, signora, non si può mai sapere nella vita, uno si fida della gente e poi...poi con questo internet, io mica mi fido...
:D
@Lapilli: Insomma, non esageriamo, se tutti quelli che scrivono qui dovessero scrivere solo cose sensate (a partire dai post) chiuderei il blog...
;)
;-)
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