Novembre, sera
Imbrunano le cime dei cipressi
ferme nell'aria fina.
Sull'orlo dell'ennesimo novembre
torno a cercarti come da bambina
calpestando garofani recisi.
Riconosco la strada.
E nel fioco chiarore della sera
riflette forse il tuo vestito bianco
lume di stella.
Canti piano.
Infili come perle le tue ore
vuote di sonno
coi fili del ricordo,
le intrecci in lunghe, esili corone,
lo sguardo mite e fisso.
E fisso è il tu sorriso
che non vede.
Ogni volta
m'è sembrata più breve la salita
e tu ogni volta
più bella e sola.
Ogni volta è più netto il tuo profilo
e il mio ricordo.
Ma tu lenta intrecciando
di me che vivo hai perso ogni memoria.
(1989)
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