martedì, settembre 20, 2005

Bollicine

Uno dei primi ricordi della mia infanzia è il nonno, in piedi tra la finestra e il tavolo di cucina, che agita tra le mani la bottiglia dell'acqua con la chiusura a cerniera, rovesciata. Il rito dell'Idrolitina (detta "la frizzina") era quotidiano, sempre emozionante, e solo lui ne era il legittimo sacerdote. Dopo l'epoca della frizzina arrivò, anche grazie all'apertura del supermercato di Via Milanesi, il periodo dell'acqua minerale "Leona", in bottiglie da due litri. Mi ricordo benissimo l'etichetta, studiata in lunghe ore passate a tavola a cercare di mandar giù qualcosa(non avevo mai fame). Forse da lì è nata la passione per l'acqua gassata. Mi ricordo notti insonni di calura fiorentina, quando nella bottiglia "di frigorifero" c'era sollievo e frescura. Un'acqua naturale sarebbe stata un pallativo. Poi arrivò l'epoca - tuttora vigente - della demonizzazione dell'acqua gassata, seconda solo all'era fascista in quanto a potere dittatoriale. L'acqua gassata fa male, gonfia, fa venire il mal di stomaco, e chi più ne ha più ne metta. Conosco persone rispettabilissime che contribuiscono a questa diceria dell'untore in tutto candore. Molta gente è assolutamente convinta che ci sia un nesso tra l'ipertensione e l'anidride carbonica presente nell'acqua, probabilmente per una sorta di osmosi gassosa che dalla mucosa del ventricolo passerebbe nel sangue e ci trasformerebbe in gigantesche bombole pronte ad esplodere...Ordinare un'acqua gassata al bar è quasi come fare una proposta oscena al barista. Al supermercato la mettono sempre un po'nascosta, bisogna proprio cercarla. Una delle prime parole che mia figlia (che deve aver ereditato la mia passione col patrimonio genetico) ha detto in italiano è stata "acqua gassata". Musica al mio cuore di madre! In Norvegia l'acqua gassata è deludente. Ce n'è solo un tipo, molto gassata e purtroppo salatissima, e dal residuo fisso al limite della colica renale. Sembra di bere roccia. Per fortuna si trova (a peso d'oro) la San Pellegrino. A queste latitudini, quasi meglio di un Barolo.

2 commenti:

Hari Seldon ha detto...

Povera piccola! Come ti capisco! In effetti, la demonizzazione del gas è incomprensibile. La proibiscono anche nelle diete, mentre invece penso, da profano, che se ti senti più sazio hai meno da mangiare. Il mio medico dietista disse che era del tutto indifferente gassata o naturale ai fini calorici: e vorrei vedere! Sulla scarsa reperibilità della sparkling sono proprio d'accordo. Alla mia Esselunga hanno la loro marca, la Dolomite, gassatissima, ma ve ne deve essere incetta, perché non sempre si trova. Quando la trovo ne prendo 3 o 4 confezioni (il consumo di un mese, quasi) e mi sembra di essere un borsaro nero. Ricordo che in un viaggio in camper in Grecia me ne portai parecchie confezioni, facendo ridere tutti quelli che avevano occasione di affacciarsi all'interno.
La Norvegia come la descrivi si sta rivelando un po' difficile da vivere. A Londra si trova normalmente ma anche lì la trattano come e più di una bottiglia di vino, per non parlare della birra.
E' uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare: in alto i calici delle bollicine d'acqua e brindiamo a quell'insano piacere che ti avvolge quando l'anidride carbonica toglie ogni sensibilità alla lingua e, quasi, ti dimezza il respiro! Brindiamo!

artemisia ha detto...

Skål! (=salute, in norvegese)