sabato, novembre 12, 2005

Ed eccoci ad una delle più amene tradizioni norvegesi: lo julebord. Questo tormentone si ripete ogni anno nel periodo che precede il Natale, dall'inizio di Novembre in poi. Letteralmente significa "tavola di Natale", ma in effetti ha ben poco di natalizio. È quello che rimane dell'antica usanza vichinga dello "jol", festa pagana che avveniva nel periodo più buio dell'anno, quello che appunto ai giorni nostri corrisponde al Natale cristiano. Nello "jol" si cercava di sconfiggere il potere delle tenebre riunendosi in grandi conviti ed offrendo libagioni agli dei per ottenerne il favore e la protezione. Naturalmente la cosa degenerava in grandi mangiate e bevute, che duravano giorni e giorni in un periodo dell'anno dove comunque non c'era granchè d'altro da fare.
L'usanza è sopravvissuta in forma moderna. Tutti in Norvegia hanno il loro julebord: qualsiasi istituzione o datore di lavoro, qualsiasi organizzazione o gruppo ne ha uno. Siccome in genere un individuo fa parte di diversi gruppi sociali, è ad esempio insegnante e membro di un'associazione, ed ha spesso un partner che a sua volta ha la sua sfera di contatti, durante questo periodo dell'anno quasi nessuno se la scampa con meno di due o tre julebord. Io per mia fortuna me la cavo con tre, il primo dei quali ieri sera (da qui il mio mal di testa). La foto mi mostra prima di uscire, in versione "ripicchiata", o "rimpicchiettata", come probabilmente direbbe Riccardo. Allo julebord la birra scorre a fiumi. Bisogna anche calcolare almeno un chilo di sovrappeso per ogni julebord a cui si partecipa, oltre al rischio colesterolo.
Rifiutarsi di partecipare allo julebord è socialmente stigmatizzante e potenzialmente sovversivo. Lo julebord ha una funzione sociale ben precisa in questa società così totalmente democratica ed egalitaria: quando tutti hanno bevuto abbastanza, le gerarchie sociali che pure esistono vengono cancellate. Improvvisamente hai confidato le pene della tua vita al tuo direttore. Hai dichiarato il tuo amore al collega. Hai avuto il coraggio di dire a quella certa persona che è un cretino. La figuraccia è collettiva, e dura solo una sera. Il giorno dopo nessuno ricorda quasi nulla, ma tutti rammentano vagamente confessioni e discussioni, e tutti sanno benissimo di non essersi comportati diversamente dagli altri. Il tutto ha una funzione liberatoria e di coesione sociale.
Basta non esagerare...


P.S. Per Riccardo: questo è il cugino Itt
http://www.k12.nf.ca/roncallips/familyliving/addams%20fam/cousin_itt.htm

6 commenti:

Hari Seldon ha detto...

Vabbè... Uno comincia a bere prima di uscire (bottiglia di birra vuota sulla vetrina), lascia i piumini per spolverare sul pavimento, si veste in ritardo come per halloween, e poi parla di coesione sociale ...
A proposito, io direi "rileccata" ...
E per il prossimo Julebord come ti prepari?

artemisia ha detto...

La bottiglia di birra vuota non l'ho bevuta io. quello sul pavimento non è un piumino ma un giocattolo di mia figlia. Il vestito però, lo ammetto, sarebbe da Morticia Addams e palesemente da Halloween. Come hai fatto a indovinare?
Per il prossimo julebord pensavo di vestirmi da Uncle Itt.

Hari Seldon ha detto...

Zio Itt? Mi sfugge proprio

artemisia ha detto...

Se non conosci la famiglia Addams ti sei perso Uncle Itt.

artemisia ha detto...

Non era Uncle Itt, ma Cousin Itt! Per questo non capivi chi era...

Hari Seldon ha detto...

In effetti non sono tanto esperto della Famiglia Adams e "tuo" cugino mi sfugge ;)