martedì, ottobre 16, 2007

1929

(1929)

Home is where one starts from. As we grow older
the world becomes stranger, the pattern more complicated
of dead and living. Not the intense moment
isolated, with no before and after,
but a lifetime burning in every moment
and not the lifetime of one man only
but of old stones that cannot be deciphered.

La casa è il punto da cui si parte. Man mano che invecchiamo
il mondo diventa più strano, la trama più complicata
di morti e di vivi. Non il momento intenso
isolato, senza nè prima nè poi,
ma tutta una vita che brucia in ogni momento
e non la vita di un uomo soltanto
ma di vecchie pietre che non si possono decifrare.

(T.S. Eliot, The four Quartets)

20 commenti:

CICCILLO ha detto...

The dove descending breaks the air
With flame of incandescent terror
Of which the tongues declare
The one discharge from sin and error.

The only hope, or else despair
Lies in the choice of pyre or pyre
To be redeemed from fire by fire.

Who then devised the torment? Love.

Love is the unfamiliar Name
Behind the hands that wove
The intolerable shirt of flame
Which human pow'r cannot remove.

We only live, only suspire
Consumed by either fire or fire

Anonimo ha detto...

sai che questi versi mi sono sempre piaciuti tanto cinzia? da quando ero un' adolescente alle prese con la poesia. ad oggi ci torno spesso, ora che mi sembra che la vita sia tutto un eterno cominciare e ricominciare..
down the passage which we did not take towards the door we never opened into the rose garden.
credi davvero che presente e passato siano forse presenti nel futuro, e che il futuro sia racchiuso nel passato? angela

zefirina ha detto...

è proprio vero la casa è il punto da cui si parte, per me è anche quello al quale si ritorna, per me casa è quella della mia adolescenza nel quartiere prati, dove è nata anche Valentina e dove è andata a vivere lei con la sua nuova famiglia, casa è Baschi dove ho passato molte estati felici, casa piano piano sta diventando quella attuale, ma lo è più per i miei figli che per me, si dice anche che casa è dove è il cuore e il mio è sparso in giro .....
non mi dire che la giovane donna sulla foto è un'altra delle tue antenate
è bellissima

Anonimo ha detto...

il passato non solo e' nel futuro ma ne e' la causa principale.
siamo cio' che siamo stati, nel bene e nel male.
pero'...pero' una volta che l'abbiamo capito che e' cosi' possiamo provare a cambiare il futuro.

o no?

artemisia ha detto...

@Francesco: "What we call the beginning is often the end
and to make and end is to make a beginning"...

@Angela: Anch'io amo Eliot, da sempre.
Io credo che passato, presente e futuro non esistano al di fuori di noi. Credo che tutto sia un insieme di presenti, il flusso eterno dell'esistenza. Credo che lo scopo della vita sia acquistare coscienza di questo eterno presente(a lifetime burning in every moment, divenire noi stessi misura del tempo e, infine, uscirne.
Questa per me è una prospettiva molto consolante.

@Zefirina: quella è la mia nonna materna a 25 anni, una delle donne più belle della mia famiglia. Bella e sfortunata.

@Henry: non possiamo cambiare il futuro, possiamo cambiare noi stessi, e quindi forse il modo in cui affrontare quello che ci succederà.

MARGY ha detto...

..bellissima!
..come anche la foto...

ciao ;)

Margy

Anonimo ha detto...

ma le vecchie pietre che non si possono decifrare, visto il contesto, sarebbero le lapidi?

artemisia ha detto...

@Margy: Grazie e benvenuta.

@Antonio: Potrebbero essere lapidi, intese come esistenze passate, memoria collettiva, tavole della legge che non ci dicono più niente, lingue perdute, memoria storica, radici...
:)

Jos ha detto...

Buttata al vento la giovinezza,
usurate tutte queste parole.


Quando questa mia casa resterà
vuota, quando partirò, e sarà
già troppo tardi per ogni rimpianto,
quando l'enormità del tuo groviglio
mi giacerà dinnanzi, paurosa,
non scordarti che disperatamente
t'ho cercata, e buttando al vento
la giovinezza, queste mie parole.

Jos ha detto...

Chinati, Ti devo sussarrare all’orecchio qualcosa:
per tutto io sono grato, per un osso
di pollo come per lo stridìo delle forbici che già un vuoto
ritagliano per me, perché questo vuoto è Tuo.
Non importa se è nero. E non importa
se in esso non c’è mano, e non c’è viso, né il suo ovale.
La cosa quanto più è visibile, tanto più è certo
che sulla terra è esistita una volta,
e quindi tanto più essa è dovunque.
Sei stato il primo a cui è accaduto è vero?
E può tenersi a un chiodo solamente
ciò che dividi in due, e ne resta ancora.
Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come
può soltanto sognare un frantume! Una dracma
d’oro è rimasta sopra la mia rètina.
Basta per tutta la lunghezza della tenebra

Josif Brodskij (l'originale)

Jos ha detto...

Irraggiungibile, meravigliosa
nella tua solitaria cecità,
leghi col filo che da te dipana
ciò che è nostro, ciò che non è nostro,
il già, il non ancora, il silenzio
che non vuole e quello che non può
dire di sé nient'altro se non l'eco
ininterrotta di un'appartenenza
a ciò che non è nostro, che è nostro.


Irraggiungibile, meravigliosa
nella tua solitaria cecità,
sul tuo fondo di tenebre s'incagliano
gli scandagli lanciati da chi cerca
un segno che lo scampi dalla secca.


Irraggiungibile, meravigliosa
nella tua solitaria cecità.

Jos ha detto...

Sole e luna luna e sole sole luna
dietro ogni parola arte figurativa
che con minimi schizzi esprime personali
realtà verità dietro ogni parola
sempre e senza posa è la forza che spinge
così hai salutato e scavi sotto questo
riflesso troppa luce abbaglia sole luna
e cosa cerchi sotto scavando in te stesso
la faccia così linda ma sotto dietro cosa
l'apparenza del mondo troppa luce abbaglia
dietro sole e luna sotto luna e sole
trovare in un sogno la superficie vera
la chiave della vita la trama che s'intreccia
è la forza che spinge e scavi scavi scavi
proprio dentro lo specchio sempre e senza posa


In fondo, il poeta s'allontana
dalla comunità detta normale
- questa normalità pret-a-porter! -
senza mutare angolo, ma lungo
la stessa direzione. La devianza
sta nell'andare col verso opposto.
E non sentir bisogno di voltarsi
per la paura di restar di sale...


Non a noi, Signore, non a noi
lo sforzo, anche solo per un apice.
Non a noi quest'arte di farfalle
trafitte dagli spilli dei necrofili.
Lasciaci la parola che fotografa
la dolorosa bellezza del mondo,
raccolta dalle nuvole in fuga
in una sera lucida di pioggia.


Guardaci, pieni soltanto di nulla,
mentre solchiamo miopi le acque
e costruiamo un mondo di specchi
levigati, che possano dipingerci
l'amata apparenza di noi stessi,
contorta dall'orrore della morte.


“Quello che conta è la qualità
dell'affetto”. Purtroppo, un affetto
e tutto quanto può donare l'uomo
passa, come un soffio che appena
increspa questo lago sconosciuto.
Tu solo mi sapevi già nel primo
aminoacido caldo di sole
e fulmini, sul mare di un mondo
ancora silenzioso.

Jos ha detto...

Ah, dimenticavo.

Non preoccupatevi, non sono infettivo

J

artemisia ha detto...

@Jos: che dire...

Infatti i neoplasmi dell'anima non sono contagiosi.

Grazie.

Gianfranco ha detto...

"Non il momento intenso
isolato, senza nè prima nè poi"

Io credo che la vita sia fatta e vada vissuta soltanto per i momenti intensi e isolati senza ne prima ne poi...

La lunghezza effettiva della vita di un uomo si misura con i giorni diversi che ognuno di noi riuscirà a vivere...
Quelli uguali nn contano nulla...

Qualcuno scrisse...

G.

ps: cosa sono i ricordi se nn momenti intensi e isolati senza ne prima ne poi?
ps2: grazie per la traduzione (f)

zefirina ha detto...

ah la famosa nonna di cui hai raccontato, è vero molto molto bella e ha un'aria fiera

artemisia ha detto...

@Gianfranco: "Tutta una vita che brucia in ogni momento", questi sono per me i ricordi, e gli attimi presenti, e quelli futuri.

@Zefirina: è proprio lei.

Gianfranco ha detto...

@Artemisia. nn so...forse leggendo il libro mi farei un opinione diversa, ma presa così a me quella frase fa pensare più al bilancio di quel si è fatto, al come abbiamo vissuto, all'analisi delle cose che nn abbiamo compreso...
piuttosto che ai ricordi in sè.
Per me i ricordi sono fotogrammi tagliati di un film che è la mia vita. Di questo film posso ricordare la trama (tutta una vita che brucia in ogni momento
e non la vita di un uomo soltanto
ma di vecchie pietre che non si possono decifrare.)ma nn i singoli fotogrammi. Dei fotogrammi che ho "tagliato" nn ricordo ne quelli che li precedevano ne quelli che li seguivano e mi rimarrano come momenti intensi e isolati, senza nè prima nè poi"

G.

ps: ma guarda te su cosa deve riflettere un misero diplomato in informatica che per sbarcare il lunario si è inventato il mestiere di antiquario...

^__^

artemisia ha detto...

@Gianfranco: secondo me, è la parola bilancio che è fuorviante.
Io credo che qu Eliot parli del flusso dell'esistenza, che si fa più intenso man mano che se ne percepisce l'eterno mutamento, e la progressiva perdita di importanza del Sè.

Naturalmente, questa è solo la mia interpretazione.

PS: Bè, insomma, puoi anche non riflettere e limitarti a venderle, le vecchie pietre, scegli tu...

;)

Anonimo ha detto...

"Progressiva perdita di importanza del Sè"... Ecco il segreto per conoscere l'altro... E goderselo.