domenica, ottobre 21, 2007

Arte contemporanea

Cosa c'è di meglio, in una piovosa domenica d'autunno, di una bella mostra d'arte contemporanea? Ma che ci sarà in quella strana cassaforte??

Secondo me non sarebbe difficile fare qualcosa del genere insieme a Maria... manca solo la fantasia.

39 commenti:

rosso fragola ha detto...

sono sicura che insieme a Maria faresti anche di meglio, non ho dubbi :-))

il tuo blog è sempre bellissimo, sia per le foto che per gli spunti; a presto!

Gianfranco ha detto...

Cosa c'è di meglio, in una piovosa domenica d'autunno, di una bella mostra d'arte contemporanea?

C'è una bellissima (anche se freddissima) giornata autunnale nella mia casetta tra i monti.
Con tanto sole e pure la prima neve che copriva le cime circostanti...
Peccato che il sottoscritto fosse occupato a fare il facchino...

G.

lophelia ha detto...

le migliori mostre d'arte contemporanea fanno tornare tutti bambini! non càpita di frequente di provare un certo tipo di stupore.

artemisia ha detto...

@Rossofragola: Senti chi parla, l'artista del gusto...

;)

@Gianfranco: Bè, magari da qui quella casetta è un po' lontanina per venirci la domenica, ma se mi paghi la benzina ti aiuto a portare i pesi...

@Lophelia: Sì, ci siamo proprio divertite!

Anonimo ha detto...

io sono una pivella bifolca della provincia(vero francè?), ma l' arte contemporanea la capisco poco. ho visto solo picasso a milano, ma lui è un pò sui generis. la domenica vorrei fare sempre cento cose, poi mi riduco ad essere primitivo. dormo, mangio con calma, cucino persino. mi faccio un disastroso caffè e penso che il tempo vuoto è delizioso. poi inizia a suonarmi il cellulare..angela

vesuvio ha detto...

maria e' sempre fantastica di quella fantasia che hanno tutti i bambini e che l'arte contemporanea porta cn se!

Anonimo ha detto...

mi piace molto il commento di lophelia e mi trova molto d'accordo.

certo che e' bello passare la domenica alle mostre...pero' (e ora so che mi odierai arte) vuoi mettere una domenica pomeriggio passata a sgranocchiare cioccolata amidei e bere barolo chinato con amici venuti da tutto il mondo?

tu eri anche li! (ma hai il dono dell'ubiquita'??)

zefirina ha detto...

non vedo l'ora che Andrea junior guarisca che a roma c'è gaugin, la pop art, e rotho ... avoglia a domeniche piovose...

guardare qualcosa che sia una mostra, un film un libro attraverso gli occhi dei bambini è tutta un'altra cosa, lo stupore genuino, l'incanto che vedi nei loro occhi è cos' spettacolare

artemisia ha detto...

@Angela: Noto un'insistenza particolare su un certo interlocutore... ma insomma, così fan tutte!

;)

@Roberta: curiosa più che altro!

@Henry: Sì, sono Dio (sai, date le frequentazioni).

Mi chiedevo chi per primo avrebbe menzionato il vostro incontro di ieri, chi sarebbe stato il duro di cuore, l'insensibile... avrei detto Rodo, invece TU!!

Anche la cioccolata!!!! Invidiaaa!!

@Zefirina: Auguri di buona guarigione ad Andrea, allora.

CICCILLO ha detto...

Angela: io ho detto solo pivella della rete, o meglio delle tematiche riguardanti diritti d'immagine o d'autore e delle leggi ormai obsolete che le regolano.
bifolche, se ben ricordi, erano solo quelle del liceo musicale e tu non lo fosti.

quanto alle mostre alla domenica pomeriggio, a me l'anno scorso è capitato con klee, ma per lui faccio un'eccezione.
ma da bambino mi rompevo le palle, sia che fosse domenica che no.
meno a quelle di contemporanea che sono divertenti e a volte diventano un gioco.
ricordo una Triennale di mille anni fa in cui c'era una stanza piena di palloni di tutte le dimensioni e tutti i colori, era un'opera d'arte ma ci si poteva saltare sopra o giocarci a calcio.
poi mi piaceva Christo quando ha steso quel telone enorme arancione che occupava tutto un canyon in america e andavo sempre a vedere il video di quando l'hanno calato giù dalle corde.

oggi mi sento proprio un blogger comme il faut, con questo commento.

p.s. a quelli del guado, mi potete per favore levare dalla lista delle barzellette e favolette e relative risposte?
io peraltro quella che mi lava i calzini me la devono ancora presentare...
grazie e scusate ancora.

Anonimo ha detto...

@Arte&Henry: sto tenendo a bada la sindrome del day after solo pensando a quelle prelibatezze...
Comunque ho mangiato a strafonno, mi faccio schifo da solo!

Anonimo ha detto...

io so lavare i calzini! o meglio. so cambiare colore a tutta la biancheria.la mia specialità è farli diventare rossicci o azzurrini.datemi il vostro armadio e ve lo renderò una schifezza in poco tempo. francesco, ma io scherzavo ovviamente. dovrai darmi lezioni di diritto contemporaneo e solfeggio. io sono rimasta indietro tutta.
la cioccolata, il mio peccato capitale... angela.

artemisia ha detto...

@Francesco, Angela: SPOSATEVI ALFINE, E NON SE NE PARLI PIÙ!!!
Ti lava anche i calzini Francesco, che vuoi di più. Diventano rosa e azzurri e di tutte le note del pentagramma!!

@Antonio: "A strafonno" non l'avevo mai sentito, che è, romano o lucano? O perugino?

Anonimo ha detto...

forse romano, non so... lo sto usando spesso da quando sono lievitato di 5 chili in un mese circa...

Anonimo ha detto...

Ammappete Antonio! Secondo me quei 5 chili in più dipendono dal fatto che hai smesso di fumare...
...
Arte dai...in fin dei conti quel cioccolato non era poi così buono come ti fanno credere..c'era solo del semplicissimo Porcelain, dei minuscoli cioccolatini 30-50-75-80%, delle praline ripiene, cioccolata bianca al pistacchio..insomma, cosette così...e poi, quel barolo chinato sapeva troppo di chiodi di garofano..bleah! ;)
Un bacio..

Ah, onde evitare d'aggiarmi a Sila: le domeniche piovose e fredde, trascorse a rifarsi gli occhi davanti alle belle cose che l'intelligenza e l'arte umana sa produrre, sono fra le cose che più apprezzo. Riescono a riempire quel senso di vuoto e d'apatia che il cambiare delle stagioni t'instilla nelle vene...

Myrea ha detto...

Ne vorrei una anch'io!! L'ultima che hanno fatto nella mia città era piccolissima e sull'arte di strada. Purtroppo Catania deve fare di più sotto il profilo di mostre ed eventi artistici.

CICCILLO ha detto...

Hope there's someone
Who'll take care of me
When I die, will I go

Hope there's someone
Who'll set my heart free
Nice to hold when I'm tired

There's a ghost on the horizon
When I go to bed
How can I fall asleep at night
How will I rest my head

Oh I'm scared of the middle place
Between light and nowhere
I don't want to be the one
Left in there, left in there

There's a man on the horizon
Wish that I'd go to bed
If I fall to his feet tonight
Will allow rest my head

So here's hoping I will not drown
Or paralyze in light
And godsend I don't want to go
To the seal's watershed

Hope there's someone
Who'll take care of me
When I die, Will I go

Hope there's someone
Who'll set my heart free
Nice to hold when I'm tired

(canzone di Antony)

Adynaton86 ha detto...

Io appoggio l'ipotesi di Henry: cioccolata e vino rosso, e tante chiacchiere! Non è per cattiveria, ma io di arte contemporanea capisco proprio poco... a volte, anzi, mi irrita vedere cose tipo: "Merda d'autore", con un tozzo in un barattolo ed etichettato come opera d'arte, e il fortunato cagone pagato profumatamente. Ho detto profumatamente?
Un abbraccio
Ady

artemisia ha detto...

@Principe: Siete un genio del male. Vi perdono solo perchè siete anche un genio letterario.

@Miss Pip: Catania mi incuriosisce: alcuni mi dicono che è bellissima, altri che è bruttissima.
Qual è la verità?
Non ti resta che invitarmi per un sopralluogo...

;)

@Francesco:
There's a ghost on the horizon
When I go to bed
How can I fall asleep at night
How will I rest my head

Come li conosco quei fantasmi...

@Ady!!!
Ma che mostre frequenti??

Anonimo ha detto...

no, povero francesco, sto guaio accussì grosso deve passare senza colpa.

negli occhi porta la mia donna amore/poichè si fa gentil ciò ch' ella mira/ov'ella passa, ogn'om ver lei si gira/e cui saluta fa tremar lo core/sì che, bassando il viso, tutto smore/e d'ogni suo difetto allor sospira/fugge innanzi a lei superbia ed ira(..)
qualcuno ha scritto che pure questo fosse un fantasma. le ossessioni in fondo non sono che luce o buio, o immaginazione, o desiderio.angela

artemisia ha detto...

@Angela: Le ossessioni, anche quelle stilnoviste, anche quelle di Francesco (Petrarca e non ) sono soprattutto bisogni inappagati.

Anonimo ha detto...

desideri appunto..ma desideri e bisogni sono la stessa cosa cinzia?

artemisia ha detto...

I desideri sono espressione più o meno esplicita di bisogni più o meno inconsci.

CICCILLO ha detto...

Tu non sai
cosa ho fatto quel giorno
quando io la incontrai
in spiaggia ho fatto il pagliaccio
per mettermi in mostra agli occhi di lei
che scherzava con tutti i ragazzi
all'infuori di me.
Perché, perché, perché, perché,
io le piacevo.
Lei mi amava, mi odiava,
mi amava, mi odiava,
era contro di me,
io non ero ancora il suo ragazzo
e già soffriva per me
e per farmi ingelosire
quella notte lungo il mare
è venuta con te.
Ora tu vieni a chiedere a me
tua moglie dov'è.
Dovevi immaginarti
che un giorno o l'altro
sarebbe andata via da te.
L'hai sposata sapendo che lei,
sapendo che lei
moriva per me
coi tuoi soldi
hai comprato il suo corpo
non certo il suo cuor.
Lei mi amava, mi odiava,
mi amava, mi odiava,
era contro di me, io non ero
ancora il suo ragazzo
e già soffriva per me
e per farmi ingelosire
quella notte lungo il mare
è venuta con te.
Un giorno io vidi lei
entrar nella mia stanza
mi guardava,
silenziosa,
aspettava un sì da me.
Dal letto io mi alzai
e tutta la guardai
sembrava un angelo.
Mi stringeva sul suo corpo,
mi donava la sua bocca,
mi diceva sono tua
ma di pietra io restai.
Io la amavo, la odiavo,
la amavo, la odiavo,
ero contro di lei,
se non ero stato il suo ragazzo
era colpa di lei.
E uno schiaffo all'improvviso
le mollai sul suo bel viso
rimandandola da te.
A letto ritornai
piangendo la sognai
sembrava un angelo.
Mi stringeva sul suo corpo
mi donava la sua bocca
mi diceva sono tua
e nel sogno la baciai.

Anonimo ha detto...

non sono più personalmente persuasa che questa relazione sia così univoca e ferrea. molte volte siamo semplicemente attratti dal nuovo, dal diverso. e vagheggiamo cose per il semplice fatto che non le possediamo. per curiosità , desiderio di conoscenza. quando poi le abbiamo fra le mani ci risolviamo a guardarle come giocattolini decorativi ed inutili.
"trascorrere la vita nel modo migliore, questa è una facoltà insita all' anima,quando si resti indifferenti alle cose indifferenti.."

Anonimo ha detto...

francè,io ho un padre innamorato perso di celentano, lo canta da sempre. che vuoi farci, i favolosi anni 70. ne discende che lo detesto con tutto il cuore. ma ovviamente, saprei cantartelo pari pari.. a proposito, foggiano pure lui..

lophelia ha detto...

oops...credevo di aver sbagliato blog:)

artemisia ha detto...

@Francesco: tanto non mi piace lo stesso.

@Angela: vagheggiamo cose che non possediamo perchè cerchiamo, invano, di sopperire in questo modo a dei bisogni profondi, spesso inconsci. Per questo poi, quando le otteniamo, non ci piacciono più; perchè sono in realtà palliativi.
Credimi.

@Lophelia: succede la stessa cosa anche a me, ultimamente... sarà l'età??

CICCILLO ha detto...

detesto quando mi si dice "credimi".
e basta poi con 'sta storia dei palliativi, delle illusioni e dell'età!
il problema è che bisogna crederci nelle cose e renderle possibili.
poi siccome non ci riusciamo o abbiamo paura o sono troppo dirompenti per l'ordine sociale allora diciamo che son tutte illusioni, che le vogliamo proprio perché sono impossibili, che sono dei succedanei di bisogni inconsci, che quando poi si ottengono allora non ci interessano più e via dicendo.
per me sono solo paure, le mie anche, certo...
ma come dice un'altro mio idolo:
"la costruzione di un amore spezza le vene delle mani..."
eccheccavolo!

artemisia ha detto...

@Francesco: Non sono d'accordo, e lo sai.
La tua risposta elude la domanda. Infatti non capiremo mai perchè abbiamo paura delle cose, perchè non ci crediamo, se non si affronta una volta per tutte il discorso di quello che ci è mancato.
L'amore non è la soluzione di tutti i problemi, spesso ne è solo l'inizio, anche quando è ricambiato.

L'ordine sociale è legittimato dal bisogno di sicurezza. Inutile buttare tutto in politica.

P.S.: "Un altro" si scrive senza apostrofo. Credimi.
;)

Anonimo ha detto...

credetemi, l'amore non sara' la soluzione di tutti i problemi ma aiuta a risolverli molti.

concordo con francesco quando dice che bisogna credere nelle cose e renderle possibili solo che spesso ci vogliono anni e allora uno si perde e si convince che sono solo illusioni.

poi ti svegli una mattina...

su celentano non sono molto convinto ma fossati e' un poeta vero!

Anonimo ha detto...

sono d' accordo sull'ordine sociale come risposta al bisogno di sicurezza collettiva. ne cives ad arma veniant..
devo crederti cinzia? posso anche crederti, ma sembra che tu consideri in fondo l' essere umano mosso da bisogni e appagamenti, e mancati appagamenti che generano bisogni.è un meccanismo senz' altro vero ma un pò schematico e riduttivo della complessità estrema che abita ciascuno di noi. sono ad esempio convinta che l'uomo sia mosso anche dalla paura ad esempio. e non la chiamerei bisogno o mancanza. o dalla sua personale formazione. e determinato parecchio dal suo contesto di provenienza ed appartenenza. laddove paure e bisogni possono diventare macigni oppure ostacoli dimenticati.. e molto, moltissimo dipende dalle persone che incrociamo nel percorso, alle quali paure bisogni e desideri ed ossessioni si saldano sempre..mi credi?

artemisia ha detto...

@Henry: Poi ti svegli una mattina e ti innamori. Certo. Perchè hai bisogno di innamorarti. Non c'è niente di negativo in questa cosa del bisogno, assolutamente.
L'amore si costruisce credendoci, su questo non c'è dubbio. E bisogna crederci in due. Ma bisogna, in due, anche avere la capacità emotiva di costruire qualcosa, con fatica, passione e pazienza.
L'innamoramento è l'illusione che i problemi si siano già risolti. I problemi si risolvono solo lavorandoci. E se si è in due, si lavora meglio.

:)

@Angela: Io credo di venire fraintesa quando parlo di bisogno. Stiamo forse dicendo la stessa cosa. Non ho mai detto che mancati appagamenti generino bisogni. Il bisogno d'amore è connaturato all'uomo, senza amore nell'infanzia si diventa psicopatici. È chiaro che i meccanismi secondo i quali funzioniamo non sono schematici o semplici, che l'ambiente e le vicende della vita ci condizionano. Ma io credo che sotto tutti questi strati ci siano degli elementi basilari, essenziali: bisogno d'amore, paura dell'annullamento, impulso sessuale, ma anche bisogno di dare amore agli altri.

Ma la paura e il bisogno di sicurezza non sono due facce della stessa medaglia?

lucia ha detto...

Vedo che dal post siamo passati a Celentano per poi finire a parlare d'amore.
Sulla mostra di domenica che dire?
Mi sembra un ottimo svago. Rilassante, arricchente, anche e soprattutto per quella bella principessa che porta il mio stesso nome. ;-)
Su Celentano potrei solo canticchiare. Lui diceva di non saper parlar d'amore e qui veniamo al terzo tema, quello che pare interessare il mondo intero.
Ah l'amour!
Io temo di non aver ancora capito di cosa si tratti. Quel che non mi spiego è perché "con uno sì e con un altro no". Non so se mi sono spiegata...
Ti abbraccio sotto questa pioggia.

Anonimo ha detto...

diciamo che ultimamente sono più concentrata sulle sovrastrutture.. ma ho capito bene quello che dici.

CICCILLO ha detto...

mai detto che Celentano è un poeta, piuttosto un deragliatore...
certamente un bizzarro e originale esponente del pensiero non-borghese, a parer mio.

torniamo ai soliti punti di riferimento:

FIORDILIGI
Ma credimi, è una pazza.
Ti par che siamo in caso
Di seguir suoi consigli?

DORABELLA
Oh, certo, se tu pigli
Pel rovescio il negozio.

FIORDILIGI
Anzi, io lo piglio
Per il suo verso dritto:
Non credi tu delitto,
Per due giovani omai promesse spose,
Il far di queste cose?

DORABELLA
Ella non dice
Che facciamo alcun mal.

FIORDILIGI
È mal che basta
Il far parlar di noi.

DORABELLA
Quando si dice
Che vengon per Despina!

FIORDILIGI
Oh, tu sei troppo
larga di coscienza! E che diran
Gli sposi nostri?

DORABELLA
Nulla:
O non sapran l'affare,
Ed è tutto finito;
O sapran qualche cosa, e allor diremo
Che vennero per lei.

FIORDILIGI
Ma i nostri cori?

DORABELLA
Restano quel che sono:
Per divertirsi un poco, e non morire
Dalla malinconia
Non si manca di fè, sorella mia.

FIORDILIGI
Questo è ver.

(tratto da...c'è bisogno di dirlo?)

artemisia ha detto...

@Lucia: "Io non so parlar d'amore, l'emozione non ha voce..."
Non dice così Adriano?
Che palle con questo amore, io non ne posso più
;)

Anch'io ti abbraccio, cara.

@Francesco: Secondo me tutto questo Da Ponte ti fa male. Prova la Vargas, che ormai la leggono tutti.

Lateo ha detto...

Beh c'è una domenica mattina al museo egizio....

CICCILLO ha detto...

hai ragione, sto esagerando.
è che bisogna pur farsene una ragione di certe cose e allora uno si attacca a tutto senza discernere.