La candela
foto: eseP
Un bambino gioca con una candela.
Mi insegna che si può toccarne la fiamma, basta farlo con molta rapidità, e senza indugiare. Allora, si può persino arrivare, per un millesimo di secondo, a percepire lo stoppino col dito, il punto più ardente e nascosto, quello che altrimenti non potremmo mai toccare.
È possibile, basta non averne paura.
13 commenti:
...il fatto è che non avere paura per un millesimo di secondo non è difficile...se per caso diventano due sono già in crisi :)
Quetso e' quello che non si dovrebbe mai perdere nonostante l'eta'...
SI
@Primula notturna: Non aver paura mai di toccare quello che si può toccare solo per un millesimo di secondo senza farsi male
a volte ci si fa male
ma non importa
@Silvia: Cosa sono queste continue allusioni all'età??
;)
no no stai tranquilla, io ormai non lo perdo più, anzi sempre peggio...
Arteeee non era diretto a te, era un ragionamento "universale":-)
Oh ma il discorso della mi' mamma l'hai tirato fuori te..:-D
Eh lo so che gente come noi (maremma) nn puo' perderlo...
SI
la paura e' un sentimento molto complesso
se non ci fosse ci ritroveremmo in situazioni molto pericolose, ma una sua eccessiva presenza ci blocca e ci impedisce di vivere le cose belle che ci circondano.
l'equilibri e spesso molto precario
i bambini lo sanno gestire molto meglio degli adulti
@Silvia: Veramente io avevo anche tirato fuori la tu nonna...
ahahahah
@Henry: Come tutti il resto nella vita, è una questione di equilibrio.
Hai ragione.
Poi ci sono le persone che identificano l'equilibrio con la stasi, che hanno paura anche solo a sfiorare i piatti della bilancia.
O quelli che proprio non sentono il bisogno di toccare la fiamma, quelli a cui basta guardarne la luce per essere felici.
O quelli che si sono ustionati tante volte che ormai hanno la pelle dura.
O quelli che hanno proprio bisogno di bruciarsi, e lo fanno apposta.
"Basta non averne paura"
hai detto nulla!
Io non ho paura dello stoppino, ma di molte altre cose sì e non riesco purtroppo a farne a meno. E' che sento di non poterle dominare perché troppo immense, troppo incontrollabili e indipendente da me. Allora la soluzione, in questi casi, qual è?
@Ady: Certo, la paura è esattamente quella: dell'incontrollabile.
Forse, Ady, bisognerebbe smetterla di illudersi di voler controllare quello che ci succede, e piuttosto imparare a convivere con i nostri bisogni e le nostre imperfezioni?
Accettare che le cose in fondo vanno come devono andare?
Non lo so, io sono come te.
Il punto più ardente e nascosto è sempre al centro, difficile da raggiungere. Ma una volta raggiunto è inerme e basta poco per soffocarlo.
Oltre allo yogurt acido, pure la sottolineatura sulla nonna..Sei masochista...Io che glissavo con nonchalance:-D
Ahahahahah
SI
Però è bello anche aver accettato la sfida, aver provato, aver voluto imparare, aver condiviso il gioco
anche per un millesimo di secondo
@Alberto: Benvenuto su Pioggiablu. Hai un gran bel blog, complimenti.
Quello che dici è molto, molto vero. Ed è quella in realtà la cosa che fa più paura. Almeno a me.
@Silvia: Ho questa vena di masochismo... lo yogurt acido, il tè senza zucchero, il latte scremato... poi mi abbuffo di porchetta.
@Mucca: È bello, e ne vale sempre la pena.
:)
arte: :)
Allora forse la risposta è nella maturità. La maturità di sapersi accettare così come si è.
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