martedì, settembre 16, 2008

L'albergo

L'albergo dove si arriva di notte, in una città sconosciuta, da soli. Per un congresso, un meeting, un aereo perduto, un errore. In un punto qualunque della terra, indifferentemente piazzato tra due partenze e nessun arrivo, sospesi sul nulla, con pochi bagagli, non ancora arrivati e già pronti a partire. Dai corridoi ovattati, attraverso porte pesanti, entriamo in stanze tutte uguali, alle pareti gli stessi quadri astratti, tra le lenzuola lo stesso odore di detergente. La stessa - incredibilmente, la stessa - cameriera dalla pelle scura e gli occhi vuoti come gli armadi. Le cene in compagnia del cellulare. Il silenzio della vasca da bagno, le ginocchia che emergono dall'acqua come isole, il lieve sciacquio delle dita sull'acqua. La falsa intimità di un libro sul comodino, il rettangolo nero della finestra aperto su un paesaggio sconosciuto, il ronzio uniforme dell'aria condizionata che si confonde col sonno. E lo stesso è il vicino di stanza, sconosciuto, che, ovunque, tossisce.
È lo stesso albergo.
È solo al mattino, appena prima del nostro risveglio, che indossa una facciata, dei dintorni, un nome.

10 commenti:

Henry ha detto...

quante notti ho passato nello stesso albergo!
quanti sogni disciolti in quelle stesse lenzuola.

CICCILLO ha detto...

io adoro gli alberghi, qualsiasi albergo e ci vivrei tutto l'anno.
tra il 1999 e il 2004 ne ho visitati di ogni tipo, da 1 a 5 stelle extra-lusso, dai meublé ai bed&breakfast a conduzione familiare.
dunque non ho questa tua stessa sensazione ma molte altre e molto varie.
il problema poi è che nel mio (ex) lavoro raramente ti danno la singola...

lophelia ha detto...

ho sempre pensato di fare un post sugli alberghi e ci pensavo proprio in questi giorni...e stamani lo leggo da te!
ovviamente diverso da quello che sarebbe il mio, anzi sarà. Anzi, visto che anche F. adora gli alberghi potremmo inaugurare una serie di post sul tema:)

artemisia ha detto...

@Henry: So che lo conosci quell'albergo.
Splendida immagine la tua.

@Francesco: Tu tiri in ballo tutta un'altra categoria di alberghi... che ovviamente ti danno sensazioni varie, essendo vari i contesti.
Il post è su un certo tipo di albergo, e soprattutto su un certo stato d'animo.

(Orrore, dover dividere la stanza con un collega!!!)

@Lophelia: Ma sì. Da molto tempo anch'io volevo fare un post anche su un ALTRO tipo di albergo, penso ad esempio allo scorso novembre.

Mi sa che saremo un po' monotematiche, avvertiamo fin d'ora i lettori...

SI-FA-SI ha detto...

Uh-uh come mi e' "garbato" questo post Arte:-)
Sembra l'incipit di una buona sceneggiatura:-)Me lo sono letto in 3 secondi davanti ad una scodellina di riso basmati al curry, maggiorana e salsa French (sai quella mostarda gialla?):-D Si', lo so qualcuno stara' dando di stomaco:-P
Bazzico quasi mai gli alberghi, ma quando lo faccio mi piacciono tanto, probabilmente come la maggior parte della gente, a quanto sento...
ps Curiosita': dio bono, l'aria condizionata accesa, ancora?...Non sei in Norvegia, I guess:-)

SI

artemisia ha detto...

@Silvia: Io credo che tutto stia nel motivo per cui uno è in un albergo, se è per piacere o per lavoro (o perchè aveva bisogno di un posto dove dormire), dallo stato d'animo ecc.
Io negli alberghi da sola mi sento sempre disperatamente sola.

In molti alberghi il climatizzatore funziona tutto l'anno, d'estate fa fresco e d'inverno fa caldo. L'importante è non lasciare entrare in quel mondo la vita vera, gli sbalzi di temperatura, la realtà.

zefirina ha detto...

oh antonio la falsa intimità di un libro sul comodino mi ha fatto pensare: come ha ragione, nel comodino di casa ho sempre una pila di libri, un libro mi accompagna sempre in qualsiasi viaggio e quando lo poso sul comodino mi sembra (falsamente) di portare un po' di casa con me

arte come rendi bene tu le emozioni ci riescono in pochi

artemisia ha detto...

@Antonio: No, non mi sono persa... ti scrivo presto.
Baci

Zefirina nel suo commento ti spiega la faccenda del libro

:)

@Zefirina: Hai capito tutto.

Anonimo ha detto...

sono stata in quell'albergo! decine e decine di volte e ho provato le stesse sensazioni, a volte mi sono fatta portare la cena in camera per non dover almeno subire la sala da pranzo e il tavolo singolo che esorcizzo scrivendo o leggendo.
Per questo ho "il mio albergo preferito" nelle città in cui vado più spesso, rendono la situazione leggermente familiare, già dal fatto che non devi dare i documenti perchè sono già registrati.

artemisia ha detto...

@Iko: Ci siamo state,è sempre quello. Magari eravamo sedute a due tavoli diversi, immerse in un libro, gli occhi fissi sullo schermo del laptop o nel moleskine. Se no, ci saremmo viste.
Peccato.