giovedì, novembre 13, 2008
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Io sono sempre stata come sono/ anche quando non ero come sono/ e non saprà nessuno come sono/ perchè non sono solo come sono. (Patrizia Valduga)
Scrivo diversamente da come parlo, parlo diversamente da come penso, penso diversamente da come dovrei pensare, e così via fino alla tenebra più profonda.
Franz Kafka, lettera a Felice 1914
12 commenti:
sicuramente mi riconosco in "penso diversamente da come dovrei pensare"...
almeno lui lo ammetteva...
(molto diffuso anche il pensare diversamente da come si crede di pensare)
@Antonio
Quache anno fa, sono stato fermato dai carabinieri per eccesso di velocità. Mi sono giustificato dicendo che ero inseguito da 2 balordi che mi volevano rapinare e/o malmenare e ho anche aggiunto che era un piacere vedere la loro rassicurante presenza (dei carabinieri intendo).
Non so su quali basi, ma non mi hanno creduto!
:D
@Gargoyle: Io mi riconosco in tutto, ma specialmente in quello che dici tu.
Il punto è capire come dovremmo pensare.
@Lophelia: Sì, lo ammetteva. Ma leggere Kafka per me ha questo di molto consolante e al tempo stesso inquietante: che ammetterlo non serviva a cambiare, anzi, era una delle sue poche certezze in cui cullarsi.
(molto diffuso anche lo scrivere diversamente da come si crede di scrivere, specialmente tra gli aspiranti scrittori)
;)
@Antonio: Presumo che il nesso con Kafka sia l'istanza di controllo e l'accusato innocente, o forse tutta la situazione era kafkiana...
Domanda: ma era almeno un bel ragazzo??
@Frank: Non so su quali basi avrebbero potuto crederti...
Antonio, hai fatto benissimo.
Tra l'altro non si capisce perche' i mezzi di trasporto pubblici, in quanto pubblici, uno li debba pagare. Spostarsi dovrebbe essere un diritto di tutti.
I trasporti pubblici li paghiamo pagando le tasse, no?
Se tutti le pagassero, e si facesse davvero una politica ambientale, sarebbero gratis.
E tutto questo cosa c'entra con Kafka?
:D
meno male che sono io quello che deraglia, eh?
che poi, parlando di trasporti pubblici calza a pennello.
comunque sono parzialmente d'accordo con Fabio anche se il problema, almeno a Milano, è che i mezzi ormai li usano solo gli immigrati, gli studenti e gli anziani, più qualche modella e io.
naturalmente generalizzo ed esagero ma la tendenza è quella e, su certe linee e in alcuni orari, si può tranquillamente farla rientrare nell'ambito delle situazioni "kafkiane", tanto per rientrare in tema...
@Francesco: Nutrivo infatti una segreta speranza che il Deragliatore per antonomasia riuscisse a farci rientrare sui binari, tanto per restare in metafora...
Lo hai fatto in maniera elegante.
(Però ammetti che tu usi i trasporti pubblici soprattutto perchè ci sono le modelle)
;)
Nella sua inettitudine e inadeguatezza, Kafka ha purtuttavia espresso efficacemente come pochi la realtà dell'uomo. E' riuscito quindi a esprimere con compiutezza un senso: sia pure un senso negativo, un non-senso (il Castello è il più bel brutto libro che abbia mai letto). Il povero Franz si doleva e si salvava nel medesimo tempo, scrivendo.
Sì, Alberto, è vero.
E condivido anche il giudizio sul Castello, e certamente Kafka lo avrebbe condiviso.
Si doleva e si salvava nell'unico modo che conosceva, cioè la lingua come unica chiave dell'esistenza (molto ebraico in questo).
Sono sicura che se ci fossimo incontrati in un caffè, io e il dottor Kafka, ci saremmo innamorati di botto. E sarebbe andata a finire malissimo.
:)
tre pensieri, tra cui un ringraziamento.
questa citazione mi ha fatto tornare in mente una frase di non so chi che lessi (vi risparmio il contesto) anni fa: "credi ancora quello che pensavi un tempo? non lo credo più, ma continuo a pensarlo."
a Napoli (!!!) mi beccarono ai tornelli di uscita della metropolitana (che è un treno) e mi fecero una multa perchè non avevo pagato il biglietto. Ero dovuta andare dalla stazione di Mergellina a quella centrale perchè il treno per Roma aveva cambiato fermata (senza preavviso) e dentro la stazione non vendono i biglietti...
non avevo mai considerato un'ovvietà: i trasporti pubblici dovrebbero essere gratis, visto che sono pagati dalle tasse (basterebbe aumentarle di 10 euro all'anno a tutti e si coprirebbero le spese). Grazie a voi per avermelo fatto notare!
@Iko: Bè, io direi che basterebbe aumentarle del 10 % non a tutti, ma ai ricchissimi (e ce ne sono tanti) per risolvere molti dei problemi relativi ai trasporti. E non se ne accorgerebbero nemmeno...
La frase può darsi che tu l'abbia letta (senza saperlo) in qualche mio diario!
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