giovedì, novembre 06, 2008

Il velo



Già allora, prima che se ne andasse, quando lo toccava, lui sentiva che gli spettacoli più grandi non sono quelli sul podio o in pista.

Gli spettacoli più grandi sono quando le punte delle dita allontanano il velo impalpabile che separa le persone e scoprono l'universo nella sua interezza.

(Peter Høeg, La bambina silenziosa)

33 commenti:

rodocrosite ha detto...

Bello, sono d'accordo.
"Scoprire" una persona; bel parallelo, non ci avevo pensato.

Bella anche la foto.

Gargoyle ha detto...

a volte è bello anche non sollevare il velo...e immaginare.

artemisia ha detto...

@Rodocrosite: Bello sì, ma anche difficile non credi? Soprattutto lasciarsi scoprire (parlo per me)

@Gargoyle: Sì, ma fino a un certo punto. A me piace poi il riscontro con la realtà.

zefirina ha detto...

bello riuscire a scoprire le persone nella loro interezza, bello riuscire a fidarsi...e a togliersi o farsi togliere il velo

zefirina ha detto...

bello riuscire a scoprire le persone nella loro interezza, bello riuscire a fidarsi...e a togliersi o farsi togliere il velo

Anonimo ha detto...

ma la foto?!

:-)

rodocrosite ha detto...

Lasciarsi scoprire solo da chi lo merita. Difficile, ma col tempo si impara.
Più o meno.

Henry ha detto...

scoprirsi...lasciarsi scoprire...
c'é sempre qualcosa di intimo e nascosto anche nelle persone piú aperte (come il sottoscritto) ed é bellissimo patersi "affidare", abbandonarsi e lasciarsi scoprire...tanto quanto avventurarsi nel mistero della scoperta di un'altra anima....

non é strano che questi sono i pensieri che in questi giorni mi frullano in testa.

artemisia ha detto...

@Zefirina: Il discorso della fiducia è interessantissimo. Ne abbiamo già parlato da Lophelia una volta, ma non si esaurisce mai.
Sai che recentemente ero ad un congresso dove appunto si parlava proprio della fiducia nel rapporto terapeutico, la fiducia tra chi cura e chi viene curato, la fiducia come base per la cura.

@Iko: Mi accorgo con orrore che non ho citato la fonte, è la prima volta che commetto quest'errore... ricercherò l'autore e lo citerò.

@Rodo: Solo chi lo merita prova a scoprirci.

@Henry: È verissimo che tu sei una persona che all'apparenza è molto aperta, ma anche tu sei una cipolla, come dicevamo con Piero, si scoprono sempre nuovi strati.
Poi tu dal canto tuo hai un compito difficilissimo (ma molto bello) davanti, e sai che sei fortunato.

:)

@

Henry ha detto...

so di avere un compito difficile e so di essere fortunato cosí come lo sa la ragione per cui lo sono :)

(madoooo come só criptico!)

lophelia ha detto...

Vien voglia di leggere il libro.

Alberto ha detto...

Il contatto fisico rivela la verità nella sua interezza, poichè esso rivela se vi sia coerenza fra il pensiero e il gesto, cioè risolve il dubbio sulla vera natura dell'oggetto che ci sta di fronte o accanto. La rivelazione può essere positiva o negativa: all'ambiguità della vuota parola è necessario il riscontro primario del corpo, e la risposta non può che essere l'amore o l'odio("eros" o "eris" intesi miticamente). Cioè noi avvertiamo inequivocabilmente se vi siano spazi comuni o distanze impercorribili, e lo avvertiamo con forza appunto "definitiva". Da ciò il senso di "interezza" di queste esperienze. In questo senso, ritengo ottimisticamente che, per quanto oscuri siano i rapporti umani - e per quanto oscuri siamo noi a noi stessi - vi sia la possibilità che molte verità siano rivelabili, e che possano costituire una guida alla nostra vita.

mucca ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mucca ha detto...

Beh, non credo che il contatto riveli la verità completa o mostri le porte aperte e quelle chiuse. Aiuta molto, anche a trovare nuove porte o a farle chiudere altre, in sé e nell'altro. Ma è proprio questa molteplicità di porte che rende fallibile la conoscenza.
Allungare la mano e togliere quel velo e trovare anche chi lo permette.
E poi siamo convinti che svelare è un bene? Ci vuole coraggio, dopo non si torna più indietro, una volta che sappiamo dobbiamo confrontarci con questa "verità", e si torna al post della candela di qualche tempo fa.

arte: sei riuscita a trovare la sosia velata!!!
Chissà però togliendo il velo qual è la sorpresa...
Mi viene in mente Ritratto di donna velata...
e allora: brrrrrrrrrr

artemisia ha detto...

@Henry: Io so che tu sai che io so che tu sai che ci siamo capiti

:D

@Lophelia: Non so se conosci Høeg, e me piace moltissimo, ma non è lettura facile. Che dire, è molto particolare, ma personalmente mi prende molto. Oserei consigliartelo.

@Alberto. In linea di principio, sono abbastanza d'accordo con quello che scrivi, anche se non credo che il contatto fisico riveli la verità, questo nè in una situazione sperimentale nè tantomeno in una situazione interpersonale. Nè che si possa parlare di vera natura dell'oggetto, ma solo di immagini più o meno esatte.
Credo che il contatto fisico sia necessario, ma non sufficiente, ad avvicinarsi alla verità intesa come rapporto vero, non falsato, autentico. La fisicità non è tutto ma è importante.
La verità è assolutamente rivelabile, d'accordissimo con te. Il lavoro di rivelazione è il nostro, e richiede impegno e dita delicate.

@Mucca: Non so se svelare o meno sia sempre un bene. So che per me è una necessità, ma a volte ho paura del mio coraggio e spesso ho il coraggio di avere paura.

Sulla foto posso dire che l'ho trovata su flickr e d'impatto ho pensato: chi, dove e quando mi ha fatto questa foto??
Non ne ho idea, ma non posso essere io perchè non ho l'orecchino al naso. È abbastanza impressionante però. E ora non riesco neanche a ritrovarne l'autore (ma è italiano).

:)

Henry ha detto...

oddio perche' non sei te???
mado' come per lophelia mi son sbagliato...saranno i primi segni di rincoglionimento?

artemisia ha detto...

@Henry: No, non sono io!!!
Non sei stato il solo a sbagliarsi. Ma fa un po' effetto riconoscersi in una foto e sapere di non essere lei...

Forse è vero che tutti abbiamo un sosia.

O forse (più probabile) siamo tutti rincoglioniti...

GraficWorld ha detto...

Ciao navigando per gli infiniti mari del web..eccomi qui..ti lascio un salutino!!

Anonimo ha detto...

ma anche io ero convinta fossi tu!

Adynaton86 ha detto...

Di Peter Hoeg lessi, tanto tempo fa e sotto il caldo sole dei tropici, "Il senso di Smilla per la neve", il contrasto tra il freddo glaciale emanato dal racconto e il calore della mia pelle che si abbronzava è stata una sensazione molto particolare, le due metà dell'anello che si ricollegano in una sola ed unica circolarità. Questo passo mi ha incuriosito, non è escluso che la prossima volta io mi ricordi di questo autore. Quanto alla somiglianza... beh, t'è andata bene, per lo meno non ti hanno ancora segnalata per errore in un video porno mentre pratichi del sesso orale.... :°-D
un grande abbraccio
Ady

artemisia ha detto...

@Dual: Benvenuto allora, ma ti chiami Dual perchè commenti doppio?

;)

@Iko: Piano piano mi vado convincendo che forse ero io??!

@Ady: Sì, hai ragione, potrebbe essermi successo di peggio. Grazie del "per errore"!

:D

mucca ha detto...

Vero, poteva succederti di peggio: tipo vederti "per errore" mentre ritiri un premio letterario...

:-D

mucca ha detto...

oddio!!!

cosa ho detto...
ora sarò bannato indefinitamente...

artemisia ha detto...

@Mucca: Ho letto il tuo primo commento e l'ho preso per un complimento... poi ho letto il secondo e ho capito che non lo era...
Ho dei problemi di interpretazione.

(Si accettano tentativi di esegesi del testo da parte di chiunque)

Sarà il pubblico di Pioggia Blu a decidere democraticamente se vai bannato.

;)

Fabio ha detto...

Eccellente Hoeg. Da troppo non leggo nulla di suo.

Non c'entra niente, ma a proposito di premi letterari, qualcuno di voi ha letto Le Clezio? E cosa mi consiglia per iniziare?

artemisia ha detto...

@Fabio: Di Hoeg ti consiglio, oltre alla Bambina Silenziosa, anche "I quasi adatti". Ma "La bambina silenziosa" è più bello. Forse da tempo non leggi qualcosa di suo perchè da tempo non scriveva... si è ritirato in meditazione in un posto isolato, ho letto. E si sente, è un libro molto mistico, un libro sul suono, sulla musica e sul silenzio. Un libro per te!

Non conosco Le Clezio, sentiamo se qualcuno ci consiglia qualcosa.
:)

artemisia ha detto...

Ecco, i premi letterari non c'entrano nulla su Pioggia Blu, specifichiamo...

Anonimo ha detto...

bellissima, davvero

artemisia ha detto...

Grazie ma...

Fabio ha detto...

I quasi adatti lo lessi quando usci' (dopo averlo visto tra le mani di Baricco in treno, confesso), e mi piacque molto.

Aspettiamo che qualcuno ci risponda si', che tra i tuoi lettori uno che ha letto Le Clezio c'e' di sicuro.

artemisia ha detto...

Ma veramente Baricco ha letto "I quasi adatti"? Vedi, questo spiega molte cose.

Anonimo ha detto...

Nessuno si è espresso, ma io, quel mucca, lo bannerei

artemisia ha detto...

Sì, hai ragione povero piccolo, lo so che Mucca ti maltratta, vieni dalla zia che mi prenderò cura di te...

banniamolo