Franco
Ogni tanto mi telefona. Quando meno ci penso, ogni sei mesi forse, senza motivo. In genere, di sera. La voce allegra, da ragazzino. L'accento emiliano che subito mi riscalda il cuore. Vive in una valle gelida, tra alte montagne. Per lunghi mesi, d'inverno, il sole non arriva a scendere sotto le vette, e la valle resta nell'ombra gelata. Mi parla di quelle cime, di come sono belle d'estate, emerse dal buio e imbevute della luce lattea di una mezzanotte di giugno. Ma ora, nella notte polare, gli piace parlarmi del suo paese, in Italia. Di come sua madre di novantasei anni fa ancora i tortellini, "ma sempre più piccoli, così piccoli che non si trovano nel piatto...", di suo fratello che fabbrica strumenti come figli, uno per ogni nipote, uno per ogni amico. Ho comprato uno di quei violoncelli, pesanti e un po' contadini, ma dalla voce dolce e italiana,e questo è il filo che ci lega. Mi racconta della prima volta che venne in Norvegia, negli anni sessanta, e suonava sulle navi da crociera, lui e altri due ragazzi, e sono rimasti tutti qui, e non sono nè italiani nè norvegesi, ma forse un poco, solo un poco, più italiani. A volte non gli vengono le parole, ma il dialetto gli resta, quelle bellissime "ostrega" ferraresi. Lo ascolto come una musica.
Non so perchè mi telefona.Non l'ho mai incontrato di persona. Non mi ricordo chi gli ha dato il mio numero. So che per lui sono una voce a cui scaldarsi, un ricordo. Un appuntamento.
5 commenti:
bellissima, bellissima un'amicizia cosi'. una vicinanza di cuore come questa voce calda e questi ricordi, e questi pensieri legati alla luce, al sole, alla terra....sei davvero fortunata. e' un tesoro che vive nel filo del tuo telefono!
di nuovo....e c'è chi dice che la tecnologia moderna ha rovinato i rapporti interpersonali...meditate gente
La tecnica non è un pericolo, ma uno strumento. Però si deve usarla consapevolmente, senza farsi usare...
Comunque io non so perchè ma tutti i vecchietti li attiro. E così pure gli ubriachi per la strada, e i matti. È la pura verità. Ma non ho mai capito perchè. Ma non è che mi dispiace, anzi.
artemisia: bellissimo post, come sempre i tuoi. il tuo commento mi ha fatto riflettere pero'. dunque vediamo, a 36 anni non penso di essere vecchio, non bevo moltissimo e comunque non per strada, mi rimane quindi la terza categoria: quella dei matti. e in un certo senso un po' matto lo sono davvero!
un abbraccio
Henry, tu rientri nella piccola categoria degli inspiegabili (nel senso che non mi so spiegare la fortuna di averli incontrati)!
E non sei il solo!
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