martedì, dicembre 13, 2005

La festa della luce

Abbiamo aspettato questo giorno per anni. Per anni ha popolato i nostri racconti della buonanotte, i nostri sogni, i disegni. Ogni anno, il 13 dicembre, in Scandinavia si festeggia Santa Lucia. È siciliana, direte voi, e la canzone è napoletana. Sì, ma questa è solo la scorza, la patina, la sovrapposizione. Sotto c'è la Lussi norvegese, che è di ben altra pasta. Nel periodo più buio dell'anno, a queste latitudini non si scherza. Prima dell'arrivo dell'elettricità, soprattutto nelle fattorie isolate, le lunghe notti erano popolate di creature malevole come Lussi, una specie di strega che faceva ammalare le bestie se entrava nella stalla, rubava o rompeva attrezzi dimenticati all'aperto, spaventava le donne incinte, mandava in malora la birra e non faceva lievitare il pane. La cosa migliore in questi casi era uscire il meno possibile di casa e sprangare porte e finestre. Ma con la cristianità arriva il culto di Lucia, forza benevola che porta luce e scaccia gli spiriti maligni. Forse questa è la ragione della sua popolarità.
E quest'anno, l'ultimo anno di asilo, finalmente Maria ha potuto partecipare al corteo di Lucia. Ore otto di mattina, tenebre profonde. Tutto l'asilo è a luci spente, illuminato solo da candele sui davanzali delle finestre. Tutto è silenzio, tranne il rumore dei più piccoli che sgranocchiano biscotti speziati. Nel silenzio nasce un canto di bambini che arrivano dalle tenebre, vestiti di bianco, portando ognuno una candela accesa. Cantano la nota barcarola napoletana, ma il testo è norvegese, niente barchette e pescatori,ma Santa Lucia che arriva nella notte a portare la luce. L'effetto - specialmente su un cuore di mamma - è notevole...

4 commenti:

Henry ha detto...

e non solo su un cuore di mamma...

cara (perdonami per una volta una familiarita' forse eccessiva) artemisia, sara' perche' nel tuo inconscio ti stavi preparando a questa festa importante per te e le tua bambina, fatto sta che negli ultimi post sei riuscita a trasmettermi un tale calore, una tale nostalgia, che a stento ho trattenuto il lacrimone...grazie davvero per questa fetta di serenita' pre-natalizia che hai deciso di regalarci...per un attimo mi son sentito anche io spettatore della processione di bimbi e poi per un'istante mi son sentito bimbo anche io...

artemisia ha detto...

Carissimo Henry, le tue parole mi rendono molto felice. A volte quello che succede intorno a noi ha in sè molta bellezza, se la si sa vedere. Io ho sempre paura di scivolare nella retorica, ho paura di quella linea sottile.I bambini invece amano la retorica, il sentimento, quello che ai grandi fa paura perchè tocca il cuore. Abbiamo molto da imparare. Tu, forse, meno di me.Grazie di aver capito.

PiB ha detto...

non potevo chiedere di più..grazie....

Henry ha detto...

grazie a te! :)