domenica, settembre 17, 2006

Volver (a pagar)




Ieri sera sono uscita con una cara amica. Il programma era il seguente: cena al ristorante turco e cinema, Volver di Almodovar. La cena è stata lunga e piacevole, abbiamo mangiato benissimo, chiacchierato, litigato, riso di tutto e tutti, soprattutto di noi stesse. Il servizio però lasciava un po' a desiderare. Dopo una serie di insistenti "tutto ok?" e cambio piatti appena uno metteva giù la forchetta, le ragazze del ristorante ci hanno dimenticate. Davanti a una tazza di tè alla mela il tempo si è come fermato tra un discorso e l'altro.

Guardando l'orologio ci siamo rese conto che mancava poco all'inizio del film. "Andiamo?" e già eravamo fuori dal locale. Facciamo cinquecento metri e ci fermiamo per attraversare a un semaforo. "Bel locale, abbiamo mangiato bene" fa la mia amica. E io "Sì, e poi non era neanche ca....IL CONTO!! Ci siamo dimenticate di pagare!" Panico. Giriamo sui tacchi, di corsa fino al ristorante dove le ragazze ci aspettavano sulla porta, tra l'incazzato e il divertito...

Il film, bellissimo. Ritiro tutto quello che in passato posso aver detto di Penelope Cruz: è molto brava. La scena in cui lei canta. Le parole di quella canzone. I suoi occhi.

14 commenti:

dalianera ha detto...

Regalini:

qui e qui.

Ciao e a presto. ;-)

artemisia ha detto...

@Tack: ti devo eterna riconoscenza....:)

dalianera ha detto...

:-)

lophelia ha detto...

La versione di Gardel è insuperabile, io quando ho visto il film sono rimasta molto delusa da come l'avevano ammosciata (con rispetto parlando).

la dimenticanza del conto mi sembra l'inconscia traduzione delle critiche al locale...

artemisia ha detto...

@Lophelia: Sono d'accordo che la versione di Gardel è insuperabile.
Però gli occhi della Cruz mentre la canta a me non hanno fatto quella reazione lì.
Anzi!
;))

@Antonio: Bentornito!
:D

Cilions ha detto...

Tu sei quella con la gonna arancione vero?

Henry ha detto...

a proposito del film un mio caro amico mi ha scritto:

"All'uscita dal cinema cominci a incamminarti verso casa, scambi le tue impressioni con gli amici, e intanto il film comincia a lavorarti dentro, tipo benna della metropolitana. Bastano quattrocento metri (grande invenzione i cinema a due passi da casa), arrivi davanti al portone e hai deciso che ti è piaciuto. In ascensore, che trattasi di un gran bel film"

trovo tutto questo verissimo.

il vento di cui Almodova parla nel film ti prende e ti travolge lasciandoti a bocca aperta e cuore spalancato.

Claudia ha detto...

Non commento il film che non ho ancora visto, ma solo ... le caviglie:
Anto, Francesco, ma non straremo diventando Fetish?
Arte:ma che gli fai?!?!?!?! :-)

tack: grazie anche da parte mia per i link.

artemisia ha detto...

@Francesco, Antonio: evidentemente avete l'occhio allenato a riconoscere le caviglie italiane:))

@Henry: È esattamente l'effetto che il film ha fatto a me!Esattamente. Ma chi è questo tuo amico...se è chi penso io non mi stupisce. Secondo me è lui, si vede dal "trattasi".

@Claudia: Vai, vai a vederlo: ti piacerà tantissimo. Spero che tu possa vederlo in lingua originale.

Per rispondere alla tua domanda: niente gli faccio, per me sono dei figli! :)

(La cosa per me strana è che gli altri piedi non suscitino commenti.)

artemisia ha detto...

@Claudia: Per l'amor di Dio, NON PUNZECCHIARLO!!!

dalianera ha detto...

@claudia:
è stato un piacere. ;-)

Henry ha detto...

arte: no, non e' chi pensi. e' un caro amico omonimo del nostro amico amante di caviglie...
:)

artemisia ha detto...

@Henry: Hai ragione, non era lui...ma avrebbe potuto esserlo ;)

@Morgan: Alla Francia? Che complimento, grazie. Anche tu fetish? ;)

Anonimo ha detto...

Comunque un'italiana si riconosce sempre dalle scarpe ;)