Volver (a pagar)


Ieri sera sono uscita con una cara amica. Il programma era il seguente: cena al ristorante turco e cinema, Volver di Almodovar. La cena è stata lunga e piacevole, abbiamo mangiato benissimo, chiacchierato, litigato, riso di tutto e tutti, soprattutto di noi stesse. Il servizio però lasciava un po' a desiderare. Dopo una serie di insistenti "tutto ok?" e cambio piatti appena uno metteva giù la forchetta, le ragazze del ristorante ci hanno dimenticate. Davanti a una tazza di tè alla mela il tempo si è come fermato tra un discorso e l'altro.
Guardando l'orologio ci siamo rese conto che mancava poco all'inizio del film. "Andiamo?" e già eravamo fuori dal locale. Facciamo cinquecento metri e ci fermiamo per attraversare a un semaforo. "Bel locale, abbiamo mangiato bene" fa la mia amica. E io "Sì, e poi non era neanche ca....IL CONTO!! Ci siamo dimenticate di pagare!" Panico. Giriamo sui tacchi, di corsa fino al ristorante dove le ragazze ci aspettavano sulla porta, tra l'incazzato e il divertito...
Il film, bellissimo. Ritiro tutto quello che in passato posso aver detto di Penelope Cruz: è molto brava. La scena in cui lei canta. Le parole di quella canzone. I suoi occhi.
14 commenti:
Regalini:
qui e qui.
Ciao e a presto. ;-)
@Tack: ti devo eterna riconoscenza....:)
:-)
La versione di Gardel è insuperabile, io quando ho visto il film sono rimasta molto delusa da come l'avevano ammosciata (con rispetto parlando).
la dimenticanza del conto mi sembra l'inconscia traduzione delle critiche al locale...
@Lophelia: Sono d'accordo che la versione di Gardel è insuperabile.
Però gli occhi della Cruz mentre la canta a me non hanno fatto quella reazione lì.
Anzi!
;))
@Antonio: Bentornito!
:D
Tu sei quella con la gonna arancione vero?
a proposito del film un mio caro amico mi ha scritto:
"All'uscita dal cinema cominci a incamminarti verso casa, scambi le tue impressioni con gli amici, e intanto il film comincia a lavorarti dentro, tipo benna della metropolitana. Bastano quattrocento metri (grande invenzione i cinema a due passi da casa), arrivi davanti al portone e hai deciso che ti è piaciuto. In ascensore, che trattasi di un gran bel film"
trovo tutto questo verissimo.
il vento di cui Almodova parla nel film ti prende e ti travolge lasciandoti a bocca aperta e cuore spalancato.
Non commento il film che non ho ancora visto, ma solo ... le caviglie:
Anto, Francesco, ma non straremo diventando Fetish?
Arte:ma che gli fai?!?!?!?! :-)
tack: grazie anche da parte mia per i link.
@Francesco, Antonio: evidentemente avete l'occhio allenato a riconoscere le caviglie italiane:))
@Henry: È esattamente l'effetto che il film ha fatto a me!Esattamente. Ma chi è questo tuo amico...se è chi penso io non mi stupisce. Secondo me è lui, si vede dal "trattasi".
@Claudia: Vai, vai a vederlo: ti piacerà tantissimo. Spero che tu possa vederlo in lingua originale.
Per rispondere alla tua domanda: niente gli faccio, per me sono dei figli! :)
(La cosa per me strana è che gli altri piedi non suscitino commenti.)
@Claudia: Per l'amor di Dio, NON PUNZECCHIARLO!!!
@claudia:
è stato un piacere. ;-)
arte: no, non e' chi pensi. e' un caro amico omonimo del nostro amico amante di caviglie...
:)
@Henry: Hai ragione, non era lui...ma avrebbe potuto esserlo ;)
@Morgan: Alla Francia? Che complimento, grazie. Anche tu fetish? ;)
Comunque un'italiana si riconosce sempre dalle scarpe ;)
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