martedì, febbraio 20, 2007

Dark (1)

Gira la chiave senza sforzo, col gesto breve di sempre. Si toglie le scarpe. Il pavimento di legno chiaro scricchiola sotto i suoi piedi. Scende la scala, entra nel salone. Dicembre, le due del pomeriggio: il cielo sta già scurendo. Il mare ha il colore del piombo e si muove piano, come un animale morente nella sera precoce. Le luci del traghetto che l’ha portata a casa si stanno allontanando sul fiordo, verso la città, che si è già illuminata nella sera sull’altra sponda.

Lo schermo del computer illumina la stanza ormai in penombra di una luce bluastra, pulsante. Appare la pagina del blog. ”Due ore per me sola prima che Axel rientri”. Sottile senso di colpa. Si siede a gambe incrociate sul divano, il laptop in grembo. “Come un bambino. Il figlio mai avuto”. Il pensiero le attraversa il cervello come un lampo subito spento.

Le dita sulla tastiera. L’ultimo post, una poesia: Oscuro. Ogni volta quella curiosità, quella forma di dipendenza. Tre commenti.

Fiorellino ha detto: “Bellissima.“ Sempre prevedibile, sempre dolce.

Benedetto ha detto: “ L’oscurità conturbante è quella dei tuoi occhi, mi tocca il cuore e i sensi”. Questo ci prova come sempre, e non mi ha neanche mai vista.

Il terzo commento, un nome nuovo, Dark:

Dark ha detto: “Ti ricordi la Scimmia Blu?”

Parole senza significato. “La Scimmia Blu”. Ma chi è questo, che dice…Sente le parole penetrarle dentro come schegge di ghiaccio. Si insinuano tra le pieghe del cervello, pungono, formano immagini dolorose. Il locale fumoso, le voci, la tenda rossa. Dietro la tenda rossa, il sottoscala. Qualcuno la tiene ferma, la pressione di un corpo contro il suo, e le carezze poi, le lacrime, che fanno ancora più male. La Scimmia Blu. Nessuno sa del sottoscala, nessuno. Qualcuno sa, chi?

Lontano, nel tempo e nello spazio. Qualcuno sa. Dark.


Istintivamente, spegne il computer. Si alza, va in cucina, accende la luce, aziona la macchina del caffè, riempie di polvere il misurino. Sorseggiando il caffè guarda fuori dalla finestra nella notte ormai completa. Vede solo la propria immagine riflessa nel vetro. Quante Scimmie Blu ci sono al mondo? quanti sottoscala?

Resta a lungo così, a guardare il nulla. La riscuote il rumore della porta d’ingresso che sbatte. “Axel?” Il suono della propria voce le sembra estraneo, diverso. Ma una voce tranquilla la rassicura. Una volta, molto tempo fa, le dava anche un tuffo al cuore.

(continua)


15 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sono spaventato, arte.
E' la prima sensazione che ho provato... non so dirti bene il perché.
Un senso di inquietudine che spero la prossima puntata possa dileguare.

Paolo ha detto...

poi poi poi.... (adoro le cose a puntate, tranne quando gioco a poker e perdo sempre perché credo di essere terence hill ma non lo sono)

Claudia ha detto...

sono rimasta interdetta. Aspetto il seguito per capire.

Claudia ha detto...

Sensazioni di angoscia, lo stomaco che si chiude..
Attendo con ansia il seguito!

artemisia ha detto...

@Paolino: So che il racconto trasmette inquietudine...per le prossime puntate mi sa che rimarrai deluso...

@Paolo Pokerface: io non so giocare a carte, e poi mi si legge sempre tutto in faccia. E inoltre non capisco mai i segni che mi fa il partner. Peggio di così!!

@Claudia: non credo capirai molto dal seguito, ma mai dire mai...

@Adi: intanto sgranocchiati un pepperkake, tu!
:)

rodocrosite ha detto...

Ho appena finnito di leggere un noir ed eccone un altro. Vaicosì!

zefirina ha detto...

bè hai spaventato pure me, attendo con ansia il seguito per rassicurarmi

artemisia ha detto...

@Rodo: Bè, insomma, non aspettarti troppo...

@Zefirina: come ho detto a Paolino, non vorrei deludervi...

@TUTTI: Mi sorprende un po' questo bisogno che avete di sentirvi rassicurati. Non potete fare così, ora sento quasi la responsabilità di far andare a finire bene questa storia...ma insomma!! Potrei segnalarvi un ottimo sito di favole...
:)

Anonimo ha detto...

Io adoro il noir, soprattutto quello Italiano... E in effetti questo inizio lo ricorda, ma ovviamente dipende dal quel "continua"... :))
Però posso anche capire il senso di inquitudine di cui parlano gli altri, forse riferiti a te e al parallelo che magari può essere stato fatto nelle prime frazioni di secondo di lettura (non parallelo di situazioni, ma di sensazioni... Credo!!! :) ).
Come spero tu possa ricordare ti ho già scritto che ti leggo spesso e molto molto volentieri (tramite Cape); e anche questo post mi conferma che è una scelta proprio azzeccata.
Scusami se mi permetto di commentare così un post, ma dato che non lo faccio mai da te mi faceva piacere dilungarmi e spiegarmi un attimo.

Un caro saluto e attendo anche io presto, come gli altri, il continuo ... :)

lophelia ha detto...

Che bello, un giallo scritto dalla mia autrice preferita. Finalmente ho qualcosa da leggere!
:-)

artemisia ha detto...

@Simona: Mi fa molto piacere che tu mi legga, davvero. Non ho capito di cosa ti scusi, naturalmente sei la benvenuta a commentare quando vuoi!Dilungati, sbracati, mettiti comoda su uno dei divani del mio salotto e fammi compagnia quando vuoi.
E grazie.

@Lophelia: Io qui ho come la sensazione che deluderò le aspettative...già sto pensando che dovrei cambiare il finale...

Morgan ha detto...

Purtroppo ci capisco poco di noir, mi astengo. :)

zefirina ha detto...

ma arte lo sai benissimo che in ogni lettura ognuno di noi porta i suoi stati d'animo di quel momento e non legge solo quello che effettivamente è scritto, io poi sono una maestra dei frantendimenti per questa mia dote/difetto di leggere troppo velocemente, infatti rileggo spesso

Gianfranco ha detto...

Aspetto il prosieguo...

:-)

artemisia ha detto...

@Morgan: il mio prossimo racconto parlerà di senzatetto.
;)

@Zefirina: lo so, e hai ragione.

@Gianfranco: :)