venerdì, aprile 06, 2007

Stravaganza 5

Il funerale del Marchese si tenne in San Giorgio. Un corteo di gondole nere solcò il Canal Grande. Violante, in lutto stretto, era bellissima. Seduta nella gondola di famiglia, una mano appoggiata alla bara del Marchese coperta di fiori, la parrucca incipriata, la pelle candida, ella era l’immagine della consorte addolorata. Nessuno l’aveva vista come l’avevo vista io, nelle sue notti di passione sfrenata. Nessuno immaginava cosa si celasse dietro i suoi occhi neri. E colui che oltre a me lo sapeva, si guardò bene dal presenziare alle esequie. Alessio, vestito di nero, mi sedeva accanto durante la traversata. La Marchesa non lo aveva incontrato che raramente, a palazzo. Avevo sempre cercato di tenerlo lontano dai suoi sguardi, che ora lo percorrevano avidamente. Non potei impedire che Alessio le porgesse la mano aiutandola a scendere dalla gondola, e mi parve che anche solo quel tocco leggero lo insudiciasse. In chiesa, Violante sedeva eretta e fiera. Aveva voluto Don Antonio e il coro della Pietà a cantare la messa solenne. Da dietro le fitte grate, le voci angeliche delle orfanelle cantavano, purissime. Vidi Violante ascoltarle a capo chino, e vidi un brivido di piacere percorrerle le schiena quando una voce solista, la più bella tra le belle, intonò il Kyrie. Dio mi è testimone che vidi una lacrima scenderle sulla guancia incipriata. Io che sapevo la sua colpa, non potei non chiedermi: è pentita? Piange il Marchese? O è quella voce cristallina a toccarle il cuore? E ne possiede poi uno, sotto quel petto bianco? Dopo le esequie, sul sagrato, la cieca e codarda nobiltà veneziana fece a gara a presentarle i suoi omaggi. Al ritorno, seduta accanto a me nella gondola, fissando sfacciatamente il povero Alessio che, di profilo, lasciava vagare lo sguardo verso l’opposta riva, ella mi disse:

-Severino, domani intendo ritirarmi in preghiera alla Pietà. Provvederete ad apprestare la gondola alle tre.

- Come volete, Marchesa.

- E voglio che mi accompagniate.

- Ma, Signoria Vostra, permettetemi, la contabilità mi esige…

- Voglio, ho detto. - Distolse lo sguardo da Alessio, quasi a malincuore, lo rivolse ai miei occhi, e ne sentii la potenza fino in fondo all’anima. – Verrete, Severino. Che avete, siete stanco? Vegliate troppo? Non vi fa bene, alla vostra età.

Un impercettibile sorriso le increspò le labbra.

Eppure, anche quella notte, l’osservai pettinarsi a lungo, davanti allo specchio, al lume delle candele, sfiorarsi con le lunghe dita il collo, con una lunga, pigra carezza. Poi si coricò, da sola, e non udii che i suoi sospiri confondersi con l’alito leggero del mare.

Ho rimandato più a lungo possibile questo momento. Sono restio a parlare della persona che più ho cara al mondo, il mio unico bene, la luce dei miei occhi, il mio figlioccio Alessio. Eppure è necessario farlo, tanta parte ebbe egli nelle sì tristi vicende che vado narrando. E non poteva essere altrimenti, viste le sue straordinarie qualità, se non di nascita, di aspetto, portamento ed animo.

Presi meco Alessio quale mio figlioccio quand’egli aveva otto anni. Il suo caso triste di orfano mi fu raccomandato da Don Gesualdo, il parroco di Santa Maria della Salute, nella quale parrocchia il piccolo risiedeva. Un caso disgraziato volle che entrambi i genitori perissero in mare. Erano povera gente, ma onesta, e il parroco pensò in un primo momento di metterlo in Seminario. Ma, conoscendo forse la mia fama generosa, e non lontano dall’immaginare la mia solitudine, egli pensò che forse in casa del Marchese ci sarebbe stato posto per Alessio. E il Marchese fu magnanimo, e mi premise di prenderlo sotto la mia protezione. Lo allevai come il figlio che non avevo mai avuto. Intendevo educarlo in tal modo ch’egli potesse un giorno succedermi nel mio ruolo. Gli insegnai a scrivere in bella calligrafia, far di conto, intendere il francese. Alessio è intelligente, e apprendeva tutto rapidamente, ma il suo cuore era altrove, e un giorno capii dove. Lo scoprii dal modo in cui, in chiesa, si perdeva a guardare le pale d’altare. Il suo sguardo rapito mi disse tutto. Lo osservai mentre si sforzava di ritrarmi, un giorno, e capii la sua passione. Lo mandai a imparare l’arte da Gregorio Lazzarini, e lo resi felice. Ora Alessio è un bravo pittore, anche se ha solo diciotto anni.

Il ritratto che gli ha fatto il suo amico Giambattista, anche lui allievo di Lazzarini, gli rende giustizia: egli è alto e sottile, di innata eleganza. Nei movimenti, lenti e flessuosi, rammenta uno di quei docili levrieri che dopo la caccia si accostano languidamente al padrone. I suoi tratti sono regolari e armoniosi, e i suoi occhi, verdi e sinceri, non avevano visto che bellezza. Egli mi ha amato come un padre. Ma il Male è giunto a lambire l’angolo di paradiso che gli avevo riservato, l’ha insidiato, l’ha vinto.

Il giorno dopo, alla Pietà, Don Antonio Vivaldi accolse Violante con deferenza. Quale Maestro de’concerti, egli insegnava alle orfane della Pietà a cantare e suonare, componendo opere di grande bellezza per quelle giovani voci.

- Benvenuta, nobile Marchesa di Belmonte, servo onoratissimo.

- Don Antonio, intendo ritirarmi a pregare nella cappella. Vogliate provvedere acciocchè si faccia musica all’uopo…qualcosa di adatto al mio lutto recente…e voglio che a cantare sia la solista che cantò in San Giorgio, ieri. Ditemene il nome.

- Certamente, signora Marchesa. Ella è Clotilde, la nostra migliore allieva. È tra le più grandi. Voce meravigliosa.

- Che canti. Subito.

Don Antonio, il codino rosso balzellante sulla schiena, si affrettò a far chiamare Clotilde. La Marchesa si inginocchiò, la testa china. Io mi sedetti alcune panche più addietro. Mi ero un po’ perso a seguire la linea di quel collo reclinato, quando il rumore di passi affrettati e leggeri mi riscosse. Preceduta da Don Antonio, e seguita da due piccole, timide suonatrici di violino dai grembiuli bianchi, Clotilde entrò.

(continua)

16 commenti:

rodocrosite ha detto...

Non la sopporto quella tipa, la marchesa. L'hai resa davvero odiosa con quel suo fare impertinente, sembra che nessuno possa tenerle testa.

artemisia ha detto...

Ma no, Rodo, la Marchesa non è nè buona nè cattiva...non pensa in queste categorie...e ricordati che la voce narrante, Severino, è di parte...

Claudia ha detto...

@Arte, questo è un bellissimo regalo di Pasqua.
è entrato in scena Alessio, adesso lo vediamo lento e flessuoso nella grazia dei suoi 18 anni. E intravediamo l'ombra che si allunga verso di lui.

Tra l'altro, la Marchesa sa che Severino ben conosce le sue notti ardenti! anche qui, il silenzio di remissività diventerà complicità?

(solo non ho capito una cosa: Vivaldi era rosso di capelli o, come immagino, il codino è legato da un nastro di velluto rosso? perchè in questo caso lo assurgerei - come in alcune narrazioni tradizionali - ad un segno "demoniaco". Suo malgrado, induce la Marchesa alla lussuria! Spettacolare!)

artemisia ha detto...

@Claudia: Pare che Vivaldi, detto "Il prete rosso", fosse appunto rosso di capelli.
Volendo, anche questo è un segno demoniaco. Non ci avevo pensato. Comunque Violante alla lussuria ci si induce da sola, non ha bisogno d'aiuto!

Grazie dei complimenti
:)

Gianfranco ha detto...

Come per il precedente anche questo lo sto copiando (di quà e di là) poi lo leggerò alla fine.

Buona Pasqua...

lophelia ha detto...

0_0
oddio cos'è successo al tuo blog?!!non lo riconosco più!!
Complimenti per gli originali sviluppi della vicenda, sempre più diabolica...e la scrittura vabbe', si sa, è perfetta.

artemisia ha detto...

@Gianfranco: Io continuo a non capire perchè lo devi leggere tutto insieme...ma questo è un romanzo d'appendice!!

Buona Pasqua anche a te!

@Lophelia: Sorpresa!!!
Ho cambiato look, e ho passato brutti momenti di panico durante la ristrutturazione, ma ora sono riuscita ad "arredare" coi vecchi mobili...
Grazie degli apprezzamenti, troppo buona! (ma tutto sta diventando sempre più complicato)

Gianfranco ha detto...

Nn ho mai sopportato le cose a puntate...nemmeno gli amori.
Ohhh...e sempre sul più bello si deve fermare la cosa??
:-)

Molti nn sanno che i primi videoregistratori erano in bianco e nero.
Mi vendetti una piccola collezione di fotocamere d'epoca per comprarmelo.
Ahhhh...che goduria :-)
Finalmente potevo registrare tutte le robe a puntate e vedermele no-stop eheh.

Ciao, G.

CICCILLO ha detto...

in effetti il personaggio di Violante suscita intense riflessioni.
la sua assoluta immoralità ci mette di fronte all'inadeguatezza delle nostre non-scelte, sospese tra timida trasgressione e rassicurante perbenismo.
in questo senso Violante, con la sua immoralità assoluta, è l'esatto contrario del mondo in cui viviamo che alimenta desideri trasgressivi per lo più sotto forma di immagini pubblicitarie nella cornice di un fittizio ordine sociale basato sulla tristemente nota "doppia morale".
e su questo basta aprire qualsiasi giornale italiano per trovare infiniti esempi: dalla lettera di Veronica su Repubblica al delitto di Cogne per finire a tutta la discussione sui Dico.
quest'ultima scena, di straordinaria efficacia narrativa, ci mostra peraltro l'adeguarsi, almeno apparente, della protagonista alle regole dell'ordine sociale e, allo stesso tempo, la sua inarrestabile volontà di trovare nuove forme e modi per uscirne.
a quando un decreto-legge che liberalizzi finalmente libertinaggio ed adulterio?

Anonimo ha detto...

ah ah ah la perfidia della marchesa non ha pari...o quasi ;)

ora dovro' pensare come procedere rimanendo all'altezza di tanta...arte.

la nuova casa e' bellissima...sono poco online in questo periodo e trovarla e' stata una bella sorpresa.

buona pasqua.
bacio
e

artemisia ha detto...

@Francesco: Mah, non saprei...puoi sempre proporre un disegno di legge...
:)

Hai ragione, Violante viola tutto, e perciò è al di là del bene e del male, ed è innocente nella sua perfidia.

(Dopo questo tuo intervento, ritiro il licenziamento del consulente musicale)

@Henry: Sono contenta che ti piaccia! Sto cercando di renderla un po' acogliente per attutire il cambiamento!
:)
Buona Pasqua e un bacione anche a te.

Anonimo ha detto...

Ciao Cinzia, buona Pasqua a te ed ai tuoi cari

gianni :-)

lophelia ha detto...

@Francesco: no scusa, non ho capito in cosa Violante sarebbe diversa dalla doppia morale odierna che tu descrivi...se si è comunque sposata il riccone per poter poi trasgredire all'ombra della rispettabilità sociale, dove sta la differenza?!?

artemisia ha detto...

@San Gidibao da Sanremo: un ex voto ti tocca!
Grazie, altrettanto!

@Lophelia: una volta tanto che Francesco mi aveva fatto un commento decente lo devi bastonare...

(Ma insomma,non devi cercare una logica dove non esiste...)

;)

CICCILLO ha detto...

in effetti mi sono espresso male.
quello che vedo io, in rete, sui media e nella realtà, è un ammiccamento costante alla trasgressione che si traduce in poco o niente nei fatti.
o vedo un coro di consensi (anche femministi) alla stupidissima e ipocritissima lettera di Veronica.
che senso ha infatti fare la morale a uno che è il simbolo dell'immoralità assoluta?
Violante, a quanto sembra, va fino in fondo e, almeno lei, se la gode.
e non risulta che finora nessuno si sia preso la briga di rimproverarla.
né che lei si metta a fare la morale a chicchessia.
la doppia morale prevede che in privato si facciano delle cose e pubblicamente si proclami l'esatto contrario.
Violante, almeno sinora, rimane coerente e fedele a sé stessa.

artemisia ha detto...

Altro che doppia morale, Violante non ce l'ha neanche scempia!

È amorale, non immorale...dissoluta assoluta!