martedì, gennaio 10, 2006


È incredibile quanto riescano a dimenticare i bambini, e quanto rapidamente in loro il dolore per una perdita sembri come dissolversi senza lasciare traccia. Ma è altrettanto vero che i bambini possono avere esperienze che non dimenticheranno mai, mentre gli adulti intorno a loro si danno un gran daffare senza neanche immaginare che stia succedendo qualcosa. Le sensazioni restano profondamente impresse in quelle menti aperte, lasciando ferite inguaribili, cicatrici per la vita. Al contrario, una gioia, della quale il bambino stesso non ricorderà la causa, diviene il ricordo della luce dorata su un pezzo della propria infanzia, e del profumo di resina che la vita emanava quando era giovane.
(Sigrid Undset, "Selvportretter og landskapsbilleder", trad. mia)

18 commenti:

Henry ha detto...

questo post e' bello e terribile allo stesso tempo. mi vengono in mente profumi e colori quando a poco piu' di quattro anni aiutavo mia nonna a fare "il pranzetto", ma anche ombre scure dietro un vetro smerigliato che nascondeva quello che mi era stato tolto...

siamo esseri cosi' fragili...

grazie

PiB ha detto...

i bambini hanno la memoria di un elefante...pachidermica ....ricordano tutto a volte il ricordo e' di fronte a loro altre volte viene fuori dopo anni..ma nulla e' piu' forte delle emozioni/ricordi dei bambini...il problema e' che poi quei ricordi di bambino vengono furoi da adulto.

artemisia ha detto...

Henry: Grazie a te. Anche a me questo brano è sembrato bello e terribile. Soprattutto quell'apparente incongruenza tra ciò che è "importante" ricordare, che invece si dimentica, e l'apparentemente insignificante, colori sapori odori, che invece costituisce la nostra memoria e assume valenze evocative profondissime di gioia e dolore.

PiB: Come dici tu, la dimenticanza è solo apparente, viene fuori anche dopo tanti anni. Il corpo ricorda. (Teoria interessantissima: il metodo Rosen, mai sentito?)`Mai sottovalutare questo, lo so per esperienza personale. Io ad esempio di mia madre non ho nessun ricordo, e credo che in fondo tutta la mia vita parli di questo, ma l'ho capito solo molto dopo. Però mi ricordo l'odore che c'era nel suo armadio, vedi mio precedente post, e la luce di certi pomeriggi...

Io penso che siamo esseri molto forti.

Henry ha detto...

artemisia: ho letto il tuo post sull'armadio di tua madre, e' uno dei primi post che ho letto e l'intensita' di cio' che hai scritto e' uno dei motivi per cui ritorno spesso qui;

dici che siamo molto forti...non so, forse lo siamo perche nonostante tutto riusciamo ad andare avanti; io pero' avrei cosi voglia di sentirmi protetto, abbracciato...

artemisia ha detto...

Siamo forti e deboli, Henry, siamo esseri umani. Siamo forti perchè andiamo avanti noostante tutto, ridiamo, ci innamoriamo godiamo la vita. Ma a volte siamo come il bambino di allora, e vorremmo quello che abbiamo perso, che ci è mancato, che però è - per sua stessa natura - irrecuperabile.

Io di questo mio bisogno mi sono vergognata per tanti anni, l'ho ignorato, sublimato, razionalizzato, represso. Solo ora sto imparando ad accettarlo, anche grazie a mia figlia.

Forse la poesia è anche questo.

PiB ha detto...

siamo molto forti ma con il guscio di protezione dell'abbraccio di qualcuno.

"..perché e' cosi che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine o un odore o un suono che poi non te lo toglie più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'é troppo tardi. E già sei, per sempre un esule .. a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono da quell'odore. Alla deriva..." (Alessandro Baricco da "Castelli di sabbia")

artemisia ha detto...

Baricco, Baricco....ma non erano di rabbia, i castelli? Comunque, centrato in pieno!
Soprattutto è vero che siamo in esilio. Questo poi è un po' anche il senso del titolo del mio blog...non tanto esilio dalla mia città quanto da altro...
Grazie PiB

PiB ha detto...

si erano di rabbia...solita tastiera..siamo tutti in esil-IO

artemisia ha detto...

Ma come fai, come ti vengono...

Henry ha detto...

la frase di baricco mi ha colto come un fulmine. non conosco il libro, non l'ho mai (ancora) letto ma quelle frase descrive esattamente cio' che sento di vivere da ormai troppo tempo.

Ed e' proprio della felicita' che dura un attimo e che non si assapora se non dopo, nell'assenza che mi ritrovo sempre a scrivere...

e questo purtroppo accade ad ogni eta'...

PiB ha detto...

non ha età questa sensazione...di sicuro non ha età

capemaster ha detto...

Bero quello che dice PiB della memoria dei bambini... Lorenzo è così...
Spero però che valuti (che tutti i bambini lo facciano) i suoi (loro) ricordi con leggerezza e serenità (quelli belli e quelli brutti)

OT
@ artemisia: ti ho aggiunto ai miei link se non ti sembro troppo distante ;)

vwbgeir

Henry ha detto...

capemaster: io credo che non basti sperare. sopratutto perche molto spesso le ferite piu' grosse derivano da ricordi dell'inconscio che non necessariamente hanno un corrispettivo ricordo cosciente.

difficile lavoro quello dei genitori!

capemaster ha detto...

@ Henry: PUOI SCOMMETTERCI! (da leggere con l'inflessione della pubblicità delle fruit joy)

pntxp

artemisia ha detto...

@capemaster: È un onore essere tra i tuoi link, grazie. Quanti anni ha Lorenzo? Bellissimo nome, del mio nipote preferito e di un mio vecchio amore (perugino).

@henry: Concordo con te che la cosa non è così semplice, magari bastasse sperare. Però forse i genitori, quando ci sono, possono aiutare i loro figli trasmettendo una sicurezza e una forza che li "proteggerà" dai ricordi più brutti. Per me questa forza è stata mia nonna (a proposito di angeli...)
Senza di lei io ora non sarei qui.

capemaster ha detto...

Compirà cinque anni a maggio!
Lorenzo poi è un classico nome perugino...non a caso il santo...

PiB ha detto...

ricordo inconscio e ricordo cosciente...qui scriverei fiumi di parole ma metto una diga.

artemisia ha detto...

Pib, l'occasione d riparlarne si ripresenterà...

Capemaster: un pochino troppo piccolo come fidanzatino per mia figlia, sei anni appena compiuti. Peccato.