venerdì, gennaio 27, 2006

Si tende la distanza
tra il mio polso ed il tuo
e geme, se sfiorata
corda di violino.
Prigione-serenata
è il vano liberarsi dei tuoi occhi:
mi seguono
mute lune ciclopi.

(1986)

7 commenti:

PiB ha detto...

il polso dove si sente il battito del cuore netto e distinto..lontano lontano

artemisia ha detto...

Lontano o vicino non esiste

PiB ha detto...

lontano o vicino sono solo parole nello spazio e nel tempo? Hanno un loro peso,una loro unità di misura...relativa senza dubbio ma esiste almeno per me

artemisia ha detto...

Esiste ma bisogna liberarsene, non esserne prigionieri.

Henry ha detto...

quante volte ho sentito tendersi quella corda di violino...tante volte ho anche sperato si rompesse...ma talvolta non bastano distanze a liberarsi dagli occhi che ci hanno preso...

bellissima poesia artemisia...fonte di mille ispirazioni...

artemisia ha detto...

Se non si riesce a liberarsene, l'unica cosa che ci resta è suonare su quella corda e cantare la lontananza...

Henry ha detto...

come mi capisci...