mercoledì, aprile 12, 2006

Esperienza mistica

Una sera sul litorale maremmano, due estati fa. Marina di Grosseto è un immenso luna park, l'aria è calda, il vino bianco bevuto a cena ci rammollisce, la pelle leggermente ustionata brucia sotto gli abiti leggeri. Lo struscio, i vu cumprà. Maria, quattro anni e mezzo, è in un mondo sconosciuto. La notte è nera, diversa dalle notti bianche dell'estate norvegese. Le luci colorate, il traffico, gli odori, il rumore del mare invisibile oltre il buio della spiaggia. Sulla piazza principale c'è una chiesa, la porta spalancata anche a quell'ora. Sul sagrato, uno di quei mimi che stanno immobili come statue. Completamente vestito d'argento, la faccia e le mani dello stesso colore, in testa una specie di turbante, non muove ciglio. La posa è ieratica, senza espressione, le pupille fisse. Do una moneta a Maria, e lei a piccoli passi va a buttarla nel cappello davanti alla statua. A questo punto la statua inizia a muoversi e le fa un grande inchino, le sfiora la manina con un bacio e torna infine alla sua immobilità. Come se non si fosse mai mossa. Maria rimane basita, la bocca semiaperta, gli occhi dilatati e scurissimi. Non ha paura, ma non dice niente. La prendo per mano per continuare la passeggiata, ma lei non si muove. Guarda il mimo, poi guarda me e mi sussurra con devozione: "È la mamma di Gesù..."

13 commenti:

Henry ha detto...

conosco molto bene Marina di Grosseto. ho un caro zio che abita li con la sua famiglia. mi ricordo moltissime estati passate li, ricordo il caldo, gli odori, le facce dei ragazzi e delle ragazze, i bagni con i mei cugini paolo, angelo, francesco, claudio talvolta, le risate, le prese in giro, i pinoli raccolti in pineta e fatti cuocere nello zucchero. c'e' un pezzetto di me su quella piazza, davanti a quella chiesa ecco perche' il tuo racconto mi ha dato un brivido. e poi la frase di maria...la meraviglia e l'innocenza che rende i bambini esseri superiori, quasi soprannaturali...

artemisia ha detto...

Se non ritornerete come bambini...

Marina è uno dei luoghi della mia infanzia, il bagno La Rotonda, la pineta naturalmente, le strade deserte bruciate dal sole delle prime ore del pomeriggio quando tutti dormivano tranne me...li mangiavi i "topi" fritti?

PiB ha detto...

Notti bianche¬ti nere

artemisia ha detto...

Pib: a volte anche notti nere in bianco...

Henry ha detto...

il bagno dove andavo io era il Gabri...il termine "topi fritti" non mi fa venire in mente nulla...e in quanto alle mie notti di allora erano molto bianche, innocenti e sopratutto ignare (almeno in superfice) pero' quanta spensieratezza!

artemisia ha detto...

I "topi" sono pasta di pane fritta, altrove detti anche "donzelle"...ne risento ancora l'odore...

rosso fragola ha detto...

dolcissima Maria...
Ma li chiamano topi sul serio a Grosseto?
E Pensare quanti ne ho fritti anche in casa! Ma in Norvegia non usano?

Luigi ha detto...

che bello quanto si riesce a "rubare" dai vostri ricordi, vibrano ed emanano un'essenza personale per ognuno di voi, proprio per questo sono preziosi perchè nella condivisione permettono di percepire più di voi.
vi abbraccio

artemisia ha detto...

@Rossofragola: no, in Norvegia non usano. Credo che dovrei fare qualche post sulla cucina norvegese!

@Luigi: a me piace pensarti bambino che andavi nel bosco a cercare i funghi con tua nonna...l'hai scritto una volta. Hai ragione. Siamo i nostri ricordi.

Hari Seldon ha detto...

Marina di Grosseto è stata il luogo di una delle esperienze più angoscianti della mia vita. Ne parlerò in cyfmeun post, un giorno, quando mi sentirò pronto per rimuovere quel fantasma che mi perseguita da quando avevo 15 anni.

lophelia ha detto...

Marina di Grosseto per me è Cieloverde, anche a te dovrebbe ricordare qualcosa...la disco music anni '80 alla "Vela"...la roulotte della G...le ustioni dei più incauti dopo il 1° giorno al sole...il coniglietto di F.!!

artemisia ha detto...

Ecco Lophelia, io speravo ardentemente che tu avresti calato un velo pietoso su quell'estate a Cieloverde...solo dopo aver scritto il post (in cui del resto il luogo era del tutto secondario ma poi ha preso campo...) mi sono resa conto di questa possibilità.

Quella volta credo di non aver mai dormito (nè mangiato, grazie ai menu "economici" di F.M.) per quindici giorni, infatti poi ebbi solo la forza di trascinarmi fino a Grosseto e cadere malata nel letto di mia zia...per di più acquistai una bruttissima reputazione del tutto immeritata, perchè ero in realtà innocente...

@Riccardo: racconta, racconta!

lophelia ha detto...

Sorry!! D'ora in poi starò più attenta, promesso...in effetti i ricordi condivisi possono essere mine vaganti!