I glicini
I glicini disfanno in profumi malati
il viola del giorno
che lento cola verso la terra
per morirvi
nell'odore denso e oscuro delle erbe.
Oltre il languido agonizzare del cielo
mi lascio cadere
sulla mia stanchezza
senza riposo nè pena.
(Precedentemente pubblicata su Pioggia blu, ancora attuale)
....per chi non lo sa: la parola norvegese per glicine è blåregn, letteralmente: pioggia blu
20 commenti:
Vi consiglio di non aprire il link del precedente commento...spam.
questa poesia rimane una delle mie preferite.
I glicini sono credo i primi fiori che attrassero la mia attenzione da bambino. La nonna mi metteva spesso sotto un bel pergolato di glicini. Quando i miei genitori ristrutturarono la casa pensarono bene di liberarsi del pergolato. Ma quei glicini e il loro profumo intenso vivono ancora dentro di me.
Artemisia cancellalo il commento spam.
il glicine come per Fabio ha una sua collocazione particolare all'interno dei cassetti della mia memoria..da bambino andando a scuola passavo sempre di fronte ad una casa con un glicine enorme...il viola del giorno qui è perfetto così come lasciarsi cadere sulla propria stanchezza..delieni perfetta-MENTE uno stato d'animo che conosco.
@Fabio, Pib: anche per me il profumo intenso di glicine ha un grande significato. Se ci riuscissi vi farei vedere una bella foto di un glicine a me molto caro in un mio post dell'agosto scorso, ma avete a che fare con un'idiota...
ehm ... basterebbe postare il link di quel post. Come si fa? Si apre quel post, si copia l'indirizzo che appare nella barra degli indirizzi del browser, si incolla nel post di commento ...
Mi sembrava di averti mandato anch'io una foto di un bellissimo glicine.
artemisia: l'aggettivo "malati" che hai dato ai profumi del glicine e' la cosa che ho adorato in questa poesia; rende perfettamente l'idea di quella stanchezza del corpo a meta', secondo me, tra malattia e decadenza sensuale, che descrivi dopo...una stanchezza che per me e' memoria di languido appagamento sensuale.
bellissima
...il languido agonizzare del cielo...diventa una sola cosa cn il glicine, il suo profumo, la tua stanchezza...complimenti
molto bella cinzia...
a volte mi divertivo a filtrare la luce del sole attraverso il suo viola, io sole faceva capolino tra un fiore e l'altro, anche per me era un piccolo pergolato
Fortuna che l'hai ripubblicata! la prima me l'ero persa...
@Tutti: grazie di esistere, siete troppo buoni.
@Riccardo: ricordati con chi hai a che fare...
La tua bellissima foto l'ho ovviamente persa, ripostala! È una cosa che condividiamo e una delle prime cose di te che mi ha detto.
@Henry: bella quella decadenza di cui parli. Grazie per la tua interpretazione. Nella poesia c'è anche questo.
@Luigi: Cosa vuol dire quell'ideogramma? Bello. È il simbolo giapponese del torcolo? ;)
Riccardo, clicca sul link del glicine, you see what I mean?
(Il primo che ride lo fulmino).
AH AH AH!!!!
Invece di aiutare una nobile del mio rango...Barone! Che villania!
Artemisia, amo il glicine. Il suo profumo è umettato con essenza della Speranza, della Primavera.
Quando fiorisce, nulla è perduto: sempre si può ricominciare, costruire. Creare.
Per me, questo è il Glicine.
Una luminosa giornata,
gidibao :-)
Grazie del commento Gidibao, e anche del tuo bellissimo post su Jung.
Sempre gradito.
Ciao Morgan e benvenuto.
Sono stata diverse volte sul punto di commentarti sul tuo bellissimo blog ma non ho mai preso il coraggio.
Benvenuto.
Il glicine fiorisce due volte: la prima a salutare la primavera e la seconda in autunno quando sappiamo che l'ultimo caldo se ne sta andando. A quale delle due stagioni ti riferisci?
@Rodo: a tutte le stagioni della vita.
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