sabato, marzo 10, 2007

Bollywood


Una mia amica ha argutamente paragonato la Rete e tutti quelli che ci sono invischiati ad uno strano Hollywood, dove ognuno si fa il film che preferisce vedere...io direi che più precisamente la Rete è un kolossal di Bollywood, uno di quelli ispirati alla Bhagavad-Gita, con mille personaggi che spariscono, ricompaiono sotto nuove sembianze, nell'eterna Ruota delle Trasformazioni...

28 commenti:

Gianfranco ha detto...

Nn sono d'accordo con la tua amica anzi credo sia l'esatto contrario.
Nel virtuale nn ti puoi fare il film che vuoi, al massimo, e solo per un pò, ti puoi costruire il personaggio che vuoi, ma questo succede anche, se in modo diverso, nella realtà.
Questo personaggio dovrà cmq interagire con gli altri e alla lunga tornerai ad essere te stessa/o.
Penso che a parte rari casi sia impossibile nn portare la nostra (vera)personalite nel virtuale.
Riflettendo direi che si è più reali nel virtuale che nella realtà e questo perchè quì si ha meno neccessità di nascondersi, di comuffarsi, di essere quello che gli altri vogliono.
Quindi forse il vero kolossal di Bollywood è quello che vivamo quotidianamente nel reale.

Buona domenica, G.

Anonimo ha detto...

Io i film, preferisco guardarli al cinema, ma bollywood, Shiva me ne guardi! Mai!

Non sono d'accordo con gianfranco: la favola dei "personaggi che interpretiamo" e del "vero me stesso" se ci pensi sù anche solo due minuti (o meno) ti rendi conto che non si regge in piedi neanche con le stampelle.
Diciamo che è un pò un luogo comune, via.

Bloggo ha detto...

per dire io oggi mi sento molto scamarcio, eh.

field ha detto...

se la rete è come bolliwood voglio assolutamente sapere come fare ad inserire una colonna sonora in stile, tipo bolliwood brass band!

tornerò a leggerti
saluti

lophelia ha detto...

L'osservazione era nata da me allo stato grezzo, perfezionata da Artemisia, quindi vorrei precisare alcune cose.
Se è vero che le proiezioni ci sono anche nella vita reale, nella rete secondo me sono potenziate perché ognuno mostra solo ciò che vuole mostrare, ma soprattutto VEDE solo ciò che vuole vedere.
Insomma che i desideri ed il naturale "sentirsi al centro" di ognuno facciano da ulteriore filtro di distorsione ai segnali che arrivano dagli altri.
Non è detto che succeda sempre ma è un rischio maggiore che nella vita reale.
Che poi le proiezioni abbiano una durata limitata è naturale, tutti i film ad un certo punto finiscono...e ci sono i cortometraggi e ci sono i bollywood.

artemisia ha detto...

@Gianfranco: sono d'accordo su alcune delle cose che dici, ad esempio sul fatto che alla lunga la vera personalità delle persone traspare, nel virtuale come nel reale. Nel virtuale però i filtri fuorvianti sono maggiori. Prima o poi anche nel virtuale si finisce col rivelarsi, specialmente se il lettore è attento e perspicace...

Secondo me comunque parlare di "virtuale" è troppo vago, io preciso che intendevo la blogosfera e non ad esempio il sottobosco della chat, dove a quanto sento dire c'è una fauna abbastanza estrema.

@Hertz: io credo che ci sia gente che sul blog si costruisce un personaggio, ma come dicevo a Gianfranco è abbastanza facile scoprire chi è "posticcio".
Io sono molti personaggi, ma non li interpreto, li sono proprio, nella vita come sul blog.

@Matteo: What does "scamarcio" mean? Please translate
:)

@Field: Se tormi mi fai piacere. Per la colonna sonora, uno va su Finetune e sicuramente c'è anche quel tipo di musica. Auguri.

@Lophelia: grazie per aver riportato la discussione a ciò che il post intendeva dire: si trattava appunto non di come uno vuole apparire, ma di come uno proietta sugli altri i suoi desideri, vuole vederli in un certo modo, idealizzarli per il suo "film" personale.
Questo volevamo dire. E secondo me il pericolo sul blog esiste.

Gianfranco ha detto...

Arte, ma dove vivi?
In Norvegia? :-)
Scamarcio è la star del momento...lo so pure io :-)

http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?a=57165

artemisia ha detto...

@Gianfranco: mai sentito ti giuro. Questo ti dimostra quanto io segua il cinema italiano!
Ora poi in questo momento sono in tutt'altra epoca storica...colmerò (forse) questa lacuna quando lascerò la laguna.

Gianfranco ha detto...

Immaginavo fosse quello il motivo.
Bhè...nemmeno io seguo granchè il cinema italiano, ma per questo attore è il suo momento e te lo ritrovi dappertutto ed è quindi impossibile (in Italia) nn conoscerlo...almeno come immagine

zefirina ha detto...

sono d'accordo con il mostra quel che vuole mostrare e non è detto che sia per forza sinonimo di fenomeni di occultamento o di bugiardaggine, c'è empre in agguato il quesito quanto posso raccontare, quanto posso rendere pubblico il privato,senza apparire esibizionista ma soprattutto senza dispiacere chi mi sta attorno???
Anche io mi faccio i miei film dove sono la protagonista, la regista, la sceneggiatrice ovvio che non finiscano sempre come piace a me, perchè come tutti i bravi attori, gli altri comprimari ogni tanto tendono a fare di testa loro e allora è tutto un altro film.
Vi ho già detto di quanto mi piace mascherarmi???

artemisia ha detto...

@Zefirina: allora se ti piacciono i balli in maschera non puoi perderti Stravaganza, il nostro esperimento letterario...
Vedi post precedente

Anonimo ha detto...

Se si parla di ruota vuol dire che, anche se si cambia, si torna sempre al punto di partenza. Mi pare una questione abbastanza circoscritta. :-)

Jos ha detto...

C'è un bel libro che affronta il tema, è un po' datato e difficile da trovare, ma ne vale la pena:

Patricia Wallace, La psicologia di Internet, Cortina ed.

http://www.universitadelledonne.it/wallace.htm

ciao

J

Jos ha detto...

Dal mio modestissimo punto di vista, e non sono un esperto di psicologia né di psicanalisi, il fatto è che la comunicazione su Internet, come tutti gli intermediari, consente di passare facilmente dal reale all'immaginario, dal conscio all'inconscio.

Si proietta più facilmente una parte di sé quando si ha a che fare con uno schermo che non con una conversazione tra persone reali.

Il monitor del pc, anche se è opaco, alla fine diventa uno specchio al quale affidiamo una immagine di noi stessi così come la vorremmo, non necessariamente così com'è. Allo stesso modo, dalla rete cerchiamo nient'altro che una proiezione dei nostri desideri inconsci.

In una vita precedente, quand'ero single, ho utilizzato Internet come strumento per conoscere persone reali. E' stata molto spesso una delusione totale.

Sul web si perde tutta la parte "core" della comunicazione: tanto quella verbale (scelta delle parole e del tono, velocità, timbro, accento, difetti di pronuncia, tutto quello insomma che rende una voce unica, personale, in altre parole che la rende davvero seducente), quanto, anzi soprattutto, quella non verbale.

E' un gioco pericoloso.

J

artemisia ha detto...

Hai ragione sotto molti aspetti Josif.
Però.
Volendo fare l'avvocato del diavolo, non si potrebbe dire che in rete si eliminano anche alcuni dei filtri posticci che determinano il nostro quotidiano? Ti faccio un esempio. Io nel quotidiano mai e poi mai inizierei a parlare di queste cose con un ventenne. Anzi, probabilmente mai intavolerei una conversazione con un ventenne. E un ventenne mai lo farebbe con me. Questo perchè siamo condizionati dai nostri ruoli sociali, dalle convenzioni, aspettative, pregiudizi ecc. Invece sul blog ho avuto conversazioni interessantissime e profonde con le persone più disparate.
Personalmente, questo mi ha dato molto.

Questo non per tacere dei pericoli, che esistono, ma per cercare di differenziare.

Jos ha detto...

@ Artemisia. Sono d'accordo. Io non ho detto che ci sono solo pericoli, ci sono anche enormi opportunità.

Il web è come "il paese inesplorato dai cui confini nessun viaggiatore fa ritorno", con la differenza che sul web puoi tornare.

J

Fabio ha detto...

"Some people will spend more and more of their time in virtual communities such as Second Life. They will claim that their communities represent the logical extension of citizen democracy. They will be ridiculed and opposed by “First Lifers,” who will insist that reality with all its complications always trumps virtual reality, but the second-lifers in turn will insist that they live in a world of their own design and therefore are by definition more creative and free. This division will deepen and intensify, and will develop from just a cultural preference into a choice about how and where people spend their lives".

L'ha detto Brian Eno in un articolo che mi e' capitato tra le mani prorio stamattina, e non e' che io sia poi cosi' d'accordo, nel senso che tutta questa polarizzazione tra vita nella rete e vita reale io non la vedo mica. Esprimiamo noi stessi sia nella vita reale che in quella virtuale, con le specificita' che i diversi media ci offrono. Ma siamo sempre e comunque noi. Se nella rete tendo a proiettare un'immagine di me, e' probabilmente la stessa che cerco di trasmettere anche nella vita reale. A volte riuscendoci altre no, ovvio, ma la proiezione ideale che ho di Fabio e' sempre quella - non riesco ad avere certi ideali nella vita e ideali diversi nella rete, e non avrebbe senso.

Peraltro, lo dico ai vostri lettori, Artemisia e Lophelia sono proprio come uno se le immagina, il che conferma almeno in parte quello che ho scritto qui sopra.

artemisia ha detto...

La discussione si sta facendo sempre più interessante.

@Josif: tutto ciò che è bello è anche potenzialmente pericoloso, è condizione necessaria. Poi se uno vuole stare tranquillo legga Topolino.
Dal web puoi tornare. Solo che, come da tutti i viaggi, non tornerai mai ad essere lo stesso di quando sei partito.

E questo è il bello, appunto. L'importante è non perdere la bussola.

@Fabio: Grazie di questo tuo intervento, che come spesso con te, mi trova assolutamente d'accordo (con te, non con Brian Eno Nostradamus). La sua profezia mi ricorda quelli che dicevano che con l'avvento di internet la gente avrebbe smesso di incontrarsi, di innamorarsi, di fare l'amore, tutto sarebbe divenuto virtuale.

Le proiezioni di se stessi sono le stesse che nella vita reale, magari amplificate. Il punto è come queste proiezioni vengono recepite dagli altri, filtrate dagli specchi distorcenti della rete.

Sull'ultimo punto non posso che dirti grazie, anche perchè io dico una cosa: le persone che mi interessano veramente prima o poi le incontro sempre dal vivo.Sia per confrontarle con l'idea che avevo di loro, sia per confrontarmi con quella che avevano di me.

zefirina ha detto...

a me dela chat piacevail fatto di poter cominciare una conversazione con qualcuno che non sapeva se eri bella o brutta, giovane o vecchia, la conoscenza non era mediata dala vista, poi se qualcuno ti colpiva particolarmente potevi continuare a conoscerlo tramite mail o telefono o dal vivo a secondo i casi, la mia ultima relazione è nata così, lui mi ha colpito per come usava le parole, per quello che per lungo tempo mi ha scritto nelle mail, io l'ho incuriosito con i miei racconti, con la mia "energia positiva", poi dopo n bel pò di mesi ci siamo decisi ad incontrarci ed è durata quattro anni, pur vivendo in città lontane ed avendo due vite abbastanza complicate, bè per esempio io ad una festa un tipo così non me lo sarei filato per niente, si avrei pensato che magari era simpatico ma niente di più, lui magari avrebbe detto bella tipa, ma on il mio tipo a lui son sempre piaciute le more e io sono bionda, è stato tutto quel raccontarsi per lettera che ci ha preso e intrigato, e il fatto che alla prova del 9 fossimo persone vere, come ci eravamo raccontati e non semplicemente tpi da chat. Aggiungo che ho sempre pensato che se ci andavo io (in chat) che mi reputo mediamente normale avrei potuto trovare gente come me.
COsì tra blogger.. ho trovato persone a me affini e mi piace questo

zefirina ha detto...

sigh mi sono dilungata e con questa tastiera piatta le dopie sono saltate....perdonatemi

zefirina ha detto...

appunto

Jos ha detto...

"Here error is all in the not done,
all in the diffidence that faltered..."

JB

artemisia ha detto...

Chi è, TS Eliot?

(io mi butto...)

Jos ha detto...

Il mio amatissimo Ezra Pound

Guarda qui

http://www.uncg.edu/eng/pound/canto.htm

ciao!!!!

JB

artemisia ha detto...

Ne indovinassi una.

Jos ha detto...

Vabbè, ci hai provato e non sei andata lontano! ES Eliot definì Pound "il maggior fabbro" e si battè per farlo uscire dal manicomio criminale negli Usa...

Almeno tu ci provi, io nemmeno so chi è Levinas!!!!!

;-(

JB

artemisia ha detto...

Ora vi siete tutti fissati con questo Levinas...

:D

Jos ha detto...

Eh già, Levinas di qui, Levinas di là... Slavine di Levinas!

Jos