Lettere
Probabilmente, è una forma di voyeurismo. Una curiosità per la vita altrui. La stessa che rende interessanti i blog degli altri. Ma il mio interesse per il romanzo epistolare è cominciato molto prima dell'avvento di Internet.
Credo che il primo libro del genere che io abbia letto siano state le lettere di Abelardo ed Eloisa: la storia dell'allieva e del maestro di filosofia, del loro tragico amore poi trasformatosi in corrispondenza intellettuale profondissima, era quanto di più consono potesse esserci per quella che ero io allora. Ci capii ben poco, a diciassette anni, ma lo lessi.
Seguirono le "Lettere alla madre" di Sylvia Plath: ben altra lettura. Lette e rilette fino al disfacimento fisico del volume, la sinistra sensazione di riconoscersi e di precipitare in quel divario tra l'immagine esteriore della studentessa modello e l'interiorità oscura e travagliata dell'autrice.
"Die Leiden des jungen Werthers", letto con leggero fastidio. Non capii quel Goethe che mi ricordava Jacopo Ortis del Foscolo. Ma mi ispirò a leggere ben altro Goethe, quello delle Affinità elettive.
Le "Lettere a un giovane poeta" di Rilke: poetico, mistico, letto in un periodo in cui credevo di amare un giovane poeta, e invece mi innamorai di Rilke.
"Le amicizie pericolose" di Laclos: splendido quadro di una società profondamente corrotta, sottile romanzo psicologico, da rileggere sempre.
"Caro Michele" della Ginzburg: un romanzo polifonico, costruito su lettere che i protagonisti si scambiano, raccontandosi e raccontando gli altri in un intreccio infinito di punti di vista annodati. Avrei voluto averlo scritto io.
"Lettere a Marina" di Dacia Maraini: libro rivelazione, la scoperta di un universo femminile che non conoscevo, e la prosa perfetta dell'autrice.
"Lettere a Milena" di Kafka: perdersi nell'universo labirintico di una mente che si arrampica sugli specchi per sfuggire ad un amore che non poteva essere vissuto, ma che era vero e profondo.
"Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. Bruciante risposta a "La rabbia e l'orgoglio" della Fallaci. Finalmente un fiorentino simpatico.
"Che tu sia per me il coltello" di David Grossmann. Libro-pugno-nello-stomaco. Letto, nascosto, riscoperto, condiviso, messo via di nuovo, riaperto, riletto, riappare sempre, come un sogno ricorrente. Pagine che fanno male, scrittura senza pelle, il coraggio di guardarsi dentro e di guardare dentro l'altro. Senza pietà.
26 commenti:
Mi sono stampato la lista: mi hai fatto venire voglia di leggerli e regalarli.
Grazie!
Un saluto.
Fabio
oh arte ecco perchè mi piaci, sai che qualche libro della tua lista l'ho letto anche io, e pensare che per tanto tempo non mi attiravano i cosidetti romanzi epistolari invece poi hanno cominciato ad affascinarmi, sai che faccio... mi faccio venire in mente la mia di lista e la metto in un post, potremmo cominciare un altro gioco
un abbraccio perchè ti sento vicina
@Fabio A, qual buon vento (libeccio??)Sei tornato, deh!!
@Zefirina: Brava, a me i giochini piacciono tantissimo, tu pubblica la tua lista che poi vengo a vedere.
Ho in mente un'idea confusa su una forma di collaborazione letteraria su questo...ma prima dobbiamo finire il nostro romanzo d'appendice...
;)
Hai fatto venire molte curiosità letterarie anche a me. Di Abelardo ho letto altro rispetto alle lettere e mi aveva avvinto, anche se in genere sono per gli amori vissuti, non allontanati (poi razzolo malissimo, però....)
e le Lettere al Padre di Kafka non le hai lette? molto dure, ma molto vere.
Si amplia il richiamo di Grossmann.
Anche a me piace moltissimo predicare bene, poi purtroppo razzolo male.
Però mi hai fatto pensare che in fondo il fascino delle lettere per me è proprio questo: la distanza (e qui Abelardo è Maestro, ma anche Grossmann).
Oggi, primo giorno di primavera, ho ricevuto due messaggi bellissimi che mi hanno dato una gioia immensa e mi hanno aperto il cuore. Potenza immensa della parola scritta.
PS: No, non ho letto le lettere di Kafka al padre...non so se ce la farei.
Comunque non è poi strano, se si pensa che proprio oggi è il compleanno di Johann Sebastian Bach, oltre che il primo giorno di primavera, e la mia anima è particolarmente splendente.
:)
Mi sono persa gli altri post in questi giorni, ma rimedio, a pezzi e bocconi...
Si', anch'io ho approfittato della tua lista per segnarmi qualche nome nella mia lista personale di libri che devo leggere..(tipo la lista di Hesse sulla biblioteca minima che una persona dovrebbe leggere...Non ricordo il nome del libro..)
Le Affinita' Elettive mi hanno totalmente catturato, cosi' come i Dolori del giovane Werther..Adoro Goethe, yes!
E anche le lettere di Terzani sono qualcosa di molto prezioso; concordo con te...Dopo l'imbarazzante figura della Fallaci, meno male che c'e' il grande Tiziano:-)
In geneale penso che la lettera sia molto diretta, e anche quando descrive pedissequamente, rimane sempre una sorta di dialogo, e non riesce ad annoiare...Abbiamo ben presente che c'e' un destinatario, e in un certo senso facciamo finta di essere proprio noi, o perlomeno sosteniamo la parte di un amico coinvolto nella discussione...Questo mi ha sempre affascinato.
SI
inutile nascondere che trovo molto affascinanti romanzi epistolari.
con le mie lettere (spedite, ricevute, tenute in un cassetto) potrei scriverne uno. almeno cosi' solo meta' sarebbe illegibile (qualla con le lettere scritte da me, ovviamente): i miei amori hanno sempre saputo come catturarmi con le parole...anche perche se no probabilmente non sarebbero mai diventati i miei amori
già, le lettere... intimi frammenti di sentimenti in relazione
@Silvia: La lettera è un dialogo, esatto. E leggendo lettere io sono sempre in parte il destinatario e in parte il mittente, entro ed esco dai ruoli. Poi uno si può immaginare le risposte...o lasciarle senza risposta...
@Henry: La metà illeggibile sarebbe la tua?? Seeee...
@Napolino: la parola "relazioni" è esattissima, è di questo che le lettere parlano e per questo mi affascinano. Les laisons, veramente non amicizie ma relazioni pericolose, vero!!
beh io a casa ho una vecchia scatola di latta - quella dei biscotti Lazzaroni - piena di lettere, forse anche tu "per caso" ne hai una simile...che titolo avrebbe quel romanzo epistolare?
;-)
@Lophelia: Sì, quella che ho io è con su dei pesci colorati.
Quel romanzo epistolare si potrebbe chiamare "Dei delitti e delle pene"...
:D
mmmm...mi verrebbe voglia di dare un colpo a chi mi prende "troppo sul serio" con una battutaccia...ma saro' conte e tacero'. :D
Conte Henry, questa dovrete spiegarmela, e non sfuggirete.
:D!!
Io passo Arte. Ho gia' discusso animatamente con troppe persone per il fatto di sostenere la superiorita' delle e-mail sulle lettere. Lo so, verro' fischiato senza pieta' anche qui. E' che l'immediatezza di una mail e' per me irresistibile, che ci posso fare? Basta, ho gia' detto troppo, mi faccio da parte travolto da buuu e pomodori, come sempre quando affronto questo argomento.
E' che come genere letterario il carteggio e-mail è ancora nuovo...
e' nuovo si, ma non per questo meno affascinante...la mia collezione di scambi di email (tendo sempre anche le mie, almeno per gli scambi importanti) potrebbe benissimo finire in un libro. o in un blog.
cambia il mezzo ma le persone rimangono le stesse (niente pomodori per fabio da parte mia)
Ma no Fabio!! Ora fai come me con Leonard Cohen, non ti stracciare le vesti!
Anch'io ho avuto discussioni proprio su questo tema con alcune persone, tra le quali una che frequenta questo blog: anche secondo me l'email ha delle possibilità di immediatezza che la lettera non ha. E sono stata presa a pomodorate...
Lophelia e Henry hanno ragione, è solo il mezzo che è cambiato, il contenuto è quello: relazioni.
E poi, come dice Henry: le email si possono salvare, magari anche stampare, se proprio uno ha il feticcio del cartaceo.
Attenzione dunque, qui lo dico: io le email in genere le salvo (continuano i carteggi...)
Nn ho letto nessuno di questi libri e sono un fan della Fallaci.
Passo direttamente dal falegname per la croce?
:-)
Buon weekend (per me è già di lavoro), G.
ps: cmq...si dovrebbero sempre seguire i buoni consigli (io lo vedo così) e la lista l'ho stampata...
poi vediamo.
Inserirei anche questo.
:-)
@Gianfranco: Oddio mio, dal falegname per la croce no, via...
Un fan della Fallaci...potrei consigliarti un altro blog, ma mi dispiacerebbe. Preferisco farti cambiare idea.
Comunque c'è una cosa che mi unisce sia alla Fallaci che a Terzani: abbiamo frequentato lo stesso liceo.
@Paolino: come hai fatto a capire che Tabucchi è uno dei miei cult? Non credo di averlo mai detto, si vede che lo hai divinato. E questo non l'ho letto, ma lo comprerò subito appena arrivo in Italia.
Grazie!
Solo a Pioggia Blu uno non viene preso a pomodorate, per questo il tuo blog e' speciale Arte. Grazie a Henry e Lophelia per la solidarieta' :)
Anche io salvo tutte le email le esporto da Outlook e poi le masterizzo sui cd. E non solo quelle di lavoro per biechi motivi di paraculamento legale!
Ho una domanda per te Arte: non pensi che ogni scritto è in fondo sia una lettera? Se è così, cosa fa la differenza tra il romanzo epistolare e tutto il resto?
Ciao!
Jos
@Fabio: Mah, insomma, qualche pomodoro è volato anche su Pioggia blu...
Ma in genere i miei ospiti sono molto educati. Ti ringrazio!
@Jos: Le masterizzi addirittura! Bisogna stare attenti con te, ho capito...
Bellissima domanda. È vero, ogni scritto è in fondo una lettera, a volte anche solo a se stessi. La scrittura ha per sua natura sempre un destinatario. La differenza col romanzo epistolare sta probabilmente solo nella forma letteraria.
Poi però bisognerebbe distinguere tra romanzo epistolare e vere lettere pubblicate...cosa che io non ho fatto. Del resto, prendi per esempio le lettere alla madre della Plath: non rappresentavano certo la realtà, ma quella che lei voleva apparisse tale agli occhi della madre...
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