venerdì, marzo 02, 2007

T

Capita che ci incontriamo a cena, a casa di amici comuni. Nell’ingresso vedo appesa una giacca a vento un po’ lisa ai polsini, e so che è già arrivato. Sento automaticamente affiorarmi un sorriso. Lo vedo seduto a tavola, gli occhi grigi, intelligenti, la testa come appoggiata direttamente sulle spalle massicce. Gli occhiali sempre dimenticati in giro, miracolosamente posati sul naso. Con il palmo della mano batte leggermente sulla sedia accanto alla sua, con un gesto da vecchio zio.

T. è una di quelle persone che ti riconciliano con l’essere al mondo. La condizione umana, dopo dieci minuti di conversazione con T., ti appare invidiabile. Ti racconta la sua vita come se raccontasse un film che gli è piaciuto. I tempi dell’università, con la moglie sempre incinta che lo manteneva agli studi. Vivevano in un seminterrato dove morivano dal ridere, e giravano su una Volkswagen con tre bambini urlanti dietro, come Qui, Quo, Qua. La prima specializzazione, poi la voglia di cambiare, a quarant’anni un’altra specializzazione, poi un’altra. Ne ha tre, fatte per divertimento, per passione, per amore. Ha mantenuto una curiosità infantile per gli aspetti scientifici della natura umana e per gli aspetti umani della scienza. T. sa ancora arrossire.

Gli piace ricordarmi la prima volta che ci siamo visti. Quattro provette in mano, vuote, aspettavo che le riempisse del midollo spinale di una signora grassottella che lui stava facendo sentire molto fortunata in attesa che l’anestesia le facesse effetto. Mi ricordo che mi tempestò di domande curiose su cosa dovevo fare con quel midollo, e mi sembrava che mi stesse chiedendo una ricetta prelibata. Un’altra volta, in aereo, mi rovesciai un bicchiere di vino rosso sui pantaloni nuovi. Ero stanca, e dalla rabbia non sapevo con chi prendermela. Allora lui per consolarmi prese il suo bicchiere pieno e se lo rovesciò addosso, ridendo della nostra comune fortuna.

Ti guarda, incantato dalla vita, e ti dice: “Ma siamo veramente fortunati, veramente fortunati. Datemi una bottiglia di vino, dei commensali come dico io, e io non potrei star meglio.” E ti racconta, entusiasta di tutto: del figlio diventato vegetariano, della gatta che ha una gravidanza isterica, del telefonino miracolosamente ritrovato (ma pensa, pensa che fortuna!), della fortuna che ha avuto a venire operato per un prolasso vertebrale da un chirurgo così bravo, dell’incredibile privilegio di lavorare con dei colleghi così preparati, di come sono simpatici i suoi pazienti, e i suoi studenti poi…

E si passa la notte, chiacchierando e bevendo, nel migliore dei mondi possibili.

12 commenti:

lophelia ha detto...

Viene davvero voglia di conoscerlo. Quale sarà il suo segreto?

Paolo ha detto...

già, personaggio da biografia autorizzata...

zefirina ha detto...

è proprio vero persone così ti rinconciliano con la vita

artemisia ha detto...

@Lophelia: Eh, lo vorrei scoprire anch'io. Credo sia una sorta di atteggiamento mentale positivo, che poi si rafforza anche attraverso le risposte positive degli altri.

@Paolo: Sì, basta poi stare attenti a dove si mettono i piedi, sai poi uno scivola...
;)

@Zefirina: Il potere terapeutico non è solo farmaceutico, e sicuramente non è precluso a nessuna categoria professionale. Forse si tratta anche di una bontà di fondo.Ce ne fossero.

rodocrosite ha detto...

Certo che anche te sei fortunata ad aver conosciuto T.
Sarei stata una giornata intera a leggere la sua descrizione.
Fantastico.

Anonimo ha detto...

ci sono anime (permettetemi di usare questo termine) che hanno un potere speciale: riescono ad emanare una luce piu' forte, cosi' che quando ci troviamo in presenza dei corpi che le ospitano, ne riamiamo affascinati come un bimbo davanti ad un gioco nuovo.
ecco credo che tu abbia avuto la fortuna di incontrare un'anima di questo tipo.

e' successo anche a me qualche volta e so bene cosa significa. pensa io sono stato cosi' fortunato da ritrovarmela come nonna un'anima cosi'.

artemisia ha detto...

@Henry: non parliamo di nonne che mi si sciupa il trucco
:)

rainbowsparks ha detto...

quest'uomo è meraviglioso,avrei così tanto da imparare da lui,potrei penso ascoltare una persona così per secoli..

artemisia ha detto...

@Rainbowsparks: benvenuta!
Per secoli io magari no, ma per una notte sì.

Gianfranco ha detto...

"Viene davvero voglia di conoscerlo. Quale sarà il suo segreto?"

Il segreto?
Nn ci sono segreti.

“Ma siamo veramente fortunati, veramente fortunati. Datemi una bottiglia di vino, dei commensali come dico io, e io non potrei star meglio"

Questa frase la potrebbe dire chiunque, quest'uomo potrebbe essere chiunque.
Un montanaro che ti racconta di quando passava l'Appennino per andare a fare il carbonaro in Toscana, o un pensionato che ti racconta gli anni passati in acciaieria.
Nn ci sono segreti.
Basta essere in pace con se stessi e con la vita.
Basta rendersi conto di quanto sia bella...questa vita
Basata rendersi conto che nn va sprecata.

G.

Morgan ha detto...

Ciao,

c'è bisogno di dare voce ad un'iniziativa importante che trovi sul mio blog a favore di un senzatetto, se puoi e vuoi, ti pregherei di darne notizia e farlo sapere ai tuoi contatti.
Un grandissimo grazie.

Morgan

artemisia ha detto...

@Gianfranco: i segreti più evidenti sono quelli più difficili da scoprire, perchè la loro evidenza ci rende ciechi. Sono non segreti, appunto. Siamo noi che cerchiamo segreti, sbagliando.
:)

@Morgan: Bellissima iniziativa. Per adesso ti ho linkato, ma mi riprometto di darti più spazio. Complimenti. E grazie per aver pensato a me.